La madre dei decretini è sempre incinta

giugno 6, 2008

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Povera Italia, che vergogna. Nelle scorse settimane se ne sono sentite un po’ di tutti i colori sul tentativo di salvare Rete 4 con un decreto ai limiti del ridicolo.

Incredibilmente però il decreto è stato bocciato, ma la maggioranza ha subito raccontato che il decreto verrà riformulato, giusto per farlo passare in qualche modo: rete 4 è una di quelle cose che “si devono fare per forza”. Ma a molti è probabilmente sfuggita una cosa incredibile, cioé il motivo per cui il decreto non è passato. In aula fra i banchi della maggioranza mancavano in cento. Cento. Ok, non mi scandalizzo anche se li paghiamo lo stesso. Un’ecatombe.

Alcuni presenti, lì proprio in missione per Silvio si sono arrabbiati. Le scuse accampate vanno dal “un attimo in bagno”, al “ero a casa col mal di pancia” o ancora “non mi funzionava il pulsante”. Certo, stavi premendo quello dell’autodistruzione, o al massimo quello dello sciacquone. Persino Silvio si è arrabbiato molto, ripercorrendo le gesta di questa figuraccia alla prima votazione che contava (per lui); ma non preoccupatevi, ha già pensato a riformare la Rai con una soluzione “innovativa”. Cosa c’entri in questo caso la Rai con Rete 4 non si capisce, ma tant’è.

Emilio Fede in merito ha affermato: “che il centrosinistra voglia favorire Europa 7 a scapito di Rete 4 non ci sono dubbi. E anzi ci sono motivi che non dico ma tutti sanno”. Cioé? Spiega come mai ti avevano cacciato dalla Rai ad esempio. Ma la sua ramanzina, dall’alto del suo servilismo, non si ferma qua: “il mio invito al Parlamento è un altro: piantatela, perché la gente non capisce e si aspetta dal Parlamento ben altre discussioni. Il Paese ha problemi davvero grandi e che, subito dopo l’insediamento, il governo debba subire l’assalto dei cani pastore abbruzzesi dà il voltastomaco”. A parte che “abbruzzesi” si scrive con una “b” e che Di pietro è molisano, ma la minaccia di Fede proprio ci mancava; sì perché se siamo al punto in cui Emilio Fede impone lezioni di stile e politica, la situazione è più che tragica.

Emilio tende poi il braccio sinistro: “questa faccenda è ridicola perché il digitale terrestre è per sua natura aperto a tutti. C’è spazio per tutti. E sono fiducioso che la cosa si risolverà perché per fortuna nel centrosinistra ci sono anche persone serie come Veltroni, che credo apprezzi la cultura del fare e del dialogo di questo governo, o D’Alema, che ha sempre riconosciuto che Mediaset è un bene inalienabile del Paese”. “Al massimo bisognerà che qualcuno regali una tv a Di Pietro. Sennò il pastore abbruzzese continuerà a volerci azzannare i polpacci tutti i giorni”. Sì ma spieghiamolo agli italiani, il problema non è Di Pietro o la sinistra, la questione è che la Corte Europea (ma non solo) ha condannato l’Italia a risolvere la questione, altrimenti pagherà, cioé pagheremo noi.

Forse Fede e i giornalisti più in generale dovrebbero spiegare perchè i cittadini di Napoli devono dire sì alle leggi senza proferire una parola, perchè gli statali devono essere trattati soltanto come parassiti, perchè tutti gli extracomunitari vengono equiparati a criminali pericolosi, mentre le aziende del leader del PDL, cioé il Presidente del consiglio di amministrazione della società Italia, devono invece essere salvate dallo Stato. In più lo Stato dovrebbe ignorare totalmente le sentenze giudiziarie e di conseguenza pagare con soldi pubblici un privilegio utile ad un solo uomo.

Paradossalmente dobbiamo pagare tutti a causa di una situazione di illegalità motivata dagli interessi privati di Berlusconi, che in teoria toglie l’ICI (non a tutti tra le altre cose), però ci appiopperà un’altra personalissima tassa. Purtroppo poi, l‘opinione pubblica non ci aiuta: l’unico messaggio che viene trasmesso è che torna prepotente l’antiberlusconismo, capeggiato dal cattivo giudice di Mani Pulite, e che ci sono problemi più urgenti da affrontare. E’ così che Fede diventa vittima.

Ci rimane però un grande alleato: il Tempo. Il pubblico televisivo negli ultimi 10-12 anni infatti è calato, e non troppo poco; la tv da troppo non ha più alcuna funzione culturale. A chi ci governa non importa se io è da anni che non vedo un tg per intero, che non ho mai guardato Vespa o Mentana e spendo pochissimo col cellulare, perché gran parte della popolazione, quella che poi decide le sorti del voto nel momento che conta…ce l’hanno sotto controllo. Gli imbastiti dalla tv.

Insomma in questo caso sono un pelino più fiducioso, perché probabilmente ci penserà il Tempo a spedire Rete 4 al cimitero. Obiettivamente…che cavolo c’è da vedere su Rete 4 (Chuck Norris a parte, lui tutto può!)? I nostri alleati si chiamano Internet e Convergenza.
Una grande fetta di pubblico, quello che interessa maggiormente alla pubblicità, la televisione non la guarda più da un bel po’. O comunque la guarda molto poco. Da quanto tempo infatti non si sente parlare di ascoltoni?

Perché fino ad ora, gli operatori pubblicitari fanno un po’ finta di niente. Ma i clienti, soprattutto quelli in difficoltà, cominciano a stufarsi. A quel punto forse, Rete4 ma anche Canale 5 e Italia Uno, un pochino se la faranno sotto. Volete una prova? Date una sbirciatina all’andamento delle azioni Mediaset negli ultimi tempi e vi renderete conto che qualcosa sta cambiando, Berlusconi a parte.

Questa sarà la vera rivoluzione, assieme a quella culturale e digitale. Lo spero tanto.
Perché un popolo ignorante si governa meglio, mooolto meglio.

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Il Festival del Cinema

maggio 22, 2008

Eravamo tutti qui ad aspettarlo con gioia e gaudio: finalmente sta per arrivare l’emendamento salva-Rete4:

La prima bagarre scoppia quando stamani, in apertura di seduta, il presidente della Camera Gianfranco Fini giudica ammissibile l’emendamento “anche se in via eccezionale”. Una scelta che ha irrigidito ancora di più l’opposizione che ieri aveva chiesto in tutti i modi di ritirare l’emendamento perchè non pertinente col decreto. L’Italia dei Valori ha organizzato un sit-in davanti alla Camera. In aula gli interventi non hanno fatto sconti a niente e a nessuno. Secondo Roberto Zaccaria, ex presidente Rai, “il provvedimento serve per ridare fiato al titolo Mediaset in borsa“: “Stamani il titolo perdeva lo 0.69%, nell’ultimo mese ha perso il 10.24%, negli ultimi sei mesi il 19.65%, nell’ultimo anno il 35.45%. Il vero regista di questa operazione è il presidente Fedele Confalonieri, che ieri da Cannes ha spiegato che questo emendamento non è una legge ad personam”.

Tralasciando il fatto che in questo caso le risposte e le direttive politiche le stiano dando Confalonieri e/o altri servili aiutanti, vorrei fare notare come in effetti questo emendamento non sia una legge ad personam: salvare rete4 è nell’interesse di tutti quanti. Senza i programmi di rete4, il tg di Fede e Walker Texas Ranger, non riusciremmo più a vivere.

C’è però un altro piccolo dettaglio: il governo attuale spiega che il decreto serve a evitare sanzioni UE. In realtà sono stronzate: non solo ci sono già state sentenze in Italia (Corte Costituzionale e Consiglio di Stato) che l’hanno data ragione al patron di Europa 7, visto che le frequenze sono sue e inoltre possiede gli studi più grandi d’Europa, che regolarmente affita, ma anche la Corte Europea ha sancito che rete4 deve smammare. Questo vuol dire che dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo, l’Italia sarà costretta a pagare una multa di 130 milioni l’anno, se rete4 non lascerà le frequenze ad Europa 7 (sono circa 355.000 euro al giorno, per gli amanti delle statistiche).

E’ come se voi aveste comprato un posto auto sotto casa vostra, però regolarmente ci si infila qualcun altro. Vi girerebbero le scatole, no?
Ma questa è solo la prima di una lunga serie di puntate che andranno in onda tutti i giorni, che voi lo vogliate o no.