Uomini di Stato

febbraio 26, 2008

Torture fisiche, psicologiche. Dita spezzate, sputi, insulti, teste squassate a manganellate. Accanimento e crudeltà gratuita, con la sola colpa di non esser fascisti, roba che tra i corpi di polizia fa scuola. Fatti che sono accaduti in modo analogo al povero Federico Aldrovandi in un certo senso. Perché le cose bisogna raccontarle per quelle che sono.

Qualcuno dovrà pagare per tutti questi scempi, qualcuno dovrà assumere su di sé le responsabilità per quello che è accaduto. La scusa dei black blocks non regge da tempo, anche perché a Genova le manganellate le presero anche vecchi, suore e manifestanti da tutto il mondo (mondo verso cui abbiamo fatto l’ennesima figuraccia), con in mano bandiere colorate portatrici di un messaggio di pace.

Dopo gli eventi di quel giorno, le botte gratuite, le colpe del vergognoso Pisanu, le intercettazioni telefoniche delle simpatiche conversazioni tra i poliziotti, ora vengono fuori anche altre azioni degne dello squadrismo più bieco. Non solo nella scuola Diaz, ma anche nella caserma di Bolzaneto accadde di tutto.
Fortuna che non tutti gli uomini di Stato, quelli che dovrebbero proteggerci, sono così.

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