Lo prendo, papà?

luglio 11, 2008

Come volevasi dimostrare, la manifestazione dell’8 luglio si è trasformata in un facile assist di strumentalizzazione da parte dei media italiani.
Gli interventi tanto bistrattati di Grillo e della Guzzanti sono i capri espiatori che i mediaservi tanto attendevano: le battute di Sabina Guzzanti su Mara Carfagna e sul papa, e le critiche di Grillo a Napolitano (anche se dormire non mi pare un insulto, e che Napolitano non sia Pertini è innegabile) sono servite per montare la polemica, spostando l’attenzione dai veri temi per cui l’adunata era stata organizzata.

Avendo già ben chiaro il giochino, i promotori della manifestazione (Di Pietro, Furio Colombo, Flores, Pardi, ecc…) avrebbero dovuto essere un po’ più lungimiranti nello stabilire il confine da non superare, che in parole povere voleva dire stare attenti a chi si invitava ad arringare la folla.

Che poi lo sdoganamento dei pompini e di altre parole sia ormai un dato di fatto, non conta: la Guzzanti ha portato gravissime ingiurie al papa e ad una Ministra che in pochissimo tempo dal nulla, attraverso quella metempsicosi dell’animo lavato via attraverso copiose gittate di liquido seminale, arriva – appunto – ad essere non una Ministra a caso, ma quella delle Pari Opportunità. Ed alle donne sembra star bene così, specialmente a quelle di destra che fanno tanto le sostenute.

Ma Signori, questa è l’Italia: se da un lato c’è la Guzzanti che non attende altro che un processo ai limiti del comico, visto che ci sarà da divertirsi parecchio con la lettura delle intercettazioni, dall’altro c’è il portavoce Bocchino del Pdl che va ad esprimere solidarietà alla Carfagna. E invece il papà Guzzanti che fa? Si incazza, giustamente.

Non puoi annunciare una querela indicando il querelato come figlio di qualcun altro (leggete i commenti a questo articolo, noterete quanta influenza ha la tv sul benpensare comune: la gente si scandalizza per la Guzzanti, quando poi si fa fare o fa i pompini al capo in ufficio o bestemmia tutto il giorno). Cioè sì, puoi, ma fai una figura barbina. Ma anche questo apparentemente stupido aspetto è sintomo del livello di pari opportunità che vige in Italia; perché qui stiamo parlando anche di voi, signorine donne, che – come al solito – quando serve, non ci siete mai.

Insomma alle gentildonne è consigliato chiedere il permesso al paparino, o al massimo ad un potente protettore (dicesi “pappone”) prima di esprimere la propria opinione in pubblico.
Questi ultimi saranno ovviamente ritenuti responsabili delle opinioni espresse dalle loro donne; non importa se queste ultime siano maggiorenni. Male che vada, se proprio proprio qualche donna volesse citare pensieri critici, triviali e un po’ volgarotti, dovrebbe rivolgersi al casting di un reality-trash della tv italiana o alla redazione di Lucignolo. Superfluo dire che le donne dovranno prima dimostrare le loro abilità, mostrando le capacità del proprio corpo prima di proferire anche solo una sillaba.

Donne! Dove siete? Dov’è la Prestigiacomo? Dov’è la Mussolini? E la casta Santanché? Vi sentite rappresentate dalla Carfagna? Poi sì, possiamo anche discutere del fatto che uno che definisce “coglioni” alcuni elettori, uno che al telefono parla di mignotte e fellatio, quando serve ci moralizzi. Cavolo, proprio dal Giappone, patria del bukkake. Sento già l’odore di una sceneggiatura da film porno.

E perché no, discutiamo anche delle lezioni etiche e di educazione che ci stanno imponendo le grandi firme del giornalismo italiano, quelle del sensazionalismo, della politica-gossip, dello scoop, dei titoloni a caratteri cubitali sull’orgia di Mosley, quelli delle foto segrete della Manadou, ecc… Come ha ben spiegato Mantellini, nessuno dei quotidiani italiani ha “titolo per indignarsi”.

Perché puoi anche non condividere tutto quello che ha detto la Guzzanti. Puoi non aspettarti certe uscite infelici, ma devi pensarci prima.
Doversi dissociare da una manifestazione che si è convocata con tanta enfasi è una figura da incapaci. Se si considerano inopportune alcune uscite, non si può pensare di pretendere che un Grillo o una Guzzanti si autocensurino o si trattengano: loro quell’occasione hanno, e siccome sono incazzati dicono quello che vogliono. Queste sono leggerezze pesantissime che il regime mediatico italiano non perdona.

Questa continua voglia di auto-distruzione insita a sinistra deve finire. Perché le cose o le fai bene o non le fai. Se invece le fai un autunno, quando la Giustizia è già stata sfasciata e il Lodo Alfano è già passato, e preferisci Casini a Di Pietro, proprio non vincerai mai.


De rerum pompino

luglio 9, 2008

http://www.laprivatarepubblica.com/le-nostre-inquisizioni/italian-tabloid/une-pipe-au-casino-berlusconi2/

I benpensanti storceranno il naso dopo aver letto il titolo, ma gente, siamo nel 2008 e oltre a farveli fare di nascosto, dovete cominciare anche ad accettarli in pubblico. So che non vi fate problemi.
Perché l’Italia, e sotto sotto lo sapete tutti, è un paese che sta andando avanti a pompini, siano essi fatti con bocca o culo. Insomma, “il pompino” è stato ufficialmente sdoganato sia come termine che come lecita pratica: se lo fa il presidente del consiglio, se lo fanno le ministre, possiamo stare tranquilli. Ma il pompino è anche una metafora, il concetto che riassume perfettamente i giorni nostri, la società italiana, un paese cattolico solo politicamente.

E’ dell’altro ieri la notizia della scoperta di fantomatiche intercettazioni false che l’autore di La Privata Repubblica, blog che spesso leggo, aveva pubblicato (e che potete leggere qui). Subito si scatena il tam-tam mediatico on line, seguito da minacce di chiusura del sito, querele e varie demonizzazioni della Rete Internet, come si di colpo fosse diventato importante quello che scrive un blog.

No, non sono false. Dire che le intercettazioni sono false è sbagliato; sbagliato perché leggendole, solo un sottosviluppato mentale potrebbe ritenerle veritiere. Quella era satira pura, bella e buona; e se scrivi un post inventato, satirico, non è che devi scrivere che stai scrivendo una stronzata, altrimenti il gioco finisce subito. Ma, come spiega l’autore alla breve intervista rilasciata a Gilioli, in Italia la satira non esiste, quindi ecco spiegato il problema. Se io scrivo sul blog che gli asini volano e qualcuno lo riprende come scoop è colpa mia? Direi di no.

Big Bang blogosferico. Ma come ha fatto a scoppiare un simile caso? Insomma, quante volte noi blogger abbiamo scritto sciocchezze e non è mai successo niente? Io stesso ne scrivo tante ed abito ad Arcore, ma fino ad ora nessuno mi ha minacciato… Questa volta invece è successo che Dagospia, scoperte le intercettazioni ha segnalato la cosa sul proprio blog, che riceve quotidianamente migliaia di visite. E qui viene il bello, perché possiamo trarre alcune conseguenze, ulteriori prove della penosità totale del livello giornalistico italiano, un giornalismo fatto di copia incolla alla bell’e meglio, un copy and paste velocissimo dai toni esclusivamente sensazionalistici. Bisogna farlo prima di un’altro giornale per il primo principio di Emilio Fede.- “Se dai per primo una notizia sei un figo di dio”. Il secondo principio invece recita che “quando dai una notizia, fallo nel modo più gridato e scandalistico possibile, fregandotene delle conseguenze”.*

Constatazioni amichevoli. La prima deduzione che faccio è la seguente: invece che preoccuparsi di oscurare un presunto professionista che si precipita a riprendere un possibile scoop non verificando le fonti e non riconoscendo la firma di un quasi mio coetaneo dietro ad un’intercettazione alquanto triviale, ci si è impegnati a denigrare il Web, come al solito. In questo senso risulta fantastica la notizia dell’Adnkronos sul “sito registrato alle Antille”; chissà cosa penserà l’uomo comune. Roba da agenti segreti per non farsi scoprire nelle attività di informazione distorta fatte in Internet, luogo di pazzi. In realtà basta un semplice Whois per scoprire che il titolare del dominio non ha scelto di nascondere i suoi dati.

Deduzione due: anche i blogger nazionali più letti in assoluto probabilmente sono alquanto incompetenti. Dagospia riprende una baggianata facendo una figuraccia, senza saper distinguere il vero dal falso, monta il caso, viene sputtanato e ora fa la vittima, parlando di bufala e passaparola. Quando qui nessuno si era scandalizzato di niente, perché evidentemente ci aveva fatto su una risata. Se vuoi fare l’esiliato in Rete stai alle regole anche tu, bello. Non sputare nel piatto in cui mangi; fai più bella figura e non perdi reputazione se ammetti l’errore, ma questo è un meccanismo comune che scatta in molte persone del mondo professionale, che colpite nell’orgoglio reagiscono come chi tanto denigrano (di casi di blog oscurati o blogger minacciati per vari post ne abbiamo avuti tanti).

Deduzione tre: molti giornalisti della carta stampata leggono blog e li usano per crearsi le notizie ad hoc, anche se pochissimi lo ammetteranno. E spesso, siccome non conoscono le dinamiche, dicono che i blog sono cazzate, ma alla fine li usano – eccome – facendo la figura di quelli che venuti al dunque, quando in ginocchio davanti a te c’è una pronta a farti un benedetto pompino, non ce la fanno perché non gli si alza. Un po’ come nelle finte intercettazioni insomma.

Grazie a quelli come Te. Mi sento di ringraziare di cuore ragazzi come l’autore de LPR. Non solo perché sono dotati di un’intelligenza non comune, che ha del geniale, ma perché in questi casi mi permettono di capire tante cose. Un post cazzuto come questo (in tutti i sensi), scritto così bene e in modo così impeccabile non è da tutti. Credo che l’80% dei giornalisti italiani non sarebbe in grado di ricorrere a certi paragoni e/o a certe citazioni. E io ti ringrazio anche se non ti conosco e non so il tuo nome, perché persone come te fanno sì che tutti i pagliacci che governano il mondo dell’informazione e che controllano un paese pornografico, vengano facilmente smascherati, sputtanati, messi alla berlina. E mi fai capire che nonostante io non abbia un lavoro fisso, non giri in elicottero, non sia abbonato a mediaset premium, sia laureato in scienze della comunicazione, ecc…sono non so quante spanne al di sopra di loro. Sono talmente sciocchi che quando si parla di sesso non ci capiscono più niente: figuriamoci poi se ci mettiamo una bella ministra con cui qualsiasi italiano farebbe sesso in modo più o meno violento. E’ il parco gnocca quello che fa cadere i potenti, siamo sempre li. Il pelo di figa.

Spygame. La “merda nel ventilatore” di cui parla Dagospia è sì “la spia delle degenerazioni che stanno avvenendo nel mondo dell’informazione”. Ma quella spia non è chi ha pensato a quelle intercettazioni false. Perché un blogger ancora non il potere di fare informazione, dettando l’agenda politica quotidiana; al massimo tanti blogger insieme possono influenzare e con fatica arrivare ai piani alti. Sei tu che fai informazione verosimile e romanzata; e ora è inutile tacciare il testo come “postribolare”. Se faceva così schifo, perché è stato ripreso come scoop? Bisognava pensarci prima. Da che pulpito poi viene la predica? Basta osservare certi titoli o le immagini presenti sul blog dove è scoppiata la querelle per rendersi conto che di postribolare nella stampa e nei modi di fare informazione in Italia ci sia ben altro.

Una mattina mi son svegliato. Specchio, specchio delle mie brame, chi ha la faccia di palta più paraculo del reame? Loro continueranno a guardarsi fieri allo specchio, mentre qualcun altro riceverà minacce di chiusura blog, censure varie e chi più ne ha più ne metta. Perché, per esempio “Secondo l’adone meshato** Facci, comunque, la Carfagna sarebbe “il punto di non ritorno per un elettorato cui puoi propinare quasi tutto ma non tutto”. Oooh, certo: puoi propinare corruzione di giudici, corruzione alla Guardia di Finanza, legami con la mafia, Schifani, falsi in bilancio (chè tanto, ormai, è reato non farlo il falso in bilancio), società offshore, P2, Lucignolo, Cicchitto & Bonaiuti, l’eroe Mangano ma non un pompino della starlet-trasformata-ministro? Certo, e Bondi è Ministro della Cultura, allora.”

Pari opportunità. Il cavaliere da Tokio spiega che gli italiani non si scandalizzano per gli scandali. E ci vuole un giornale argentino per scoprire che ci sarebbe un intercettazione tra due esponenti politiche che discutono su come fare una buona fellatio al capo, risollevandogli il morale, ci vuole un quotidiano straniero per dire che la Ministra delle pari opportunità sarebbe li per meriti particolari.
Ma ora “basta con i veleni. Fermiamo questa strategia della tensione occulta, strisciante, questo complotto che attenta alla destabilizzazione del dialogo tra maggioranza e nonopposizione. Non chiediamoci cosa possiamo fare per la gnocca. Chiediamoci cosa può fare per noi la gnocca.”

* Per dovere di cronaca, onde evitare che qualcuno creda davvero che esistano i due principi giornalistici di Emilio Fede, vi dico che sono falsi, sono cazzate che mi sono invetato io.
** Come ha spiegato Facci in un commento, non è meshato.
*** Se per caso ti senti offesissimo o danneggiato da questo post, prima di farmi causa con la tua schiera di avvocati, avvisami via mail. Che io vorrei solo scrivere in libertà. Insomma, almeno rimuoverò le gravissime ingiurie che ti ho dedicato senza troppi patemi d’animo. Tanto di soldi non ne ho, sonounprecario: non faccio mica il presidente del consiglio.


De Retano

luglio 2, 2008

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In questi giorni leggo sui quotidiani on line notizie di ogni fonte e genere. In tv ne sento di tutti i colori. Spesso sono li che penso di scrivere un bel post, commentando un fatto piuttosto che un altro.

Poi però mi rendo conto, mentre rileggo la notizia, che c’è qualcosa che non va. Non so se quel qualcosa riguarda me, il mio modo di pensare e il mio – a volte- noioso modo di essere pessimista di fronte a molti avvenimenti.

Quindi rifletto, ci ripenso ed arrivo il più delle volte alla conclusione che sono nato in un paese di pazzi. Di pazzi o di dementi patentati. Opterei per la seconda parola, aggravata però dalla prima.

Chi me lo fa fare di scrivere migliaia di “battute” su un personaggio che ormai ne ha combinate praticamente di ogni? Alla fin fine siamo sempre qua a menarcela tra noi, che facciamo la figura dei rompiballe ad ogni costo, quelli che si preoccupano per sciocchezze di secondo piano che nulla hanno a che fare con la vita di un popolo bistrattato da sinistra a destra.

Ogni giorno c’è un decreto salva-faccia-da-culo nuovo, un’uscita creativa per spostare l’attenzione, un’impellenza televisiva per far sapere, un giudice comunista da compatire.
In sostanza la situazione è questa, che lo vogliamo o no. Berlusconi, rieletto per l’ennesima volta, come primi provvedimenti cos’ha fatto? Sì, parlo di quelli a favore degli italiani. Esattamente.

Prima si è fatto eleggere cavalcando l’onda del pregiudizio, della fobia e dell’ignoranza più becera, leggendo la favola dell’uomo nero agli italiani ogni sera al tg delle 20; successivamente, una volta eletto, ha pensato di pararsi le chiappe levando l’ICI (fa niente se poi la paghiamo con gli interessi, il “come” non interessa a nessuno), e infine ecco le manovre che devono cambiare il paese, rimetterlo in moto dopo lo sfacielo prodiano: via le intercettazioni, via i processi e immunità per le 4 cariche più alte dello Stato.

Tra tutto questo poi, quello che dovrebbe essere il leader dell’opposizione (assieme agli altri dirigenti del partito figli di decennali sconfitte, prese da tutte le parti), a capo di un partito più comico che raro, ci mette due settimane per decidere se incazzarsi o meno, guardandosi bene da nominare il nome del leader dell’opposizione.

Alla fine la conclusione è che, mah, sì, magari ci arrabbieremo in autunno, ma pacatamente, che ora fa caldo e non c’è fretta, preferiamo stare all’ombra.
Non avete ancora capito niente, cari politicanti di finta-sinistra. Il Partito Democratico che vogliamo noi elettori non è questo; se volete davvero diventare un reimpasto della nuova DC, sponsorizzato persino da Famiglia Cristiana (!), allora ditelo, così ci mettiamo l’anima in pace. Decenni di politiche toppate a sinistra hanno portato a quello che ora tutti abbiamo sotto gli occhi: un nulla cosmico in stato confusionale.


Sinistra, game over

giugno 19, 2008

PD, porco diaz

Qualunque cosa sia, la sinistra italiana è finita.
Le prime grosse avvisaglie le abbiamo avute il 13-14 aprile, con la dura sconfitta delle sinistre più estreme; poteva essere un buon segnale per virare finalmente verso altri orizzonti di crescita progressista e democratica, ma così non è stato.

Siamo dunque arrivati ad un punto in cui le analisi da fare sono tante, forse troppe e sempre con lo stesso canonico e storico ritardo cosmico: i tempi sono cambiati, non ci sono più le nuove stagioni, e i grandi uomini di sinistra se ne stanno accorgendo soltanto ora, ma con calma. Tanto il paese è già finito nelle mani peggiori di sempre, quelle che stanno distruggendo ogni minimo brandello di Democrazia rimanente.

In tutto questo caos, dopo la sonora batosta elettorale subita ovunque, il PD avrebbe dovuto svolgere il ruolo del cane da guardia, fare davvero il Governo ombra, alzare la voce, attaccare, mettere in difficoltà, invece ci ritroviamo con il suo leader, Walter Veltroni, immerso in una crisi politica apparentemente senza uscita.

Parliamoci chiaro: se Veltroni fosse stato negli Usa, dopo la notevole serie di sconfitte subite, probabilmente si sarebbe ritirato per fare qualcosa d’altro. Prendete il nostro amicone Al Gore, per esempio. Insomma, con le dovute proporzioni tra Italia e Usa, tra PD e Democratici, forse sarebbe meglio perlomeno dire qualche cosa ogni tanto.
Mi rivolgo alle persone di sinistra che ancora hanno il coraggio di dirsi di sinistra (questa frase fa molto “sinistra”, perdonatemi); dopo una campagna totalmente sbagliata, condotta volutamente sottotono, dopo la sconfitta alle politiche, dopo aver perso Roma ed altre roccaforti italiane, cosa ancora dovranno subire, le nostre povere coronarie?

E magari ti attendi una presa di posizione decisa sull’andazzo xenofobo-fascista preso dal paese negli ultimi tempi. Invece niente. Quindi non aspettatevi nemmeno che qualcuno proferisca parola sulla sconfitta sonante subita ancora in Sicilia, dove il PD addirittura è al terzo posto, sceso al 20%. Non hanno il coraggio, fanno finta di niente. Sì, va bene, ci sarebbero altri discorsi da fare per la Sicilia. Poi però vai a leggere i nomi dei candidati e ti convinci che forse hanno già preso abbastanza voti.

La sconfitta, lo sfacelo e il disastro però dovevamo aspettarceli dopotutto. Su cosa infatti ha puntato Veltroni per porsi come valida alternativa o unico esponente in grado di fare la differenza? Sul dialogo. E qui – passatemelo – mi cadono le palle, perché sfoderare “il dialogo” con uno come Berlusconi significa due cose: o sei imbecille oppure ti vuoi suicidare con le tue stesse mani. A parte che già in passato questa strada era stata tentata, ma in Italia dialogare vuole sostanzialmente dire che ognuno si fa i fatti suoi. Così è stato e sarà, nel silenzio più totale.

Veltroni, sorpreso (!), ha solo saputo dire che la legge salva-premier non è una priorità per il paese. Troppo tardi, lo è diventata. Cioé non ha detto che è una cosa vergognosa, che sputa sulla Costituzione e che in ogni democrazia occidentale non potrebbe accadere, frasi che Berlusconi usa incredibilmente al contrario. Uno potrebbe pensare che sì, insomma, non è una priorità, ma comunque – prima o poi– andava fatta. Al diavolo le posizioni nette, noi siamo il PD, quelli del ma anche, sì e no, anzi forse. Si vedrà, qui, quo ma anche qua.

Immaginatevi la scena. Veltroni, superincazzato, si reca con passo deciso da Berlusconi, che intimorito indietreggia; giunto a pochi centimetri da lui, Veltroni prende fiato e, “dialogo!”, grida. Silenzio. Risata con spernacchiamento generale.

E in futuro che cosa accadrà? Checché ne diciate, comunistofobi a posteriori che non siete altro, non avere un briciolo di sinistra (vera) o di destra (vera) in Parlamento secondo me non è una gran conquista per un paese come l’Italia, dove se riusciamo a far finta metaforicamente che “gioca sempre la nazionale”, va tutto bene o quasi: tutti diventano amici, col dialogo. Dialogate anche voi e la vita vi sorriderà.

È stupido infatti parlare di dialogo, quando dovrebbe trattarsi di un concetto sottointeso. Così come è sciocca la visione della cosa pubblica (cittadini+politica+media) di questo PD; finirà che Di Pietro porterà via tanti altri voti al PD e vi dirò, la cosa non mi dispiace affatto, perché (sarò monotono) è l’unico che sta facendo opposizione.

La prova di questo PD del “nulla che avanza”, come spiega Fede Mello, è che sabato ci sarà l’assemblea costituente del PD e sul sito non c’è uno straccio di proposta, nemmeno uno stupido promemoria politico. “Tutto quello che c’è è questo. Un nulla che ora come ora bene riassume la proposta politica del Partito Democratico“.

Perché dai, è bello fare un po’ i fighi in Rete sull’onda dell’entusiasmo iniziale e creare o iscriversi a circoli on line del PD, ma poi a fatti come stiamo? Malissimo. E c’è qualcuno del PD, qualche iscritto che si è degnato o si sta degnando di fare auto-critica, di farsi un bell’esame di coscienza e ripartire da zero, che forse si è sbagliato tutto, ma proprio tutto?

Con il termine sinistra, utilizzato nel campo della politica, si indica la componente del Parlamento che si siede alla sinistra del Presidente dell’assemblea e, in generale, l’insieme delle posizioni politiche qualificate come progressiste.

Veltroni, ci dica lei dove diavolo vuole sedersi, ma ce lo dica adesso. Oppure, lasci davvero il posto a qualche faccia nuova, motivata, e cominci ad accettare che in questo momento…no, proprio “we can’t”.


I veri motivi per cui Berlusconi vuole impedire le intercettazioni

giugno 13, 2008


(al minuto 5.47 di questo video c’è un messaggio in codice per Anonimo-Italiano)

Cominciamo dalla conclusione: io non ho nessun problema a farmi intercettare. Anzi, intercettatemi; male che vada mi sentirete fare un po’ di pucci-pucci con la mia fidanzata, mi ascolterete insultare amichevolmente qualche amico, oppure il massimo del trash raggiunto potrebbe essere un rutto ben assestato.

Abbiamo già assistito a diverse intercettazioni che nel corso della triste storia italiana hanno coinvolto Berlusconi: dalle bombe “simpatiche” ai cavalli in albergo, fino ad arrivare alle recenti chiacchierate con Saccà. Ed è proprio di questo che vorrei parlarvi, perché qui sta la chiave della fretta che Berlusconi sta mettendo ai suoi servi nel portare in parlamento il ddl.

Mercoledì sera ho sguinzagliato due amici a Milano, dove Travaglio presentava il suo nuovo libro in locale stracolmo di gente. Purtroppo non ho potuto assistere anche io, in quanto ero impegnato, ma tant’è. Diciamo che Travaglio ha fornito le vere motivazioni, oltre quelle che tutti conoscoo, per cui Berlusconi vuole assolutamente far passare questa nuova legge il prima possibile. State bene attenti, che sono informazioni confidenziali, eh.

Marco Travaglio ha infatti spiegato che le indagini dell’inchiesta riguardante la corruzione stanno andando avanti e sono stati consegnati agli avvocati di Berlusconi i verbali di altre intercettazioni, molto più gravi e compromettenti di quelle che già abbiamo ascoltato. Lo spazzino paladino salvatore della monnezza non vuole assolutamente che queste vengano pubblicate, anche se credo che tanto…non succederebbe lo stesso un bel niente. Ci penserebbe l’opinione pubblica a insabbiare, magari con un bell’attacco ai comunisti o una frase infelice di qualche leghista, giusto per sviare l’attenzione.

Stando a quanto dichiarato pubblicamente dal premier si potranno eseguire intercettazioni solo per perseguire la mafia e il terrorismo. Indiscrezioni parlano poi della possibilità di effettuare ascolti anche per altri reati puniti con più di 10 anni di reclusione. Senza intercettazioni togliamo alla giustizia un fondamentale strumento di indagine e di controllo. Ad esempio non avremmo saputo dello scandalo di questi giorni alla clinica Santa Rita e i macellai avrebbero continuato a incidere, tagliare ed asportare senza troppi problemi.

In sostanza, come spiega Anonimo Italiano, verrebbero esclusi reati gravissimi o pene al di sotto dei 10 anni quali: soppressione, falsificazione o sottrazione di atti o documenti concernenti la sicurezza dello Stato, utilizzazione dei segreti di Stato, infedeltà in affari di Stato, associazione sovversiva, attentato contro i diritti politici del cittadino, cospirazione politica mediante associazione, banda armata, peculato, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, millantato credito, illecita concorrenza con minaccia o violenza, sequestro di persona, violenza privata, furto, rapina, estorsione, truffa, usura, associazione a delinquere…

La Lega, che inizialmente sembrava voler porre qualche freno a questo scempio, ha poi abbassato il crapone davanti al capo, sottoscrivendo l’accordo, come spiega Ghedini, l’avvocato di Berlusconi deputato del pdl che sta lavorando proprio su questo decreto. Per la serie, “il conflitto di interessi non sappiamo che cosa sia”.

La cosa più grave però è questa: il presidente del Consiglio ha infatti annunciato anche la volontà di punire con 3 o 5 anni di carcere i giornalisti che pubblicheranno il contenuto di intercettazioni telefoniche, mentre per ridurre a più miti consigli gli editori vorrebbe introdurre multe milionarie. Sarebbe il colpo finale ai pochi brandelli di informazione corretta rimasti in questo misero paese, dove tutto è possibile: una dittatura non troppo blanda insomma.

E in tutto questo, lo scomparso leader dell’opposizione cosa fa? Niente, sta li in silenzio a guardare. Il PD, in una completa fase post-disastro, si è trasformata in un’incredibile delusione per tutti quanti. Persino l’Economist ha criticato Veltroni, colpevole di essersi lasciato sfuggire una lunga serie di occasioni per mettere in seria difficoltà l’attuale governo. Sembra che faccia apposta, che abbia paura a dire certe cose. «Veltroni ha un’idea dell’opposizione che non appare assolutamente britannica», sottolinea la rivista; e Berlusconi non può che guadagnarci con la storia del “dialogo” ad ogni costo. Voglio semplicemente dire che tutte le scelte e le strade intraprese dal PD stanno portando a conseguenze disastrose: dagli accordi con Berlusconi per fare le riforme che non hanno funzionato in passato alla candidatura di Rutelli a Roma; dal “ma anche” a tutto il resto. L’unica risposta blanda data da Veltroni in merito a questa vicenda è che “non è una priorità per l’Italia”: grazie per avercelo detto, Walter.

Concludendo, non sono disposto a farmi prendere in giro come un pirla qualsiasi. Cioé non venirmi a dire che c’è in pericolo la mia privacy e quindi, levando le intercettazioni mi stai tutelando dai mostri cattivi. Questo è un provvedimento in favore dell’oligarchia del crimine. Punto e basta.

Ridatemi Mastella, vi prego.


L’Unica opposizione

Mag 15, 2008

Quindici anni dopo Mani Pulite, parlare di legalità e conflitto di interesse dentro l’assemblea legislativa è peggio che bestemmiare in chiesa. Sarà molto dura risalire la china.

Personalmente sono pienamente fiero di aver votato per l’unica vera opposizione ancora esistente nel nostro paese.

(Via Piero Ricca)


Vi prego, intercettatelo subito

aprile 2, 2008

Berlusconi se ne va, via il cuscino. Simbolico.

Berlusconi: «Se vengo ancora intercettato ed escono registrazioni, lascio l’Italia»

Dopo 15 anni di stronzate più o meno grosse l’irriducibile rimane lui. Quella di oggi è dedicata all’evasione, giustificata secondo il nostro eroe preferito. Se solo citasse dati veri sull’effettiva pressione fiscale, se solo qualcuno spiegasse alle masse cos’è accaduto a livello economico nei 5 anni del suo disastroso governo, allora non ci sarebbe niente da ridere.

E’ singolare il fatto che sul web, che Berlusconi ancora ignora – fortunatamente – possiamo intercettarlo e sputtanarlo quanto vogliamo, ma sulla tv no. Questo è probabilmente sintomo dello stagnante vecchiume putrido socio-culturale in cui vive la maggior parte degli italiani, concetto razionalizzabile e riassumibile nella tv generalista che educa e distrae da sempre.

Non è bastata la pessima figura da lui fatta ieri sera, conclusasi con la tristissima battutina finale, specialità della casa; non è bastato vederlo parlare per l’ennesima volta di comunisti, Prodi e altri 50 luoghi comuni vecchi, sciocchi è irrimediabilmente uguali, materiale e cibo adatto soltanto agli ignoranti che si nutrono di fandonie e che non si rendono conto di quanto siano i primi ad essere considerati degli stupidi dal loro premier. E non basterebbero nemmeno altri processi non fatti, altre prescrizioni, altre indagini, altre intercettazioni: lui infatti non se ne andrebbe lo stesso da questo paese che ha contribuito decisamente a rovinare in malomodo.

Perché se gran parte degli italiani fosse…non dico intelligente, ma quantomeno matura, si sarebbe chiesta da tempo molte cose. Ad esempio io potrei domandarmi perché una persona non voglia essere intercettata: io non ho niente da nascondere, intercettatemi pure. E così via, verso nuove mirabolanti avventure.

Infine ci sarebbe anche da commentare il fatto che uno scudo crociato di nome “Pizza” faccia ritardare alcune tra le elezioni in cui gli elettori conteranno meno in assoluto. Ma questa, amici miei, è un’altra storia.