Una pioggia di pingback spazzerà via blogbabel 1.0?

ottobre 22, 2007

//www.nerobifamiliare.it/

Roc this party. Da qualche giorno nella blogosfera non si parla d’altro: la proposta di riforma dell’editoria in Rete. Il polverone sollevato su Internet è servito a portare all’occhio della politica il fatto che forse questo provvedimento, prima di passare, andava scritto e letto con maggiore attenzione (da parte di chi l’ha concepito, cioé un incapace che probabilmente usa Internet soltanto per controllare la casella email, insieme a chi non l’ha verificato ovviamennte), ed ora che anche Gentiloni sembra svegliarsi ed informarsi meglio sulla questione (ovviamente sempre dopo, mai una volta che si capisca prima l’errore), la maggior parte dei blogger italiani non vuole più fermare la voglia di premere ripetutamente la combinazione di tasti Ctrl+C e Ctrl+V.

Piove, governo ladro. Forse qualche simpatico lettore del mio blog l’avrà notato: negli ultimi giorni, tra i commenti al mio Post intitolato “La Cina è più vicina” (titolo tra l’altro copiato un giorno dopo dal blog di Beppe Grillo – mi piace pensare che i collaboratori di Beppe Grillo che scrivono per lui e scannerizzano la Rete prendano spunto dai blog italiani, nonostante continuino imperterrito ad ignorare la benché minima partecipazione ad una qualsiasi dinamica interna della blogosfera) è giunta una colossale pioggia, anzi una devastante grandinata di pingback. Incuriosito, vado a vedere qualche link pensando “cavolo sonounprecario, allora qualcuno ti legge e ha piacere a linkarti e condividere alcuni tuoi pensieri”. Stocazzo.

Niente spunti di riflessione ma solo beelate. In ognuno di questi singoli blog che mi hanno linkato è infatti presente una lista della spesa pressoché infinita di altri blog che parlano dell’argomento Roc. Questo elenco è semplicemente una carovana di link che secondo me seguono il ragionamento:

“linkami_tu_che_ti_linko_io,_così_ci_linkiamo_felici_e_saliamo
_in_classifica,_ma_se_me_lo_chiedi_in_realtà_lo_faccio_perché
_almeno_se_ne_parla_e_l’attenzione_al_problema_rimane_elevata,
ho_la_coscienza_pulita_e_ho_contribuito_anche_io_a_rendere_la
_blogosfera_un_pianeta_migliore.html.

Anche il ragionamento è sottoforma di link, metti che qualcuno lo cerca come tag e arriva a visitarmi. In merito a questo pensiero ne parlavo ieri su twitter con catepol che mi ha spiegato il suo punto di vista. Poi è anche arrivato il post di suzukimaruti, che condivido ma non sottoscrivo quando difende Gentiloni: troppo comodo ritirare la proposta dopo, sempre dopo, senza prima ascoltare o affidandosi a chissà chi. Anche perché poi i pagliacci della destra vengono fuori con articoli del genere (notare la foto di Beppe Grillo in primo piano, ormai preso come esempio di tutti i blogger nazionali, dio solo sa che malintesi riusciamo a creare).

Under my umbrella. Qual è il meccanismo? Scrivo due righe in croce sull’argomento, spiegando il teorico punto di vista di tutti adattato al mio e successivamente “riporto l’elenco dei blog che parlano dell’argomento”: una sfilza di roba che mai nessuno cliccherà o leggerà ma che invece blogbabel – eccome – somatizzerà sottoforma di posizioni in classifica. “Ma lasciami stare, lo faccio perché lo fanno tutti in questi giorni e…vuoi che io non mi senta parte della blogosfera o mi comporti diversamente da quelli dei piani alti?”. Sia mai.
In merito a questo argomento cade più che a fagiuolo l’ottimo post di Giuseppe Granieri, segnalato nei miei del.icio.us link, in cui GG parla del cosiddetto “effetto blogbabel” che presto sarà inserito nella famosa Enciclopedia Treccani, anche sotto la voce gregge. L’effetto della diffusione inconscia di un certo modello di comportamento da parte dei primi nella classifica però non sembra colpire così poca gente come spiegava GG; è vero sì che la Rete e «le conversazioni sono orizzontali, paritetiche e reticolari, e non è che se parla il quinto in classifica ha più autorevolezza del trentesimo», che «l’autorevolezza e’ qualcosa che prescinde dalla classifica», ma così non sembra avvenire nella realtà, perlomeno in quella italiana. Questo perché un po’ tutti quanti si sforzano, anche senza volerlo (atteggiamento più comune a quelli dei piani bassi della piramide, per rimanere in tema GG), a prendere come riferimento i primi della classifica, a dare più importanza a certi nodi della Rete più che ad altri, perché se lo pensa qualcuno dei piani alti per forza è giusto ed anche io devo ripeterlo, altrimenti sono tagliato fuori dalla loggia massonica B2.0; è un po’ come accade con la tv, sembra che tentiamo di trasferire le dinamiche reali nella Rete pur sempre virtuale, senza ricordarsi che coi media tradizionali manteniamo una certa distanza, il rapporto è univoco (la tv parla mentre tu vomiti e non puoi replicare), mentre su Internet in teoria siamo tutti sdraiati, in orizzontale, chi più chi meno, chi travestito da nodo smistatore di contenuti più grande, chi da opinion leader, ecc… Quale sarà l’ombrello che ci riparerà da queste inutili e infantili piogge di link aumenta-statistiche? Un nuovo blogbabel?

Variazioni nelle prossime 24 ore. Non so se oggi o domani, meccanismi tristi come questi spazzeranno via le dinamiche odierne della blogosfera italiana, smantellando in varie parti servizi come BlogBabel e rivoluzionando un po’ il nostro modo di bloggare. Sperando che invece non nascano servizi per misurare anche le statistiche dei social-media (del tipo “vediamo chi ha più friends o followers”, ecc…). Insomma, non mi stupirei se anche questo post venisse ri-linkato da tutto il marasma blogosferico solo perché ho ri-citato la questione Roc. Sarebbe la prova che non abbiamo ancora capito un bel niente di blog.

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