“Voi siete quelli che”: la tv che insegna odio e violenza

marzo 10, 2009

Questi sono i rischi che si possono correre oggi ad essere un rumeno che vive in Italia. Il risultato è che tutta questa bella gente si sentirà in dovere di riversare le proprie frustrazioni e i propri problemi sul capro espiatorio di turno.

Sarebbe bello che qualche giornalista felice del tg confezionato su misura, dai contenuti orientati solo alla logica dello share, una via di mezzo tra l’incredibile ma vero ed una fobia totale orientata a terrorizzare persone anziane, si sentisse minimamente responsabile nella costruzione di questa macchina dalle potenziali conseguenze di portata sociale devastante.

Sì perché ormai anche i muri lo sanno: lo sparuto pubblico di riferimento che ha ancora il coraggio di guardare ogni sera il tg, viene immaginato in modo abominevole. Con logiche totalitarie.
Poco istruito, poco informato, assolutamente privo di capacità critica e pressoché impotente di fronte a quello che gli viene vomitato nelle orecchie e sputato negli occhi. Di solito infatti le immagini che accompagnano certi servizi, servono a veicolare particolari concetti nelle menti comuni.

L’unica reazione scatenata in genere è lo spalleggiamento di quella che viene considerata la morale comune, l’opinione pubblica dittatoriale, quella che porta ad addurre motivazioni come “rumeni di merda, li ammazzerei tutti”.

Questa insomma è la nuova società che hanno voluto e che stanno plasmando. Tutto questo, mentre dopo soli 2 mesi del 2009, si arriva circa a già 400.000 nuovi disoccupati. Senza dimenticare le centinaia di aziende che stanno già ricorrendo alla cassa integrazione o alle rotazioni.

In mezzo a tutto questo caos il Governo continua a non muovere nemmeno un dito. Nel senso che continua a governare con le chiacchiere, le promesse e i luoghi comuni tanto amati dalle mai sazie coscienze italiane.
JP Morgan ha stimato una percentuale di fallimento del nostro paese così alta da classificarci “first to default basket” entro i prossimi 3 anni.

Siamo quindi il peggio del peggio. Gli ultimi della classe, i parassiti del trenino di Eurolandia. Abbiamo una società squallida che non fa altro che peggiorare, proprio in un momento in cui dalle altre parti ci sono occasioni per fare meglio, scommettere e crescere, imparando dagli errori.

Ora, non so bene cosa potrà accadere di qui a 3 anni, ma di sicuro non avremo problemi di stitichezza.

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Papà mi ha fatto da solo

gennaio 21, 2008

Sul simpatico bisticcio tra Elio Mastella (figlio dell’omonimo più famoso) e Alessandro Sortino non ho molto da dire. Entrambi si comportano come se fossero iscritti a BlogBabel insomma.

Solo una cosa vorrei far notare: Elio Mastella assomiglia incredibilmente ad un’altra persona. Ma “chi”, direte? Pensateci bene. Sì, è proprio lui. Suzukimaruti, il figlio illegittimo e mai riconosciuto di Clemente Mastella.


Egoismo Generazionale

novembre 5, 2007

La mia è una generazione caratterizzata dal “poco” e dal “troppo”: poche speranze troppo grandi, poco futuro troppo distante, pochi soldi… Una generazione strana, cresciuta con certi modelli, con certi valori, in entrambe i casi pochi e negativi.
I precari italiani stimati, senza contare chi lavora in nero o chi lo è perché ha la possibilità di lavorare soltanto saltuariamente sono almeno 2 milioni, un numero simile a quello degli altri paesi europei. Ma c’è un enorme problema di fondo: in Italia non esistono i cosiddetti ammortizzatori sociali e tra una disoccupazione e l’altra, il precario medio non vede un euro e non ha nessun tipo di vantaggio sociale, nonostante quando lavora è costretto a guadagnare pochissimo, grazie alla legge Maroni (o legge 30, chiamiamola col nome vero). Che sì, poteva aiutare molti giovani ad entrare nel mondo del lavoro, facendo esperienza ma accanto a questa legge forse andavano pensati questi simpatici ammortizzatori sociali. Parlando di welfare infatti siamo rimasti molto indietro se solo guardiamo agli altri paesi europei; basti pensare a paesi come Francia o Spagna in cui esistono ad esempio “fondi comuni”, piccole garanzie e tanti altri tipi di vie per aiutare i più deboli ma non per forza più stupidi.
L’attuale e circense governo di democristiano centro-sinistra aveva stilato un programma e in questo fantomatico programma aveva promesso “il superamento della legge 30″, speranza vanificata dopo la sottoscrizione del famigerato protocollo sul welfare, che ancora una volta di più ha rettificato la legge Maroni e ci ha reso una generazione tradita. Ma da chi? Certo, dai politici vecchi, che pensano a soluzioni temporanee per la loro esclusiva vecchiaia e che quindi non sono in grado di pensare al futuro di un paese vecchio con dei cambiamenti utili ai giovani e quindi alla nazione stessa, ma anche da persone a noi molto vicine. Zombie? Alieni? Niente di tutto questo.
Parlo dei nostri genitori, dei nostri nonni o di chi è andato in pensione da poco. Sì perché con lo scalone ora in pensione moltissimi andranno a 58 anni e non più a 60, una mossa geniale considerato le disastrose casse del fisco che si perpetuano dagli allegri governi craxiani e democristiani in poi, in un gioco di scaricabarili senza fine. Quanto costa questo cambiamento? 7,4 miliardi di euro. Ma da chi saranno pagati questi bei soldoni? Semplice, dai precari moderni, dai lavoratori che sono felici di essere apostrofati come flessibili. La dimostrazione sta nel testo del protocollo: i soldi saranno presi “dagli enti previdenziali”, “dall’aumento di aliquote contributive per gestione separata parasubordinati” e “parasubordinati non esclusivi”; tradotto in volgare significa che i precari pagheranno le pensioni baby dei parassiti che andranno in pensione a 58 anni.

Se non avete voglia di leggere i miei ragionamenti è spiegato tutto qui, nel video-servizio realizzato dall’ottimo Sortino per le Iene (consiglio vivamente la visione). Dispiace che cose di questo genere vengano trattate da programmi di intrattenimento (in seconda serata) come questo e non dalle patetiche e non-serie trasmissioni di approfondimento, ma cosi è se vi pare. “Ma cavolo sonounprecario, chi ci difende a noi precari?” La risposta è “non lo so, però secondo me superman e batman esistono, quindi confido nei supereroi”. Nel senso che sarà un caso, ma i sindacati difendono chi rappresentano, cioé i vecchi: più della metà degli odierni iscritti ai sindacati infatti è già in pensione. Una volta di più vi dico che siamo un paese vecchio, governato da vecchi che prendono decisione per i vecchi, perché rappresentano i vecchi.
Quindi la colpa è anche un po’ nostra che ci disinteressiamo di tante cose, pensando che siano ancora troppo lontane da noi per considerarle. Abbiamo il terzo peggior debito pubblico, non ci sono più soldi per le nuove generazioni, la “bella vita” l’hanno fatta le generazioni precedenti, che ce l’hanno fatta crescendo “a debito”.

Stasera quindi tutti a casa a incazzarci coi nostri genitori, la ramanzina gliela farete voi: spiegategli che cos’è l’egoismo generazionale.

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Interviste Possibili ad una Blogstar: chi è il vero Sw4n? [#1]

ottobre 2, 2007

Sw4n simpsonizzato

Sw4n (aka Fabio) intervistato da sonounprecario (aka Alessandro)

È meglio di un’intervista doppia delle Iene, è meglio di una foto di sé stesso nudo. Sw4n inaugura le “interviste possibili alle blogstar”, con un pizzico di preziosité-snob-blogstarchic che non guasta mai.
Ehi, proprio tu che stai leggendo, stai attento: la prossima blogstar a venire smascherata potresti essere tu. Vuoi essere intervistato? Occhio alla tua mail.

Ma bando alle ciance, via alle domande: in grassetto le mie spinose domande; in normaletto le risposte di Sw4n. Leggi il seguito di questo post »