Troppa pubblicità in tv, sanzione Ue

dicembre 12, 2007

Ma cavolo, in tv non l’hanno detto. “Il numero eccessivo di spot sulle tv italiane è inaccettabile” dice Martin Seylmar, portavoce del commissario Ue alle Telecomunicazioni. Un’altra portavoce, Viviane Reding, usa un tono più minaccioso: “le vostre leggi devono cambiare”. Occhio a dire ste cos, che poi qualcuno prende la palla al balzo.

Marchettari. La norma europea vuole che la durata della pubblicità sia di 12 minuti l’ora ma ovviamente non viene mai rispettata così come viene completamente ignorato l’intervallo di 20 minuti tra uno spot e l’altro. “Le televendite non sono incluse in questi 12 minuti ed inoltre l’autopromozione non viene considerata come pubblicità. In più le sanzioni contro chi viola le norme sono deboli”. Vedete voi.
Ma certo. Fino a quanto tutti quanti i mezzi di comunicazione di un paese saranno in mano ad una sola persona pluri-indagata, al di sopra della legge e con fini più che loschi, tutti continueranno a fare il cavolo che vogliono.

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Peer to pirl

ottobre 6, 2007

La fonte è riportata nel link dell'immagine stessa

Dopo i vari fatti degli ultimi giorni (9.250$ di multa per ogni brano scaricato), dopo le chiusure di vari siti, forum o mirror dedicati al p2p nell’ultimo mese sorge spontanea una domanda: perché le Major sono così sicure che la strategia del terrore sia quella giusta? Perché non imparare invece a sfruttare i nuovi canali? Tanto io i cd e i dvd non li ho mai comprati, se non per qualche sporadico regalo, figuriamoci se mi metto a farlo ora. Non pagherò mai dai 20 euro in su per comprarmi un cd o un dvd che vuoto vale meno di un euro.

In merito a questo spinoso argomento consiglio sempre un’ottima lettura, che spiega sin dalle origini il copyright, il copyleft e tanti altri aspetti, tra cui il passato non tanto remoto in cui le Major sono state salvate dalla bancarotta perdendo un noto processo contro l’home video. Allora infatti si parlava di musicassette e videocassette, ora ovviamente di altri supporti. Le major infatti devono ringraziare l’home video ma ora dovrebbero semplicemente capire che le strade, i canali di fruizione sono cambiati, si stanno rapidamente trasformando. Le cause non sono una buona pubblicità, credetemi: con il passaparola infatti si può fare un danno maggiore.

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