I Gran Visir

ottobre 6, 2008

(via Alessandro Gilioli)

In un Italia in cui anche un portiere di calcio si sente in libertà di fare apologia e revisionismo di un periodo storico di cui sicuramente non sa nulla, visto che i valori cattolici da lui menzionati – teoricamente – non hanno niente a che vedere con le leggi razziali, violenza e non-libertà che hanno caratterizzato quegli anni;

in un paese in cui i lavoratori irregolari vengono in realtà mantenuti volutamente così, principalmente perché in questa condizione risultano ricattabilissimi e quindi costretti a lavorare sottopagati e in condizioni pietose, senza misure di sicurezza e senza ritegno;

in un paese in cui però le cosiddette “badanti”, a cui si scaricano genitori anziani o parenti “pesanti” (perché noi, italiani brava gente, non siamo razzisti o cattivi, ma che fastidio doversi anche accollare un genitore), vengono tenute nella maggior parte dei casi clandestinamente o fuori legge nelle case, e pagate 500-600€ per un impegno che richiede sino a 20 ore giornaliere e per 6 giorni la settimana da gente che poi inferocita si scaglia contro gli extracomunitari;

in un paese in cui la destra stupida, anti-storica, revisionista e illiberale che cavalca a suon di luoghi comuni le paure degli italiani e che non ha mai fatto veramente i conti con il suo passato, io no, non mi sento più di proclamarmi italiano.

Fatelo sapere anche voi, se vi va, dal vostro blog (copiate il codice che c’è qui sotto):

<a href=”https://blogaprogetto.wordpress.com/2008/10/05/non_sono_piu_italiano&#8221; target=”blank”><img src=”http://img152.imageshack.us/img152/2367/nonsonoitalianoek8.jpg&#8221; border=”0″ alt=”Image by Sonounprecario – Blog a Progetto”/></a>


Semini odio e raccogli guerra

ottobre 4, 2008


“Andremo a raderle al suolo, quelle baracche” […]

Sinceramente provo tutto fuorché pietà nei confronti di Daniela Santanché, che ieri – fuori onda – è stata insultata da due persone di colore. Sia chiaro, non giustifico il gesto, perché poi si passa facilmente dalla parte del torto. Però vederla tutta risentita dopo le innumerevoli e vergognose sconcerie che costantemente pronuncia, è ridicolo. Ha fatto una figuraccia, peggio che passare da “La Destra” al PDL (ammiratela in un discorso privo di contenuti) che tanto criticava. Ah, queste donne di destra…

A quanto pare, la colpa sarebbe di Gad Lerner, che ha alzato il tono dello scontro; in effetti lei è quella famosa per i toni pacati, no?

Ho detto “via i clandestini a calci nel sedere” e lo penso ancora oggi

Poi però spiega che bisogna “insegnare ai giovani che non bisogna essere razzisti e sono sempre stata dalla parte degli immigrati regolari facendo anche delle battaglie a favore delle donne musulmane”.
Ah ecco.


Alegher, alegher, ch’el bùs de’l cùl l’è negher

ottobre 3, 2008

“Ma gli elettori leghisti, quelli che Roma ladrona e bla bla, non dicono manco una parola sui 640 milioni di euro che il loro governo ha appena stanziato per tappare i buchi di Roma e Catania? No, dico, non si sentono un pochino fessi?”

No, non si sentiranno mai fessi. Non con questa destra; gli elettori della lega non si faranno mai queste domande, anzi.
Questi episodi ottengono l’effetto opposto da queste parti, credetemi.

I famosi e stereotipati – ma non troppo, perché purtroppo nella maggior parte dei casi è vero – vecchietti lumbart o giù di lì, a sentirli di questi tempi, hanno il dente più che avvelenato nei confronti dello straniero.

Per caso stamattina sono capitato su telelombardia, scanalando durante la colazione; ero curioso di ascoltare: arrivano chiamate in studio di lombardi che vogliono dire la loro su tutto e tutti. Su 10 chiamate, 6 sono donne anziane, 3 sono uomini anziani e uno non si rende conto di essere in diretta.

Di questi 9, a occhio e croce, l’80% esordisce con un “l’è ura de finila, ostia, con sti estracomunitari chi” (trad., “è ora di finirla con questi extracomunitari”), “che ci portan via il lavoro e…poi li difendono sempre, a casa nostra! Noi non abbiamo soldi, a loro invece danno la casa e tutto il resto!”; ma no, io non sono razzista, che ho figli, nipoti, faccio beneficenza, ecc…e per me non c’è colore di pelle che tenga, che non si dica eh.”

Il restante 20% infarcisce il concetto con frasi su romani o meridionali, dicendo che “sti comunisti hanno rotto le palle”. Vox populi si direbbe; un popolo che pensa davvero di avercelo duro. Ma in realtà ha paura, una paura fottuta di svegliarsi e rendersi conto che tutto quello in cui credono – la superiorità assoluta della razza padana, per dire – si regge su un castello di credenze fasulle. Che spesso finiscono con bancarotte, falsificazioni di bilanci, tangenti, divorzi, scandali a sfondo sessuale e così via.

Poi vabbé, i padani si sono dimenticati anche della questione Malpensa, figuriamoci se badano a certi finanziamenti figli del precedente governo Berlusconi, che promise all’amministrazione di Catania prestiti per costruire infrastrutture, poi mai pagati.

Per questo la Lega continuerà a guadagnare voti. E in coppia con Berlusconi a farne le spese sarà tutta Italia; mentre scrivo queste parole infatti, il Governo ha approvato il federalismo fiscale. E anche la colpa di tutto questo sarà di qualche “negro”.


…Non ha visto la luce

agosto 25, 2008

Aveva ragione Enrico: ora toccherà riprenderci anche le città, civilmente, armati di fotocamere e videofonini, sperando che serva a qualcosa, un po’ come ogni tanto accade negli Usa.
Per farla breve, a Termoli, un giovane e pericolosissimo ambulante extracomunitario armato di un po’ di merce contraffata è stato aggredito, tenuto per il collo e trascinato sull’asfalto, lungo il corso della città da tre vigili urbani.

È però accaduto che diversi cittadini testimoni dell’accaduto non solo hanno fotografato la scena con i telefonini, ma sono intervenuti in soccorso del giovane straniero, affrontando le forze dell’ordine. Finalmente qualche giornalista si decide a dare risalto a qualche manifestazione di civiltà, caratteristica sconosciuta ai coraggiosissimi tutori dell’ordine, che in genere in 3, caricano e portano via vucumprà, manco fossero i peggiori criminali. Facile, vero? Voi sì che siete dei duri.

Il responsabile della polizia municipale Rocco Giacintucci, replica: “Non so nulla, ero in ferie. Sto apprendendo ora quanto è successo. Una cosa però è certa: se i vigili hanno agito in quel modo è perché evidentemente c’è stata una reazione spropositata del giovane. Le regole in qualche modo le dobbiamo fare rispettare. Capisco che certe scene possono apparire più o meno cruente, ma dipende dalla reazione del soggetto”.

Ecco appunto; il responsabile della polizia municipale era in ferie, non ne sa niente, però dà per scontato che la reazione del soggetto sia stata spropositata e violenta: strano che non fosse felice di farsi trascinare per il collo in un baule per poi farsi portare in commissariato.

Purtroppo dovremo abituarci a queste tristi scene: le forze dell’ordine si sentiranno sempre più in dovere di menare le mani o utilizzare le maniere forti.
Il pericolo più grave per l’ordine pubblico infatti sono i venditori di merce taroccata extracomunitari. Sia mai che a qualche cittadino che non si trovi in una zona illuminata venga rivolta la parola per fargli comprare un braccialetto di stoffa…
E luce fu.


Mezzi di confusione di massa in un paese costituito da una massa confusa da mezzi-termini

agosto 24, 2008

Encefalogramma piatto

E rieccomi, al ritorno in Padania, dopo due tranquille settimane di vacanza: purtroppo bisogna pur ricominciare prima o poi.
Sono solo tre giorni che respiro aria di casa, ma già mi sono sufficienti: ho ritrovato un paese strano, rendendomi conto una volta in più di quanto sia diverso da ogni altra nazione civile e moderna.

Non mi sono perso molto: sembra infatti che Berlusconi abbia definitivamente liberato Napoli da rifiuti, camorra e extracomunitari vari. Sorrido al pensiero che qualcuno possa crederci.
Poi scopro l’esistenza di un concorso per dementi, che chiede di inviare le migliori vignette anti-Brunetta: basterebbe semplicemente inviare una sua foto e pronunciare il nome del ministro per vincere a mani basse.

Per ora mi fermo qua, anche se ci sarebbero decine di altri eventi di cui parlare. Che i personaggi di questo governo fossero vendicativi, non molto furbi e megalomani lo sapevamo, che i loro elettori fossero più stolti di loro anche, quindi tutto normale.

Vorrei quindi commentare un post di Luca De Biase, sempre piacevolissimo da leggere:

Immigrazione, sicurezza, fannulloni, morti bianche, assassini, corruzione, morti per incidenti stradali. Le storie giornalistiche più chiare vengono messe in discussione da frasi di qualcuno che provoca artatamente confusione.
Ogni pregiudizio viene abbattuto dai dati. Ma ogni dato viene abbattuto da un pregiudizio.
Le notizie che abbiamo sui fatti che accadono sono frutto di una quantità di condizioni: le fonti e i documenti che li attestano, la capacità di trovarli, la comprensione dei documenti da parte di chi li trova, il modo di raccontarli, il contenitore nel quale vengono raccontati, il modo in cui sono interpretati e collegati ad altri fatti… E molto altro. Non è facile lavorare sui dati e sui fatti. Ci vuole pazienza e dedizione. Lavorare con i pregiudizi invece è facile, supposto che si abbia una disponibilità di mezzi di comunicazione di massa sufficienti a costruire quei pregiudizi e a convincerne la popolazione.

Che l’elettore destrorso fosse poco scolarizzato, poco interessato alla politica se non alle elezioni politiche, gran degustatore di televisione e via dicendo, lo sapevamo; da qui è facile dedurre quindi che cavalcare le paure più recondite ed elementari, come se si avesse a che fare con dei bambini, è un gioco che questo governo continuerà ad attuare fino a fine legislatura.

Una cosa che però non arrivavo ancora a concepire era la necessità di governare con l’esercito in strada, stile regime sudamericano. E invece…

I casi che mostrano questo genere di fenomeno si moltiplicano e la confusione aumenta. Si induce paura per la sicurezza collegandola all’immigrazione, ma si osserva che in realtà in Italia si muore di più sul lavoro che per assassinio: i dati vengono contestati (vedi Repubblica). Si mette paura agli statali fannulloni e i dati di assenteismo crollano, ma l’interpretazione dei dati viene contestata. Il Financial Times osserva che gli italiani si preoccupano di più della sicurezza (anche se il loro è un paese tra i più sicuri d’Europa), e non della corruzione (anche se sono il paese più corrotto d’Europa (dopo la Grecia): Paferro lo nota e nasce una discussione tra le migliori degli ultimi tempi. Del resto, non c’è sentenza, processo, fatto giuridico che non venga contestato come se fosse non un fatto ma un’opinione…

Capito? I confusionari leghisti, i non coerenti elettori del popolo delle libertà, dei non-moderati intolleranti di tutto che fanno tutto il contrario di tutto, la cosiddetta “maggioranza degli italiani” (che poi non è, basta un ragionamento logico) si incazza a sentir parlare di sicurezza, poi però non sa che vive in un paese sicuro, ma pericoloso perché la corruzione è dilagante.

Niente cause o conseguenze pensate, solo luoghi comuni a posteriori: negri, extracomunitari, zingari, rom, terroni, statali, mezze stagioni, comunisti e chi più ne ha, più ne metta. E gli italiani sono contenti che qualcuno gli trovi qualche capro espiatorio con cui prendersela più facilmente, magari al bar con gli amici, tra un cocktail da 7 euro e l’altro.

La strategia della confusione è la tattica da sempre attuata dal Presidente del Consiglio e da tutti i suoi tirapiedi nelle più svariate situazioni: processi, leggine ad personam, gaffes più o meno gravi e così via. Una bella polemica, un’affermazione forte, un polverone ad arte e il risultato ottenuto è quello voluto.

Mi duole però ammettere che tecniche simili possono solo funzionare in un paese dove l’opposizione non esiste, in un un biutiful cauntri con una popolazione formata da persone non molto intelligenti, o se volete poco informate, poco interessate, ma smaniose di farcela, in qualsiasi modo, possibilmente fregando il prossimo.
Dei parassiti, ecco in cosa ci stiamo trasformando.


Un neurone al secolo

giugno 15, 2008

Sembra che l’Italia si stia stringendo. Un metro al secolo, pare: anche la crosta su cui poggiamo è più dinamica della nostra società.

Tutto questo renderà le misure leghiste e il ponte sullo stretto pressoché inutili: ci ritroveremo li tutti insieme, schiacciati e un po’ più balcani. Finiranno anche le ironie su gommoni e scafisti, visto che l’Adriatico si prosciugherà e gli albanesi per arrivare in Italia dovranno semplicemente attraversare la strada.

Quando ci si mette anche la geofisica a remare verso un’integrazione più logica persino di quella del nostro governo, c’è poco da fare.


Condanne inferme

maggio 29, 2008

Sembra che il cosiddetto uomo a volto scoperto protagonista delle vicende nel quartiere del Pigneto non fosse un nazista come avevano raccontato nelle cronache. Una cosa è certa però, rileggendo tutta la storia: qualcosa non quadra, specialmente nel racconto del giustiziere di quartiere.

Ieri invece persino Kledi, il noto ballerino, è stato vittima di un’aggressione razzista. E’ sintomatico che gran parte di questi episodi stiano accadendo a Roma e dintorni e fa specie la risposta default di Alemanno: «esprimo la più ferma condanna per questo nuovo grave episodio di intolleranza e la mia piena solidarietá a un artista che arricchisce e rende onore alla nostra città». Insomma una frase del genere detta da uno che porta al collo la croce celtica è particolarmente pittoresca.

Mi chiedevo quindi per quanto. Per quanto ancora dovremo andare avanti a sentire le stesse dichiarazioni ripetute in ogni occasione dal politico di turno, prima che qualcuno decida davvero di muovere un dito ed affrontare un problema che con questa destra è diventato qualcosa di cui dobbiamo vergognarci. Tutti.


Cosa stiamo diventando

maggio 28, 2008

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Ciò che mi spaventa non sono i disegni o i temini dei bambini, assolutamente.
Ciò che mi fa molta paura infatti sono i genitori di questi bambini, perché i bambini ripetono quello che sentono dire a casa, o al massimo in tv. Genitori che addirittura, in alcuni casi, hanno portato i bambini a partecipare a questi raid del fascismo post-moderno in salsa italiana.

Se poi ci aggiungiamo in molti casi l’incapacità di molti insegnanti impreparati a trattare certi argomenti o privi di sufficiente preparazione culturale per spiegare certe cose e condiamo il tutto con un po’ di luoghi comuni, la frittata è fatta.

Don Tonino Palmese, parroco della zona, i bambini che hanno scritto quelle frasi li conosce uno ad uno. Li ha incontrati più volte anche a scuola, parlandogli di vittime della mafia, di camorra e legalità.
Perché “è la criminalità ad aver pilotato la protesta contro i rom. A Ponticelli si sono scontrati due popoli: uno, quello dei rom, dove c’era qualche delinquente, un altro, quello degli abitanti della zona, dove c’erano molti delinquenti”.

Chiedo legittimamente solo una cosa a questo paese che si sta rapidamente trasformando nella peggior latrina pubblica che esista: lasciamo fuori i bambini dal teatrino di ogni giorno. Non usiamoli come strumenti di propaganda, almeno loro.

N.B.: mentre scrivo questo post vengo a sapere che ci sono stati altri incendi al campo nomadi di Ponticelli: avanti così.


Il paese dello squadrismo e del manganello

maggio 25, 2008

Non so cosa stia accadendo in Italia da quando si è insediato il nuovo governo, ma la situazione è alquanto allarmante. Rimango infatti allibito dagli ultimi innumerevoli fatti di cronaca che non scompongono più di tanto né l’opinione pubblica né i vari giornalisti o cosiddetti opinion leader italioti, che raccontano questi episodi come se facessero parte di una normalità già di per sé alterata.

Nell’ordine: un immigrato è morto nel nuovo cpt di Torino, perché malato non ha ricevuto nessun tipo di cura, se non una superficiale visita; i compagni di cella si lamentano ora delle condizioni disumane di questi centri; i napoletani che hanno protestato sono stati semplicemente manganellati, così si risolvono i problemi, in stile G8 Genova (donne e anziani menati gratuitamente); nel quartiere di Pigneto a Roma un extracomunitario del Bangladesh invece, gestore di un bar, è stato pestato con delle assi di legno da gente a volto coperto, dopo che queste simpatiche persone hanno devastato altri 3 negozi; al giovane conduttore del portale DeeGay.it infine hanno sbattuto la testa contro il muro minacciandolo di non occuparsi più di diritti per gli omosessuali.

Senza dimenticare il disumano episodio di Verona in cui è morto un giovane: per il presidente della Camera, improvvisamente diventato ebreo, è più grave bruciare una bandiera infatti.
E’ triste constatare che certi personaggi o certi usi che speravo fossero spariti col Ventennio, siano invece ancora in voga e non suscitino nanche un minimo sdegno da parte dell’opinione pubblica.

Così parlava Indro Montanelli:

«Sì, gli italiani non sanno andare a destra senza manganello. Non amano la destra seria e non l’hanno mai amata, prima e dopo il fascismo. Pensa alla grande destra risorgimentale, ai Sella, agli Spaventa… E pensa alla parabola di De Gasperi. No, la destra liberale in Italia è stata sempre impopolare, una minoranza odiata e derisa. Gli andava bene Mussolini e gli va bene Berlusconi. Che cos’hanno Berlusconi e i suoi alleati in comune con la destra liberale, legalitaria? Nulla… La destra è incompatibile con il «parabolismo», la ciarlataneria e Berlusconi è un parabolano, un grande ciarlatano… La capacità di menzogna di Berlusconi è quasi commovente. Perché il primo a credere alle sue menzogne è lui…».


Non ci sono più le nuove stagioni

aprile 29, 2008

Da Repubblica.it

Il distacco non è mai stato così ampio. Percentuali e voti a parte, che pure hanno pesato, il distacco incredibile emerso tra i dirigenti e i candidati del pd e la gente, le persone e tutto il resto è a livelli d’emergenza.

Insomma, ieri si sono giocati anche Roma, complici anche il quasi 10% di elettori in meno che ha votato; e difficilmente a sinistra arriveranno a capire il motivo per cui, da un 5% in più di Rutelli, in poco più di due settimane si è passati a circa il 7% in più di Alemanno. Tradotto in numeri, vuol dire che da 83.776 voti in più di Rutelli, si è passati a circa 116.000 voti in più di Alemanno, mentre Rutelli ne ha persi quasi 85.000. Senza contare il fatto che circa 60.000 elettori hanno votato Zingaretti alla provincia ma Alemanno al comune.

Uno si chiede quindi come sia possibile che gente che due settimane prima ha votato una persona, possa cambiare idea così in fretta, ma a questo punto rifletterei anche sul senso di ricandidare uno come Rutelli, bollito, tranvato, fuori da tempo da ogni tipo di logica politica: l’idea era quella del contentino col ritorno all’incarico di un tempo, visto che ormai la strada in politica era chiusa da tempo. Che poi è lo stesso ragionamento che mi porta a definire come errori le candidature di personaggi come la Binetti (anche se il fatto che Rutelli non abbia intercettato i voti cattolici la indebolisce ulteriormente), Colaninno figlio, la Finocchiaro in Sicilia al posto della Borsellino, ecc…; una babele di errori tattici, prima che tecnici, che dimostrano in modo netto la scarsa capacità di analisi e lungimiranza di gran parte della classe dirigente del PD. Che tradotto in parole povere vuol dire: la nuova sinistra – che della sinistra storica ha ben poco – dista “una cinzia” dalla gggénnte, mentre la destra ne cavalca bellamente le paure, gli istinti, ecc… Che non vuol dire che la capisce, anzi.

Veltroni ora avrà il suo bel da fare, perché c’è da mettere in discussione tante di quelle cose nel partito da provocare un cataclisma. A mio modesto parere, molti esponenti del partito andrebbero cancellati, per non dire che in alcuni casi i vertici andrebbero azzerati. Vogliamo gente nuova? Vogliamo davvero costruire un partito moderno, laico e che dia un preciso segnale? Ecco, cominciamo a metterci le facce giuste allora, che ora ci aspetteranno 5 anni terribili.

Avrei voluto scriverlo prima in un post apposito, ma ho notato in queste settimane come i media, Mediaset in testa, abbiano dato uno spazio ampissimo ai crimini, alle violenze, ecc…commessi da persone straniere nel nostro paese. Come se di colpo, dall’oggi al domani, sia scattata una molla assassina nei non-italiani. Ho pensato quindi che volessero prepararci ai primi decreti leghisti-razzisti, ho pensato che dovevamo predisporci ad una nuova Bossi-Fini, ma poi ho capito che c’era ancora Roma in ballo; casualmente molti fatti di cronaca menzionati avvenivano proprio li e il risultato è stato questo: Alemanno vince con la croce celtica al collo.

Che se poi vai a vedere bene, purtroppo rapine, stupri e violenze varie accadono tutti i giorni e in linea coi dati degli ultimi anni. Ma la tattica si sa, funziona, eccome: se tutti ne parlano e se i media fanno passare una cosa come pura fobia, allora per forza il problema deve esistere e questi immigrati “di merda” devono tornarsene a casa a “calci in culo”. Quando avremo cacciato gli immigrati e tutti i piccoli imprenditori che vivono di nero e lavoratori stranieri sottopagati andranno in crisi perché non ci saranno più italiani disposti a fare certi lavori, con chi ce la prenderemo? I comunisti non ci sono più.

Nonostante il “protezionismo giornalistico” (o, se preferite, autarchia dei media, oggi sono in vena di inventare definizioni nuove) messo in atto già da qualche tempo, che impedisce alle tv di spiegare realmente le opinioni dei paesi esteri sul terremoto che sta scardinando l’Italia ad esempio, noi che siamo tecnologici e 2.0 ci accorgiamo di tante cose. E leggiamo il NY Times, l’Economist, guardiamo le prime pagine dei quotidiani stranieri…e cosa troviamo? Articoli che parlano di vittorie dei “neo-fascisti” per esempio (mi sto sforzando di non menzionare le valanghe di critiche che quotidianamente ci pervengono a causa di Berlusconi).

Va bene che Roma voleva provare il brivido del fascio, ma non diamo una bella immagine mostrando in tv bandiere con croci celtiche, gente che fa il saluto romano senza aver testato sulla pelle il ventennio, proprio nei giorni in cui si festeggia la liberazione per cui i nostri nonni hanno dato la vita. Ma che segnale diamo, che esempio diamo? Che paese siamo diventati? Incivili fino in fondo da qualche anno a questa parte, in qualsiasi parte d’Italia e in svariati comportamenti.

E ancora, qualcuno sa spiegarmi cosa diavolo vuol dire festeggiare in giro per strada, nelle piazze, manco avessimo rivinto i mondiali? Cioé cosa c’è da festeggiare?! Un bel niente ecco. Un altro elemento ereditato da questa popolazione diventata pubblico, nell’ennesima evoluzione: non più sudditi, ma pubblico pagante e spettatore di una realtà alterata dai media. Italiani che per una cavolo di ripresa televisiva fanno un saluto romano, che in gruppo ci si sente forti, italiani che per una foto da mettere come avatar da mostrare agli amici prendono la macchina e strombazzano il clacson con le bandiere, italiani fieri di essere italiani per non si sa quali motivi, che fino a ieri tragedia, stavano male, mentre oggi evviva, è cambiato il mondo.

Sarà che provavo fascino per personaggi come Kierkegaard (discorso sulla fede a parte), sarà che di base sono alquanto pessimista nella visione della realtà, sarà che quando ha vinto Berlusconi ha piovuto per giorni e da ieri che ha vinto Alemanno nella capitale, ha ricominciato a piovere.

Insomma non ho molta fiducia nel futuro. Anche se “non può piovere per sempre…”