Una spolveratina di WorkCamp parmigiano e il piatto è servito

marzo 26, 2009

Giunge finalmente l’ora di tornare a scrivere riguardo ad un Barcamp, visto che non lo faccio da molto tempo. Per questa volta interrompo un po’ le disamine sui malanni plurimi del Belpaese per raccontarvi goliardicamente il Parma WorkCamp, organizzato ottimamente dalla bionica Fran.
Mettetevi comodi, preparate i pop corn e possibilmente chiudete FriendFeed per leggere questo post. Secondo me riuscirete a resistere 5 minuti senza “likare”, commentare o azzuffarvi allegramente, sfogandovi su una tastiera.

Stark e Zio Bonino

iBarcamp. Il mio preziosissimo Barcamp comincia alle 4.30 di sabato mattina, ora in cui torno a casa dalla nottata di baldorie in quel di Milano. Ora che finisco sotto le coperte sono circa le 5 e il solo pensiero di dovermi svegliare alle 7, mi provoca delle crisi di panico. Piuttosto che alzarmi, preferirei partecipare ad un’interessantissima discussione old school su BlogBabel. Ce la farà il nostro baldo giovane ad aprire gli occhi?
Forse.
Sì perché non appena apro gli occhi, capita qualcosa di misterioso o, molto più facilmente, di mistico: la sveglia era puntata alle 7 in punto, ma quando mi sveglio sono le 7.15. Subito mi scorre un brivido gelido sulla schiena. Incredibilmente infatti era già stata spenta da qualcuno (o qualcosa?) manualmente e solo miracolosamente il mio subconscio mi ha fatto tornare nel mondo dei vivi in tempo per farmi tirare diverse parolacce da Mauro per il ritardo di 20 minuti che accumulerò all’appuntamento.

Nuove sensazioni, giovani emozioni si esprimono purissime in me: avete presente quando vi risvegliate dopo una discreta sbornia, avete ricordi alquanto offuscati e vorreste perdere i sensi piuttosto che alzarvi in piedi? Sì, parlo proprio di quel momento in cui promettete a voi stessi che non toccherete mai più un goccio d’alcol, sapendo benissimo che è una cagata pazzesca.
Realizzando dei 15′ di ritardo in partenza, mi precipito giù dal letto – nel vero senso del termine, visto che inciampo nei pantaloni del pigiama e corro in bagno sbattendo in ogni stipite della casa: per sicurezza passo anche da porte in cui non dovrei imbattermi. Coraggiosamente prendo un respirone e mi guardo allo specchio. Misery deve morire, ma anche il mio amico che mi ha offerto diversi cocktails meriterebbe quantomeno delle nerbate nei reni.

Suzukimaruti e Fran

Una tragedia sfiorata. La situazione è tragica: ho dei capelli che sembrano stati centrifugati nella galleria del vento della Ferrari, delle occhiaie di tutto rispetto coltivate in diverse settimane di stress e pressioni esterne e un’espressione che se solo ce l’avessero tutti i lavavetri sulle strade, diventerebbero dei ricchi presidenti del consiglio in men che non si dica.
Quindi in fretta e furia mi lavo, mi vesto prestando attenzione a non indossare i vestiti di mia madre, faccio una colazione sostanziosa e tento di pettinarmi. Fortuna vuole che mia sorella che passava di lì per caso per andare a scuola, avesse disordinatamente lasciato in giro il phon: indeciso se inserire le dita nella presa o votare per un’improvvisazione creativa, voto per la seconda scelta. Speranzoso, mi sparo un potente getto d’aria sui capelli e il risultato finale è accettabile. Solo il 75% dei presenti al barcamp avrà infatti da dire sulla mia pettinatura.

Appuntamento alle 8 ma io, per non fare tardi forse ho cannato da Dio: a quell’ora non c’è in giro nessuno il sabato mattina, ma nonostante tutto giungo all’appuntamento con altri 3 blogger milanesi pronti alla partenza verso le 8.20, dopo aver cortesemente avvisato del ritardo. La differenza infatti è data dal fatto che, non avendo tappetini nuovi ma solo l’Arbre Magique in macchina, non vengo considerato un mito, e per questo vengo cazziato dalla Fra. Nonostante tutto si parte, direzione…ufficio di Iron Mauro. Perché? Scopritelo voi.
Passati gli ormai noti 3 minuti di panico prendiamo l’autostrada, direzione Parma: gentilmente e con tanto amore, Sara offre degli squisiti muffin ai passeggeri, tra cui una nota bionda appassionata di doppie punte.

Auro

Il viaggio. Durante il viaggio si chiacchiera del più e del meno, come etichetta vuole. Ma il bello sono i pettegolezzi sulla blogosfera e i suoi personaggi. Sollecitato quindi dalle due donzelle, mi appresto a fare l’appello dei partecipanti al Barcamp (circa 190 nomi stampati dal wiki!) e su ognuno parte un commento: lo so, state tremando di paura e morirete dalla curiosità di sapere che cosa è stato detto su di voi. Sicuramente qualcosa di cattivo, quindi state tranquilli.
Per non far mancare nulla, ho filmato i pettegolezzi delle due simpatiche canaglie rosa con la cam di Mauro, ma ovviamente non vedrete mai quei video. E chiaramente io non vi ho detto niente: del resto, in pochi arriverete a questo punto del post e a me piace tanto l’omertà.

La mattina ha il parmigiano in bocca. Giunti al palazzetto dove si è svolto il Camp, subito ci immergiamo nel verde del parco intorno, arrivando all’entrata. Dopo aver ricevuto il badge, cominciano a presentarsi diversi blogger da ogni parte, così che l’evento possa ufficialmente cominciare. La mattina scorre tranquilla, tra scambi di effusioni più o meno velate, interventi nella sala delle conferenze e succhi di frutta col grana.
Ma è ad un certo punto che il mio camp subisce una brusca deviazione, trasformando la mia percezione della realtà. Improvvisamente mi sento toccare, ma nel vero senso della parola: avete presente Benigni con Baudo qualche anno fa? Mi giro e si tratta del mitico Stark, geniaccio-blogger assieme allo Zio, nonché autore di Spinoza. Subito attacchiamo a parlare di temi serissimi, disputando sui massimi sistemi: gli argomenti spaziano dalle donne ad Andrea Beggi, passando per Gasparri e lo sfottimento costante ai blogger; la conclusione però viene lasciata ad un evergreen: i calici di Natale. Se non fosse giunta l’ora di pranzo, sicuramente avremmo fatto un intervento su questo fatto increscioso.

Dividi il companatico, raddoppia l’allegria. Successivamente, come dei bravi scolaretti, ci rechiamo in ordine verso il camion Barilla. Queste le portate: una vaschettina di pasta col sugo all’arrabbiata ed una col pesto; un immancabile parmigianino, una vaschetta di macedonia e una barretta di Ringo.
Fortuna vuole che mi trovo in una tavolata di bella gente, sempre pronta alla battuta e ad assecondare le uscite mie e di Stefigno. Ma come al solito il problema è un altro, ed è la mia fame. Tentato furbescamente di rifare la fila – qualcuno l’ha fatto – con la scusa “vabbé almeno non buttano via quello che avanza”, decido però di fare bella figura, rimanendo seduto e quasi composto. Miracolosamente giunge in mio soccorso quella buona anima della Vyrtuosa, che mi cede una vaschetta aggiuntiva di pasta col pesto e, come il Paz, la sua macedonia. Posso ritenermi soddisfatto, anche perché la foto “Ringo People” rimarrà negli annali.

Gaspar Torriero

Speech digestivi. Si torna così alle cose serie, cioé gli interventi legati al mondo del lavoro, della Rete e in teoria delle persone. Dico in teoria perché a mio modesto parere bisognerebbe parlare maggiormente e focalizzarsi di più sugli individui, cioé noi. E non solo sul business, sulle varie declinazioni del marketing, ecc; ritengo invece fisiologico il fatto che ancora molti interventi siano un po’ delle pubblicità o delle presentazioni belle e buone. Sicuramente, meglio di altre volte.
Insomma nel canale della realtà vera, non si è ancora abituati ad un confronto paritario, diretto, orizzontale o totalmente biunivoco, e di conseguenza si ha forse ancora troppo timore nel rapportarsi con gente che non si conosce. Specialmente se si tratta di blogger. Ecco perché penso che la chiacchierata su Xing sia un po’ stata un’occasione persa, e parallelamente sarebbe stato interessante approfondire con Auro e Vanz il discorso sui CV.

La fine della pacchia. Succede infine che arriva l’ora di tornare a casa, ma non prima di conoscere Stella86, Ciocci e salutare Gaspar, Sednonsatiata, Elena con la sua mega-reflex, xlthlx con Jtheo ed anche quel gobbaccio maledetto di Felter. Senza dimenticare la notevole figuraccia fatta nella video-intervista che Smeerch ha fatto a diversi blogger, chiedendo il significato di una particolare parola che non rivelerò nemmeno sotto tortura. Altro evento cardine del pomeriggio è la conoscenza della simpaticissima Marileda, per sicurezza vestita di tutto punto. In effetti potrebbe capitare che qualcuno porti la macchina fotografica…
Infine, scattate le ultime foto della giornata in cui, distrutto dalla stanchezza e dal sonno, mostro occhiaie ed espressione triste di tutto rispetto, tocca far rotta verso casa: per un’altra GGD ci sarà tempo.

Ciò non toglie che Parma rimarrà un altro bel ricordo indelebile nell’album della blogosfera.

Un ringraziamento speciale va a Fran, a Davide, ad Adamo…ma soprattutto alla mitica mamma della Fran; vabbé, per lei non ho un link 😉

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Da grande voglio fare l’aperitivo

dicembre 31, 2008

In occasione dell’ultimo dell’anno ecco il post sulla GGD, in ritardo di soli 19 giorni. D’altro canto, quando uno vive l’esperienza di una Girl Geek Dinner ha bisogno di un po’ di tempo per riprendersi, riordinare le idee e ricordarsi tutti i nomi delle ragazze che ha conosciuto, mica da fare errori che gli costerebbero piccoli attentati sotto casa.

Il team GGD Milano

Drill, baby drill. I ringraziamenti vanno allo staff delle irriducibili, quelle che oltre a tutto lo sbattimento dell’organizzazione dell’evento, si sparano senza batter ciglio diverse ore in piedi, in giro e sedute per i tavoli, manco fossero 7 spose per 7 poveri fratelli maschi blogger invitati.

Il tempo delle mele è finito. Come volevasi dimostrare, sfiga vuole che quel giorno diluviasse ed il sottoscritto ci abbia messo circa 2 ore e mezza per fare 20-25km e trovare un posteggio. Come se non bastasse, entrare in scena quando tutti sono già seduti non aiuta, specialmente da bagnati fradici (ormai dalla BlogFest in poi è prassi)… Credetemi, non si dà una bella impressione; e stiamo parlando di strani organismi che, oltre a sanguinare per circa 5 giorni al mese senza morire, con un’occhiata hanno già deciso che tipo sei, quanta confidenza ti daranno (non leggete tra le righe) e se puoi risultare interessante.

Mission accomplished. Sostanzialmente, le possibilità che avevo di non destare troppa attenzione per ovvi motivi ad una buona parte delle presenti dell’altra metà del cielo, erano pari alle chance di un Vladimir Luxuria candidato a diventare il nuovo papa: drammaticamente basse.
Fortuna vuole che mi fermano al banchetto di ricevimento per darmi un simpatico zainetto e non appena supero il primo scoglio, trovo subito un tavolo di persone che già conosco. Senza esitare quindi mi siedo, cominciando finalmente a mangiare. Ovviamente non ero l’ultimo: sì perché – come ogni star che si rispetti – Enrico è arrivato dopo di me. Ma lui aveva l’ombrello…

Le Pagelle. La premessa è doverosa. Questa volta ho optato per una scelta di campo (cit.), quindi le pagelle saranno brevi, indolori ma un po’ irriverenti. Chiaramente non posso (perché non ricordo tutti i nomi, come sapete) inserire tutte le presenti, sia perché non le ho conosciute tutte (ho parlato soltanto con quelle che me l’hanno data – …la confidenza, maliziosi), sia perché non vorrei trovarmi i loro fidanzati sotto casa mia, lì soltanto per accompagnare la loro amata geek a scolpire nella carrozzeria della mia auto un insulto a piacimento.

La prossima volta, se volete comparire in queste fantomatiche pagelle, presentatevi stringendomi la mano o dandomi una pacca sulle spalle. Non sembra, ma io vi osservo tutte. E sono sempre più dell’opinione che siano aperitivi e cene a muovere il mondo del lavoro ed a spostare gli equilibri planetari; vi dico un segreto: secondo me gli accordi più importanti vengono sanciti davanti ad un buon bicchiere di vino.

Sara Rosso, voto 8. Intrattiene e stupisce simpaticamente chiunque, presenta la serata al microfono. Tutto questo le riesce, non solo grazie al particolare accento ed alla sua abilità organizzativa, ma anche per la capacità di reggere il vino. Se continua di questo passo, non potremo nominare il suo nickname invano.

Feba, voto 7. Sarà che c’è la destra al governo, ma con Feba si respira un’aria di sicurezza. Non parlo della sicurezza di fare centro, furbetti, ma la certezza che, dopo una serata così allegra, non si ricorderà nulla di quello che avete fatto o di cui avete parlato.

Auro, voto 6,5. Era già lì da un po’ di tempo ed è dovuta scappare via presto, ma non prima di farsi scattare un paio di foto compromettenti col sottoscritto e Suz. Pochi minuti utili quindi. Noi blogger (io, Enrico, Pietro Izzo, Andrea Beggi, Biccio, Stefigno, Napolux, ecc…) discepoli dell’eiaculazione precoce, non possiamo che apprezzare.

Marilù, voto 6. Le riconosco meriti storici: senza di lei non avrei partecipato ad almeno una delle due GGD. Non è in serata straordinaria per vari motivi, ma grazie al bicchiere di vino partecipa. Devo però ammettere che con gli stessi risultati avrei potuto farmi invitare da Mara Carfagna, peraltro dandole almeno qualcosa di significativo da mettere in curriculum.

Dafne, voto 6,5. Come Auro, rimane poco tempo, giusto per dimostrare che non tutte possono portare certe camicie. Insomma, svolge il suo dovere senza farlo pesare a nessuno. È per definizione una sketchina IKEA.

Roberta Milano, voto 6,5. Tenace, sostiene dei discorsi persino con me, promettendo di convincere Axell a rifare il Lost Camp. Conoscendola, lo metterà così sotto pressione che per lui sarà già buono non accusare attacchi di panico pensando di rifiutare il gentile suggerimento.

La Fra, voto 7,5. È meglio del famigerato scudo stellare: intercetta tutti gli abbordaggi dei pochi maschi presenti in sala utilizzando anche la tattica “foto-faccioni”, rendendoli così inoffensivi. Non mi stupirei se presto i neo-con sfilassero indossando magliette con scritto “Save La Fra”.

Lyonora, voto 7. Siamo fortunati ad avere fotografe come lei ed Auro, per esempio. In questi tempi di austerity però è una sorta di bene di lusso: se il Governo raddoppiasse l’IVA su Lyonora, invece che a SKY, capiremmo tutti quanti senza fare troppe storie.

LaLui, voto 8. Per lei ormai le GGD sono un’inezia. Durante la serata dimostra di possedere energie inesauribili: grazie a lei presto risolveremo i cosiddetti problemi delle fonti alternative.

Aligar, voto 7. Con Alice nessuna foto si crea e nessuna foto si distrugge. A lei gli scatti vengono naturali. Generosa si dimostra un’ottima compagna di scorribande.

Susan, voto 8. Inesauribile. Resiste per tutta la serata, fino in fondo. Tiene testa addirittura a più di un uomo contemporaneamente. Una forza della natura. Se fosse un maschio riceverebbe lo spam “Downsize your penis”.

Helen Goldenmarks, voto 7. A giudicare da quanti uomini conosce e con cui parla, avrebbe modo per darci dentro come una pazza, ma è chiaramente svogliata (oltre che fidanzata). A differenza di certe fidanzate però, Elena si tira indietro senza ricorrere alla vecchia storiella del mal di testa. La sua simpatia, così come il suo potenziale, è notevole, ma sorge un dubbio: senza il bicchiere di vino in mano sarebbe la stessa?

Infine, sotto il motto “Bonus amicizia”, le pagelle ai maschietti:

Suzukimaruti, voto 7,5. Mostra tutto il suo charme con le donne discorrendo e maneggiando a piacimento ogni tipo di discorso, a seconda del’interlocutrice. Passa dal discorso su noti film di letteratura pornografica come “Screw my Wife” a parlare di fisica quantistica applicata ai social networks come se niente fosse, mostrando un po’ di superiore arroganza. Questi giovani capelloni che ascoltano la musica rock dovrebbero fare la guerra per capire quando è il momento di fare davvero le fighette.
Andrea Beggi, voto 8. Nel suo ruolo è il migliore al mondo. Chissà perché tutte chiedono consulenza ad Andrea, “dall’installare antivirus” a programmare uno script che impedisca la ricrescita dei peli superflui. Per descrivere la sua superiorità sulla concorrenza, è come se Monica Lewinsky fosse stata capace di parlare agli Stati Uniti con la bocca piena.
Biccio, voto 6,5. È inutile che, donne, continuate a provarci con lui, mettendomelo in crisi. È un uomo impegnato a prescindere, non uno dei california dream men. Anche Berlusconi tolto dal suo ruolo e messo alla presidenza del consiglio farebbe dei disastri.
Marco Montemagno, voto 7. Da quando arriva, al suo obiettivo femminile della serata propone una metafora ideale degli incontri amorosi che ogni uomo vorrebbe avere con la propria donna: prima un paio d’ore a fare faville con bicchiere e/o bottiglia in mano, poi nessuna rottura di scatole fino al momento di salutarsi. Non si sa come sia andata alla fine a Marco, ma tant’è.

Colgo infine l’occasione per fare gli Auguri di Buon Anno a tutti quanti specialmente alle geek e più in generale alle donne, a cui dedico questo post ironico.
Sperando e augurandomi che nel 2009 sarete voi a cambiare un po’ il mondo o semplicemente a renderlo un posto quantomeno migliore.

[ringrazio interistiorg.org come inesauribile fonte di ispirazione per le pagelle]


A volte ritornano

novembre 18, 2007

http://www.cmostia.org/

Parlo dei neuroni di Gianfranco Fini che, ormai una volta al quinquennio, si ricorda cosa e come dovrebbe essere una vera destra (che di destra ha poco o niente) che di lavoro fa l’opposizione. E poi parliamoci chiaro, fa anche più bella figura con queste uscite.
Credo che un po’ tutti se ne siano accorti: il signore che ogni 10 minuti ripete che bisogna andare a votare è un po’ scoppiato; sarà l’età e il rincoglionimento, sarà che non sa fare politica da sempre ma vende voti e sogni italiani che tutti hanno da quando sono bambini; sarà che la tv e la pubblicità di sé stesso sui media tradizionali non funziona più bene come prima. O forse sarà che un po’ tutti quanti si sono immensamente rotti le palle delle stronzate sui milioni di persone, delle stesse frasi ripetute da 10 anni fino all’inverosimile e dei parassiti che lo circondano da sempre, facendo “sì” col testone, personaggi ancora più pericolosi dello stesso pentapartito (chiamato ora cdl) più disonesto, corrotto, autoritario ed ignorante di sempre.

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Sesso, droga, retroscena e pagelle della CenaLunga

novembre 16, 2007

Ieri si è svolta la CenaLunga, organizzata ottimamente da Giovy, che è riuscito a riunire circa 70 persone; non persone qualunque, qui si parla di blogger. È stata la mia “prima volta” ad un evento blogger-mondano, il mio “ingresso in società” (EH?!) come lo definirebbe napolux e ho conosciuto molte persone (non tutte, credo fosse impossibile). Simpaticoni, nerd e geeks, papponi, apple addicted, provoloni, donne sull’orlo di una crisi di nervi, gente che parlava in binario… Scherzo, l’unico scemo probabilmente ero io.

Non chiedetemi a chi ero seduto vicino al tavolo, i nick non li ricordo, anche se di fronte avevo Lastknight e più in generale ero al tavolo con: Napolux e consorte (:P), il mio amico Mirko, LaFra, ecc…poi certo, ho girato per i tavoli ed ho conosciuto di persona Marco, xlthlx, lalui, Andrea Beggi e tanti altri di cui ovviamente non ricordo il nome. Sì, perché io ho una malattia stranissima: non ricordo i nomi; quando mi si presenta qualcuno, nel momento in cui gli stringo la mano chissà a cosa penso e 10 millesimi di secondo dopo ho già dimenticato il nome. Dopo aver messo le mani avanti ora darò “le pagelle della CenaLunga” che saranno irriverenti, ironiche e implacabili. Ma non a tutti i presenti, anche perché non me li ricordo, come ho spiegato. Non me ne vogliate.

GIOVY, VOTO 10. L’organizzatore supremo della CenaLunga non ne ha sbagliata una, dalla location alla disposizione dei tavoli, dai badge con nickname alla visitina ad ogni tavolo manco fosse “lo sposo” che si assicura che tutto stia andando per il verso giusto. Lastknight prova a creare un po’ di scompiglio rompendo un bicchiere, ma non ce la farà. Divino.

NAPOLUX, VOTO 7,5. Con la macchina carica arriva in anticipo, fa qualche presentazione e, da chioccia, si comporta da veterano. Non fa mai mancare le sue attenzioni alla dolce consorte che non lo molla manco per fare pipì. Vigila sui commensali seduti al suo tavolo senza parlare troppo, strappa qualche foto compromettente che gli costerà caro durante le prossime “notti coniugali” e si comporta come etichetta impone in certe occasioni, sobriamente e con stile indiscusso. Professore.

LAFRA, VOTO 8,5. Candida e quasi sola nel ristretto club delle bionde della serata si siede in un angolo del mio tavolo ma…l’errore risulterà fatale. Quell’angolo infatti è troppo in vista per tutti i maschi-geek della serata (85%) che, senza ritegno, ci provano spudoratamente con tattiche vecchie come il cucco: si sporgono stupiti ed interessatissimi ad ogni cosa di cui parla lafra, anche se magari ha solo detto che “deve andare un attimo in bagno”. Finito di cenare viene costretta a “sposare” (per beneficenza verso i maschietti della serata) varie macchine fotografiche che gli ruberanno l’anima senza ritegno (visto il numero di scatti subiti e presenti su Flickr), utilizzando in ogni scatto il suo famoso “sorriso istituzionale”. Si mostra disponibile ed aperta al dialogo con tutti anche se, sporadicamente, non nasconde il suo disagio. Stoica.

MARCO ZAMPERINI, VOTO 9. Chiudete gli occhi ed immaginatevi un serio e stimato guru del web, con la variante che il funkyprofessor by night impersonifica un uragano di allegria e, insieme al cameraman David Orban, vale da solo mezzo dopo-cena. Si aggira baldanzoso maneggiando e sfiorando con savoir-faire il suo figlioletto iphone che mostra, orgoglioso, un po’ a tutti; l’unico errore della serata infatti è quello di darlo in mano a certe persone che, senza pietà, lo deflorano felici. Iradiddìo.

NINNA, VOTO 7+. Accoglie i veterani con affetto, come solo lei sa fare. Ogni tanto compare dal nulla con la sua immensa macchina fotografica, dotata di obbiettivo che ti scoverebbe anche attraverso le pareti; è lei il collante che tiene unito un estremo e l’altro del tavolo dei big. Spesso gira per i tavoli silenziosa, controllando che tutto vada per il verso giusto. Materna.

ANDREA BEGGI, VOTO 6-. Da uno come lui ci si aspetta di più, invece la forma non era quella dei giorni migliori. Si intrattiene in discussioni impegnative che lo vedono coinvolto emotivamente. In linea di massima si mantiene tra le righe e partecipa attivamente alla serata, evitando però di salire alla ribalta al centro della scena. Trattenuto.

LASTKNIGHT, VOTO 6,5. È lui l’eletto che parla e vede in binario ed è forse per questo che distrugge un bicchiere: ancora non controlla appieno i suoi poteri. Oltre al bianrio ha la capacità di parlare in linguaggio php, java, C++, Perl, Python e Ruby ma noi blogger umani possiamo facilmente comprenderlo mentre parla, non perché siamo ingegneri informatici ma perché Matteo li compila e li interpreta, per noi, mentre discorre del più e del meno. Con uno scatto felino poi riesce a catturare

MS. ADVENTURES IN ITALY, VOTO 8. Affianca LaFra in molte foto della serata e come lei sostiene svariati discorsi di cui non ricorderà nulla. Gira per i tavoli a regalare moo-card, mettendoci la faccia; nonostante essersi sentita chiedere 50 volte “ehi ma che ci fai in Italia?” non perde mai la pazienza e risponde, garbatamente, col suo accento americano. Promette la California un po’ a tutti ma poi non manterrà la parola. Illusionista.

ALBERTO, VOTO 6/7. Professionale ed educato, presenta prima il suo blog, poi la sua macchina fotografica e infine sé stesso. Le foto scattate sono poche ma di ottima fattura perché lui non spreca nemmeno uno scatto e a chi gli suggerisce che la macchina digitale serve proprio a scattare foto in grande quantità per poi divertirsi ad eliminarle lui risponde con un flash che ti soprende da sotto il tavolo, quando meno te l’aspetti. Accecante.

XLTHLX VOTO 7-. Dopo essersi presentata prova a sollevare un polverone con il sottoscritto, cercando di intavolare un discorso con punti di vista diversi come uso e consuetudine impone nei commenti al blogaprogetto. Alla fine sorvola, accettando di suggellare la pace con una foto chiarificatrice. Sicurezza.

DAVID ORBAN, VOTO 8+. Il cameraman della serata che, in coppia con Marzo Zamperini, gira un cortometraggio in stile horror che manco Dario Argento riuscirebbe a guardare; la colpa non è sua, ma dei soggetti che, sollecitati con frasi tipo “fai la faccia da blogger” o “rappresenta, con un’espressione il tuo blog”, fanno a gara a chi fa la faccia più brutta e scema (e anche qui probabilmente vincerò io). È anche grazie a lui che la serata ha vissuto un po’ di animazione travestita da backstage. Orwelliano.

JTHEO, VOTO 6. Seduto al tavolo dei big (inteso come “falsi magri” ovviamente :P), difficilmente si schioda, se non per posare per la stampa. Durante la serata fa il suo dovere, salutando, sorridendo, chiacchierando e bevendo senza ritegno, non di più. Alla fine, ai saluti, mi evita una figuraccia: alla mia domanda “chi sei?”, risponde sorridendo mostrando il cartellino. Scolastico.

DELYMITH, VOTO 6/7. Si presenta con un cappottone in stile matrix ma riadattato agli usi odierni. Sciagurata, abbassa il suo firewall per un istante e, subito, subisce un attacco ddos al cuore del suo OS, che alza bandiera bianca. Per difendersi ed eliminare gli spyware, i malware, i virus e i trojan che l’hanno infettata fa ricorso ad una pietanza particolare, rotonda ed al formaggio. Nel complesso riesce a cavarsela in tutti i discorsi della serata, mostrando sicurezza ed esperienza. Rodata.

SONOUNPRECARIO, VOTO 4. Alla sua prima apparizione, stecca. Lui ci prova sempre a risollevare le sorti della serata, infilandosi qua e la e provocando un po’ di scompiglio a destra e a manca. Si sa, sta studiando da provetto Marco Zamperini ma la strada è ancora lunga ed impervia; purtroppo per lui nelle poche foto in cui compare mostra decisamente sintomi di schizofrenìa che sicuramente comprometteranno la sua discussa e povera reputazione. Dopo aver compreso che era meglio starsene buoni, si pappa la sua pizza, mezza di quella di Alessandro e un po’ di pollo e verdure dal piatto di Mirko. Fuso.

MOGLI DEI BIG, VOTO 5,5. Si appartano e si acquattano in un angolino del tavolo di quelli dei “piani alti” e fanno comunella. Sicuramente ciciarano e spettegolano sui presenti, stando buone buone e non intromettendosi praticamente mai nei discorsoni sui massimi sistemi dei blogger (cioé sesso, droga e donne di malaffare) ma limitandosi a osservare distaccate, sicure di avere in pugno i mariti: sono infatti loro a decidere i link del loro blogroll. Borderline.

CODA LUNGA, VOTO 2-. Alla fine di sta coda lunga, diciamolo, non fregava niente a nessuno. Per parlare della Long Tail infatti ci sarà spazio sui blog. La conferenza è stata soltanto la scusa per organizzare un evento mondano in cui fare un po’ di caciara. Alla cena nessuno ha parlato della conferenza ma anzi, hanno tutti magnato, bevuto e, qualcuno, ruttato. E molti, in preda forse ai fumi dell’alcol, non sapevano manco cosa fosse, chiedendosi subito dopo “ehi ma che cavolo ci faccio qui, chi sei tu, chi sono io?”. Snobbata.

Vi chiamero al più presto, uno a uno facendo l’appello, per segnare i voti sul registro e sul vostro libretto. Per le contestazioni sui voti si prega di fare riferimento ai commenti.
Grazie per la collaborazione.

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