Scoppia lo scandalo blogosfera: le intercettazioni incriminate

luglio 31, 2008

Dopo indagini durate mesi e indiscrezioni di ogni genere, ho avuto il permesso dalla questura di pubblicare le intercettazioni riguardanti la scalata a BlogBabel che hanno portato irrimediabilmente al colpo di mano e infine alla chiusura di BB.

Visto che tutto è tornato a posto e i toni sono tornati sul moderato, ho deciso, in occasione della riapertura di BB, di mostrarvi davvero com’erano andate le cose e perché tutto era stato chiuso così in fretta.

Premessa doverosa. Ovviamente è una vicenda grottesca, iperbolica, quasi paranormale. Spero che nessuno si offenda, se la prenda, ecc…ma che al massimo ci rida su. Questo post è in cantiere da qualche mese e spero che il risultato sia carino. Anche perché vorrei celebrare il secondo compleblog (termine inventato da Suzukimaruti) del Blog a Progetto, che cadeva il 19 luglio, quindi in ritardo sì, ma coinvolgendo un po’ tutti quanti: un po’ com’era accaduto l’anno scorso.

Lo so, ho anche messo i link ai vari personaggi, perché magari alcuni non conoscono i blogger di cui parlo. Evitate quindi polemiche su link, meme… E’ solo un post ironico, per fare caciara. Se vi ha fatto sorridere sono felice, se pensate al contrario che sia di cattivo gusto, chiudete il browser e andate a leggervi le fantastiche storie di tgcom.

Insomma, non c’è nulla di vero, mi sono inventato tutto…o forse no? ;D

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Guitarra che ti passa

luglio 23, 2008

Sonounprecario, Mirko e Napolux
Nella foto, gli irreversibili effetti causati da chitarre di plastica e rock a tutto volume…

Non ho mai nascosto la mia passione per videogiochi come Guitar Hero o Rock Band, purtroppo mai uscito ufficialmente in Italia. Perché quando ho l’occasione di vedere Mirko e le sue xbox, le sue tre chitarre, la sua batteria ed il suo microfono…mi trasformo. Divento Guitar SiroZ, famosissimo personaggio virtuale vestito in modo alquanto pacchiano ed egocentrico, chitarrista di “Pier & The Olograms”, nota band (conosciuta solo da me, Mirko – che suona la batteria – e Pier, il cantante).

Ma, come avrete notato dalla foto, sabato scorso c’è stata un’incredibile novità: Napolux ha sostituito l’assenteista Pier, suonando discretamente il basso in modalità mancino, giusto per fare “la preziosa”.
Come volevasi dimostrare, il nostro eroe si è calato egregiamente nella parte, indossando una tuba per l’occasione e spesso gli occhiali da sole; ha un talento nascosto come rocker, ma non lo ammetterà mai, nascondendosi dietro quell’etichetta da blogger perbene.

Questa volta però non ce l’ha fatta, l’abbiamo smascherato: con un buon televisore, l’audio collegato a 5 belle casse cattive e rock ’70-’80-’90-’00 a tutto volume, Napolux si è trasformato in un folle animale da concerto, tanto che i vicini di casa mia non sono venuti a lamentarsi per il caos, ma hanno chiesto se era possibile assistere dalla finestra alla nostra performance, magari con pop-corn e birre fresche.

Che dire poi? Dopo aver testato la triade di Guitar Hero nei mesi scorsi ed essermene innamorato follemente, non potevo che rimanere stregato da Rock Band, con i suoi magici strumenti psichedelici. Sono fantastici questi videogame, ti fanno vivere in prima persona, come un bambinone eterno, l’esperienza di gioco (non è facilissimo suonare, ma quando prenderete un po’ la mano…!): dalla creazione e personalizzazione del personaggio alla carriera, dalla musica agli effetti speciali di un concerto. Provate per credere, se solo siete in 2 o 3 vi divertirete come dei pazzi.

Non fatevi ingannare dalla bottiglia di coca sulla destra: no, non c’era un “message in a bottle”; in realtà era cuba libre e, stupendomi, Napolux dopo ogni canzone se ne scolava un bel po’ a canna. Ha anche provato a lanciarsi di testa pensando di essere sul palco, ma in realtà si è sfracellato contro il divano. Ecco, gli unici pericoli derivano dalla troppa voglia di protagonismo.

Infine non fate caso a me e Mirko: io ero in trance-agonistica, come si nota dall’improbabile cappello e dalla canottiera un po’ tamarra, mentre Mirko, ormai suonatore di batteria da quasi 5 stelline, si era rassegnato a tutte le mie mossine da cantante fallito a cui lui ha però aggiunto la rotazione delle bacchette.

A dirla tutta, esiste anche un video di una nostra performance, girato da Roberta, la ragazza di Napolux, ma credo che non lo pubblicheremo mai: google di colpo farebbe crollare il nostro page rank a -2, peraltro giustamente.

E sì, esistono anche altre foto, ma Napolux le ha rese private, privatissime. Che già così ci siamo sputtanati abbastanza.
Anche perché (è un segreto quasi da recensione) ho installato sul Macbook Guitar Hero III Legends of Rock, nonostante la scheda grafica Intel integrata non soddisfi i requisiti minimi. In realtà funziona e se settate bene il ritardo audio e video (lo fa il gioco in automatico) riuscirete a trovare un buon compromesso. Certo magari qualche GB in più di Ram non guasterebbe.

E ora scusatemi, vado a sguitarrare un po’, che la platea richiede un mio bis.


Il duro mestiere della fidanzata del blogger

febbraio 1, 2008

Scrivo questo post per voi, donne di malaffare che sedete alla destra del vostro fidanzato blogger. Per inciso, “sedere alla destra” ha un significato tutto mistico. Quindi occhio a chi avete di fianco.

So bene che è difficile passare i weekend o le lunghe serate infrasettimanali con il vostro amato blog-fidanzato, perché già mi vedo le scene: lui se ne sta li al pc bello comodo ignorandovi completamente. “Tesoro, cazzo, sto scrivendo un post, lasciami concentrare e non rompere”, sarà una delle frasi più usate, quando magari lei è dietro di voi con il suo amante di colore che ci da dentro di gusto ma voi siete talmente concentrati sui commenti al post di blogbabel che non ve ne accorgete. Nemmeno quando lui, educatamente vi saluterà andandosene felice.

Per farvi vari esempi, io già me li immagino sti blogger. Escluso Sw4n, che ancora vuole farci credere di non aver mai confessato alla fidanzata di avere uno dei blog più visitati d’Italia, potrebbero venirmi in mente Napolux, Beggi, Gioxx, Luca Sartoni, Stefigno, Pietro Izzo… Non so se tutti hanno una fidanzata o peggio, una moglie, però posso immaginarmeli in certi momenti (anche io so cosa vuol dire, credetemi). Perché non ci ho messo Axell? Ma semplice, perché Axell è in guerra con gli americani e quindi sta vivendo una tregua con la sua dolce metà, che secondo me è dentro fino al collo in questo “black out” dei server: è lei che ha hackato i server usa e tiene in pugno anche il marito. Era l’unico modo per farlo smettere di bloggare per un po’.
Mi sono quindi fatto un viaggio mentale immaginario (sono un fottuto pazzo, ok) spiegandovi come, verosimilmente, vanno le cose entrando in varie case. Cioé in realtà ci sono andato davvero nelle loro case, ma loro non lo ammetteranno mai.

Qui casa Napolux. Sarò buono perché ho conosciuto Roberta e devo ammettere che sembra brava e comprensiva. Non mi sembra una che si arrabbia più di tanto li per li ma piuttosto…te la fa pagare al momento giusto. Perché Roberta sa che la vendetta è un piatto che va servito freddo, tipo la sera, quando il nostro Napolux va a letto con intenti focosi. Lei non alza la voce ma è perfida se vuole, e se Francesco prova ad ignorarla quando parla solo perché sta scrivendo un post sono cazzi acidissimi. Anche se lui sta cercando di addolcirla raccontandole il meglio, blogghisticamente parlando, della settimana…lei risponde con un “Fuksas!”, che sa molto di “vai afk”.

Qui casa Beggi. Entri in casa di Andrea Beggi e nulla è lasciato al caso: sui muri, appesi, i Beggi’s facts e in un angolo angusto (sotto i facts che son li a ricordare le onte da lavare via) due programmatori occhialuti assunti personalmente per trovare un modo, uno script per capire come effettivamente mettere in pratica questi famigerati “facts”. Beggi tiranneggia su questi due poveretti, che non escono da quella casa dal lontano 1984. Sua moglie (a cui ha regalato una collana di “perl”, ricordiamolo) non può proferire parola quando lui scrive un post, se non per chiedergli se desidera qualcosa da mangiare; il pericolo è di ricevere indietro un mouse rotante al grido di “eee!”. Non credete alle sue dichiarazioni di provetto casalingo, in realtà mentre A.B. scrive, sua moglie è costretta a fare le faccende di casa. Un evoluzione 2.0 della versione divano-tv-telecomando.

Qui casa Gioxx. Il dubbio che le “xx” del nick Gioxx significassero qualcosa di più che “baci-baci” diventa realtà all’ingresso. Fuori, parcheggiata si trova la sua taroccatissima (e quindi bellissima, la mia è invidia!) Peugeot 206 e, sedute con cintura, al suo interno, troviamo numero 3 bambole gonfiabili con appiccicata all’altezza della faccia, per ognuna, le facce di: Stefigno, Napolux e Zeno. La cosa si fa inquietante, decido quindi di entrare in casa sua. Non l’avessi mai fatto: Gioxx ha foto di Marilu appese ovunque nella stanza, come un’ossessione ricorrente. Ma la sua è una tattica vincente: in casa Gioxx ha una scuderia tutta sua, formata da 10 pin up che pascolano in giardino, pronte ad intervenire ad ogni suo schioccare di dita. Gioxx trae forza ed ispirazione da loro; è lui il Tinto Brass 2.0.

Qui casa “Uattàà” Sartoni. Per suonare il campanello bisogna tirare un calcio volante su una noce di cocco appesa sopra la vostra testa, davanti alla porta; solo così il complicato meccanismo di avviso potrà scattare, e solo a quel punto Luca vi aprirà, inchinandosi con le mani giunte. Preoccupatevi se esce vestito con un kimono ed una cintura nera allacciata in vita. Come mi ha spiegato Jtheo, con due dita può farvi provare un dolore disumano; se invece siete donne, pensate che sensazioni può farvi provare con 5 dita… Sta di fatto che le sue donne (la poligamia è il futuro, prendete msn messenger ad esempio…!) per staccarlo dal pc quando sta bloggando hanno dovuto guardarsi tutti i film di Van Damme ed imparare punti di pressione segreti: Luca infatti è pieno di lividi causati da improvvisi svenimenti con conseguenti testate prese sui tavoli su cui stramazza. La cura sembra però funzionare, perché Luca è costretto a postare nei ritagli di tempo e nei luoghi più angusti.

Qui casa “Stefì”. Quindi siamo un po’ ovunque, anche a casa di xlthlx, a Padova, ecc…ma non importa: Stefigno usufruisce ovunque di una connessione, con qualsiasi “device”, anche con un ferro da stiro. So per certo che lui i post li scrive in bagno, perché li si concentra meglio e le sue ipotetiche donne sono ormai assuefatte alle ore che Stefigno passa col suo amico W(ater). Ora che ha cominciato con le dirette in cui promette di mostrare le parti del corpo più nascoste, tutte le spasimanti di Stefigno sono avvisate: se vogliono combinare, lo devono fare alla luce del sole, davanti alla blogosfera italiana che commenta, in rigorosa diretta, ciò a cui si assiste.

Qui casa Izzo. Volano piatti, forchette, cristalli liquidi per capelli e chi più ne ha più ne metta a Casa Izzo, altro che. Siccome Pietro è un artista puro, uno di quelli che trae ispirazione da qualsiasi cosa, anche da un water abbandonato tra i cassonetti, la sua donna è disperata. Disperata perché magari sta parlando da 15 minuti con Pietro che invece sta pensando a come cazzeggiare scientificamente on line, disperata perché nonostante le sue sfuriate Pietro non migliora. Anzi, magari posta su Flickr le foto di quei momenti, quando lei tra uno sbuffo e l’altro si incazza come un iena perché non gli dedica tempo a sufficienza. Pietro non ti preoccupare, ti capisco. Lui, imperterrito, usa la forza trasmessa dai cristalli liquidi per tenere lontano fastidiose scocciature domestiche; la lucidità acciecante dei suoi capelli sembra funzionare, per ora l’attività di blogger di Pietro Izzo andrà avanti.

…Per una volta non vi racconterò nel mio caso cosa accade: rischierei fratture multiple. Con buona pace di tutte le altre fidanzate.