Molte idee, ma poco tempo: MoltoMedia all’ultima chiamata

ottobre 27, 2008

Moltomedia, il laboratorio creativo virtuale di Mediaset che cerca idee per nuovi prodotti digitali multimediali, compie un anno di vita e si appresta ad entrare nella fase finale di selezione dei migliori progetti.

Se hai in mente un progetto innovativo che passi attraverso il web (ma anche per più media), affrettati, perché venerdì 31 ottobre verrà chiusa la fase di raccolta dei progetti.
Insomma MoltoMedia è una delle poche opportunità tutte italiane che ci vengono offerte per tentare la fortuna ed investire in un progetto moderno in cui si crede, quindi – in caso – non abbiate paura, nessuno vi mangerà.

Che già, di occasioni ce n’è poche, quindi vedete di sfruttarle.


Meglio mai che tardi

ottobre 19, 2008

Ma guarda un po’. L’authority per le comunicazioni si accorge che è il governo a dominare la scena dell’informazione dei nostri telegiornali. “Il predominio è più evidente nei notiziari Mediaset (incluso il Tg5 di Mimun, che insieme a Fede nega…!)“, ma anche il Tg2 non scherza, anzi.
L’Autorità per le Comunicazioni chiede ora alle reti pubbliche e private di riequilibrare.

Ma se ne accorgono solo ora, dico io? La prova dello stato imbarazzante in cui versa l’informazione ormai da troppi anni è dato anche dal fatto che nessun tg, se non quello de la 7, ha parlato di questa notizia. E la carta stampata non è da meno: oltre a Repubblica, solamente il Sole 24 Ore ha diffuso la notizia. Ansa, Corriere, Messaggero, La Stampa e così via, preferiscono parlare di cose “più italiane”.

L’unica verità è che non può esserci democrazia in un paese in cui l’informazione e la conoscenza si trovano nelle mani di pochi, manipolate all’inverosimile.
I dati sono sconcertanti, la disparità è doppia. E se studio aperto in questo periodo si sta occupando principalmente di screditare “l’ambiguo Obama”, come spesso lo definiscono, le altre reti mediaset sono un festival di parassitismo allo stato puro. Che c’è di nuovo, direte voi?

Niente, appunto. Questo è il vero problema.


Prepariamoci al peggio

aprile 15, 2008

Via Dario Salvelli
l’andamento del titolo Mediaset in funzione degli exit poll, via Dario Salvelli

La situazione è tragica. E io voglio scendere, questa non è l’Italia che voglio.
Perché non c’è nulla per cui sorridere da ieri (una cosina c’è: Ferrara ha preso lo zero virgola), non sussiste nessun elemento per cui pensare di prenderla con filosofia (sono pur sempre interista alla fine, a certe cose mi ero abituato fino a qualche anno fa, poi però si è capito perché), per cercare una minima opzione che permetta di dire “l’unico piccolo vantaggio che avrò è questo”. Ennò cari padani, ennò cari romani ladroni, ennò cari terroni (a seconda di dove abitate, beccatevi un epiteto).

Dati alla mano. Quasi 6 italiani su 10 hanno votato per una destra xenofoba ed estremista, non moderata manco se mi paghi. Spaventoso il seguito della Lega qui al Nord, arrivato a livelli impensabili: è ormai evidente che anche la gente che abita al di sotto del Po preferisca chi piscia sul tricolore o al massimo chi “ci si pulisce il culo”. Non ci credevo ma sì, ora sono certo di vivere in un paese alquanto retrogrado e particolarmente incivile.

Cilicio per tutti. Veltroni è stato ampiamente sconfitto e non è stata disfatta soltanto grazie all’apporto di Tonino, che raddoppia i voti, triplicando i suoi seggi in Senato rispetto al 2006. Veltroni non ha preso altro che qualche punticino in più alla somma DS+Margherita, probabilmente rubato non al centro-centrodestra, ma alla sinistra arcobaleno, che ha ottenuto una disfatta degna di Napoletone a Uaterlu.
Certo, a me viene da dire anche “wow, ma la Binetti e tutti i teodem-bigotti centristi ci hanno aiutato taaantiiisssiimooo a togliere voti ai cattivi”. Ecco (per esempio) un motivo per fare auto-critica e tornare subito a fare un PD laico che, con Di Pietro, faccia un’opposizione con i controcazzi. Sostanzialmente ora si va decisamente per il bipolarismo, salutiamo la sinistra, la destra e tutti gli altri partitini: in parlamento staranno in 5 (pdl-lega-pd-idv-udc). A sinistra c’è stato comunque un segnale deciso di unificazione e spostamento, a destra no, la frammentarietà c’è ancora, eccome. Che lo vogliate o no, il PD oggi è la nuova “sinistra” italiana e l’unica strada percorribile.

No, we can’t. Partirò dalla campagna elettorale: Berlusconi ha attaccato i comunisti, Veltroni no, l’ha fatto diventare Innominato (forse una volta l’ha nominato, poi però ha chiesto scusa..). Ma diavolo, in tutto il mondo le campagne elettorali si fanno ance e soprattutto all’attacco, specialmente nella tanto celebrata America; insomma, speravo che nella seconda parte della campagna Walter facesse la voce grossa attaccando, tirando fuori gli innumerevoli scheletri nell’armadio, parlando di giustizia, televisioni, conflitto di interessi… Invece no. Si è limitato passivamente a subire la demonizzazione del PD da parte del diavolaccio di Arcore, zittendo Di Pietro quando tentava di prendere posizioni nette e fondamentali per molti elettori. Infatti alla fine la vera vittoria l’hanno avuta Lega e Idv, partiti che comunque sia vanno giù pesante: guarda a caso sono state praticamente le uniche 2 forze politiche a votare contro l’indulto.
E ancora, potrei parlare dell’errore di candidare la Finocchiaro al posto di Rita Borsellino, il simbolo dell’anti-mafia, testimoniato dall’ennesimo disastro in Sicilia, dovuto sì a tanti altri fattori storici, però…cavolo: Cuffaro è stato rieletto al Senato e il partito più clientelare e sporco, l’Udc, rimane forte in Sicilia.

La gente vuole il gol. Ok, come dice Enrico nel suo splendido post, basta commiserarli, basta dire che “non ci hanno capito” (gli italiani). Infatti, bisognerebbe dire che non hanno proprio capito un cazzo di niente. E provano una volta di più quanto siano contenti di tifare per i cattivi, per i chierici retrogradi, salvo poi lamentarsi se le cose vanno male, anzi malissimo. Nel senso che io non sono affatto sicuro che gli italiani sappiano e abbiano capito che persona è Berlusconi, da chi sia circondato, ecc… Altrimenti “non lo voterebbero”, mi verrebbe da dire. Io sono disperato ma non voterei mai per uno come lui, per decine di motivi. Non mi dilungo che li sapete. Per me in questo paese non basta mai ricordare certe cose sino alla nausea, al vomito e alla diarrea. Perché cavolo, se come Suzukimaruti dice, gli italiani avessero ben chiaro che Berlusconi si fa i fatti suoi e probabilmente se li farà ancora, finendo il lavoro cominciato tra il 2001 e il 2006, allora sarebbero sì stupidi, disonesti e parassiti. Perché tiferebbero per il più forte, contro la giustizia (altro controsenso per chi è di destra), dimostrando di essere felici di fare i servi e ricavarci comunque qualcosa. A meno che Suz era ironico e ci ha fregato.

Grillini ortodossi. Per inciso devo aprire una breve parentesi. I Grillo boys, scontenti, hanno arricchito di un altro 3% l’esercito astensionista: e bravi stupidi. Sì perché mi viene da ridere pensare al comico genovese che, equiparando Berlusconi e Veltroni per mesi, ha contribuito decisamente al trionfo indiscusso del pdl. Chissà se ci ha pensato ieri sera. Complimenti, imbecilli. Bravi, non votate, questi sono i risultati.

Domani è un altro giorno, purtroppo. Come ho accennato prima, il futuro non ha niente di simpatico con questo stato delle cose. A parte i canonici scoramenti, su twitter ho registrato tantissimi pareri e desideri di scappare via da un paese che vuole continuare a rimanere in coma irreversebile. All’italiano non toccargli le ridicole certezze che ha, che poi mi va in crisi mistica.
Ci aspetta un periodo fatto di tante ripicche, di rivincite da vigliacchi e speriamo che Berlusconi non abbia vinto per i premi promessi, tipo l’Ici e il bollo (che non cambieranno la vita di nessuno) che, vedrete, pagheremo eccome (e con gli interessi) da altre parti. Però lui l’avrà fatto.
Se oggi la sfiducia endemica nella società italiana è a livelli altissimi, il risultato elettorale ne è lo specchio. Il ragionamento sostanzialmente sarebbe “non ho più speranze, figurati se la giustizia esiste; tanto vale votare Berlusconi”. Ebbene questo è un ragionamento tipicamente italiano: invece di lottare e credere nel cambiamento, è più facile adattarsi e allearsi al potente, anche se fa schifo ed è molto antipatico. Quindi via, stringiamo ancora di più la cinghia e prepariamoci al terremoto.

Pdl ricco, il Vaticano ci si ficca. Non vi siete dimenticati del Vaticano, vero? Avete notato che non si è fatto sentire in queste ultime settimane? La chiesa caldeggiava l’inciucio concordato tra pd e pdl, ma in questo modo avrà vita molto più facile: potrà infilarsi capillarmente nelle decisioni che ci instraderanno ancora una volta nel passato. C’è però da dire che gli italiani sono dei paraculi, nel senso che si riempiono la bocca con i fantomatici valori cristiani, ma poi scopano prima del matrimonio, tradiscono le mogli con le ragazzine, scambiano i mariti con amanti di colore che vogliono sbatter fuori dall’Italia, ecc… Perché è così. Reputando quindi come persone stranissime i gay che votano pdl, ritengo che qui ci saranno alcuni scontri: molti italiani non tollerano molto che qualcuno che non gioca al gioco, possa dettare regole precise su matrimonio, figli, ecc…
Una cosa mi spaventa più di altre: il fatto che in questo modo l’equazione più ricco sono, più diritti ho, diventi legge. Cercate di diventare più ricchi, e in fretta, che il denaro in Italia pagherà la libertà…di essere liberi (tipo andare all’estero per abortire, avere figli, pagare per farsi curare, ecc…). Insomma, ci trasformeremo in una società molto più cinica, individualista e cattiva.

Ora sono cazzi nostri/vostri. Sicuramente la vita diventerà ancora più dura per noi giovani, ma sarò sempre pronto a rimboccarmi le maniche – parlo per me stesso (detto fra noi a bassavoce, non sanno che se noi di sinistra decidiamo di fare sul serio, sono cazzi per loro). Santificheranno i mafiosi, terranno buoni gli italiani attraverso i media, diffondendo l’opinione pubblica concordata, riscriveranno i libri di storia. Ma il loro revisionismo non cambierà affatto la storia, che è una sola. Non potranno mai dire che i deportati Ebrei erano in villeggiatura ad Auschwitz per esempio. Ma è anche in questi casi, nelle situazioni disperate che noi sappiamo tirare fuori il meglio da noi stessi; fa niente se il merito se lo prenderà qualcun altro. Perché i buoni siamo noi, ricordatevelo.
Quindi sì, ci toccherà diventare più cattivi e stronzi, dovremo pensare soltanto a noi stessi, ragionamento allucinante e contrario alle società moderne che si evolvono, ma a noi si sa, piace distinguerci. Mi verrebbe da dire “arrangiatevi” ai romani ladroni, “ve la siete cercata”, terroni che non siete altro. Ma non lo farò. Perché comunque vada anche io abito nel Nord produttivo, in quella vergognosa Lombardia in cui la Lega stravince. Mi vogliono cinico? Va bene. Anche se questa sconfitta mi sta aiutando a crescere e a meditare ulteriormente.
I cazzi quindi, grattateveli voi.


Come funziona la tv in Italia

novembre 22, 2007

volevo postare il video in cui Berlusconi paragona il cervello degli italiani ad alunni di scuola media non dei primi banchi ma non l’ho trovato

Io sto dalla parte di quei teorici che vedono la tv più come uno strumento di controllo sulle masse. Forse perché mi piacciono i complotti e le storie intricate ma mi piace andare a rovistare dietro le cose e capirci qualcosa. O forse perché non c’è miglior strumento che possa tenere a bada o educare popolazioni intere come la tv. E dalle intercettazioni (e dalle reazioni previdibili di mediaset) del 2005 si possono capire facilmente moltissime cose, tantissimi aspetti di come venga fatta televisione in Italia e chi abbia saldamente in mano la gestione a piacimento dei mezzi di comunicazione, potenza di fuoco di portata incredibile, soprattutto in un paese vecchio cresciuto a pane, DC e televisione come il nostro.
Leggendo i testi delle intercettazioni non rimango stupito di nulla, anzi, ho un’altra certezza e imparo una lezione pratica che prima conoscevo solo per studiata: in tv non c’è nulla di vero o lasciato al caso. Finzione è se vi pare ma anche se non vi piace; chi ha partecipato ad una qualunque registrazione di una trasmissione tv come pubblico può capire bene e in piccolo di cosa parlo.
Non c’è da star allegri però perché la situazione italiana è un’anomalia tutta nostra e speciale a cui nessuno ancora ha avuto il coraggio di far fronte se non con slogan tutti elettorali. Parlo del famoso e bistrattato conflitto di interessi che secondo me andrebbe chiamato col nome giusto e cioé “conflitto con una qualsiasi democrazia o forma di pluralismo del mondo occidentale”, che in altro modo viene chiamato grande fratello. Siamo arrivati infatti ad un punto in cui il giorno prima ci tolgono “20” ma il giorno dopo ci ridanno “10” e quindi facciamo festa; siamo ad un punto in cui ci stupiamo quando sentiamo parlare di diffusione della droga o di cose che tutti sanno e fanno finta di non sapere. Ma è il sistema che è malato, rotto e molto più orwelliano di quanto sembri e sentire che addirittura certe persone si preoccupavano del fatto che la morte del papa avrebbe potuto aumentare l’astensione alle elezioni non è niente di speciale ma lo è agire di conseguenza sui tg e sulle modalità con cui riportare risultati elettorali, per cercare di nasconderli o ritardarli. E parliamo di elezioni regionali perse nettamente dalla cdl; se invece fossero uscite intercettazioni sulle ultime politiche staremmo parlando di colpo di Stato, perché nessuno sa bene cosa sia successo al Ministero degli Interni. Di poco ma l’abbiamo scampata. È normale nel campo della comunicazione televisiva pensare all’ordine delle notizie di un telegiornale, decidere cosa dire o non dire, ma non lo è fare trasmissioni-approfondimento pilotate soltanto da una parte e considerare tutto questo professionale come mediaset vuole far credere. Per non parlare della solita reazione di chi non ha mai chiarito il proprio passato, l’origine delle proprie fortune e tante altre cose avvalendosi della facoltà di non rispondere e della facolta di non farsi processare. E la cosa che mi da più da pensare e mi fa rabbrividire è che probabilmente la gente che provvede a fare tutto questo non ha ricevuto particolari direttive, se non ai piani alti, ma lo fa per fare bella figura col padrone; senza immaginare le catastrofiche conseguenze a cui porta avere dei mezzi di comunicazione servi di un padrone, di una persona nemica della libertà e del pluralismo.

Nei 5 anni di buio, ma anche nei 50 anni di precedente storia radio-televisiva, abbiamo avuto tanti sintomi, tante avvertenze di come andavano realmente le cose: dagli editti bulgari alle rimozioni dei direttori dei grandi quotidiani, dai telegiornali in cui le notizie spinose non venivano date o raccontate per ultime, seguite da servizi piacevoli per il pubblico, ai finti scandaletti che servivano per parlare d’altro, distogliere l’attenzione pubblica da leggi ad personam che dovevano passare, ecc… Tutto in stile P2, come loggia massonica aveva insegnato.
E chi pensa che programmi mediaset come striscia o zelig siano liberi e di sinistra è una persona disinformata; anzi, quei programmi sono i pochi esempi viventi di satira di destra, cioé quella che, facendo finta di sputtanare un personaggio, finisce per farlo apparire simpatico e buffo. Credete davvero che a mediaset passi qualcosa inosservato? Pensate che non facciano vedere quello che vogliono? Come direbbe Luttazzi, il compito della satira, dovrebbe essere quello di demolire un personaggio: si sa, la satira di Luttazzi fa male, molto male infatti, tanto da dover ricorrere ad allontanamenti. C’è qualcuno che sostiene che la differenza tra questo periodo ed il precedente sia che prima non sapevamo nulla di quello che accadeva, in tipico stile della destra che ha bisogno di controllare e censurare, mentre ora sappiamo fin troppo, in questo caso probabilmente per incapacità di gestire un rapporto diretto coi cittadini. E ripeto, venire a sapere che le trasmissioni andavano in onda a reti unificate non mi stupisce, come non stupisce che in Italia venga costantemente impedita la nascita di un terzo polo mediatico: basta andarsi a vedere le ultime leggi, passando per la Mammì, per la Gasparri, fino ad oggi, in cui nessuno ha le palle di parlare di 10 milioni di firme raccolte ai Gazebo (un quinto della popolazione italiana compresi i neonati) e di come venivano raccolte on line ad esempio. «Perché che Berlusconi sia bugiardo è considerato un fatto endemico della scena politica, un’eccentricità del suo carattere, una forzatura retorica serenamente metabolizzata. Come se dieci milioni fosse uguale a cinque o a due o a uno. Personalmente, temo molto l’assuefazione, che è l’ingrediente fondamentale del conformismo».
Ora in molti avranno capito come funziona realmente la televisione italiana e moltissimi altri continueranno a guardarla facendo finta che non sia successo niente, talmente assuefatti come sono alla verità che ritengono assoluta riversata dalla magic-box. Purtroppo però è la struttura Italia che non può più funzionare nei suoi meccanismi, superata, quel sistema il cui motto per vivacchiare è “va tutto bene, tanto tutti devono mangiare”; noi italiani infatti, piccola gente con un piccolo cervello, non abbiamo capito che il meccanismo è rotto da troppo tempo e per tirare avanti crediamo davvero che inculare il prossimo porti i suoi frutti. E che il paese intero possa andare avanti all’inifinito così. Fino a quando, il giorno dopo, non è il prossimo che incula noi. Il cerchio della vita di un italiano-medio, che vive nel sogno della favola berlusconiana.

Forza, Italia.

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