Condanne inferme

maggio 29, 2008

Sembra che il cosiddetto uomo a volto scoperto protagonista delle vicende nel quartiere del Pigneto non fosse un nazista come avevano raccontato nelle cronache. Una cosa è certa però, rileggendo tutta la storia: qualcosa non quadra, specialmente nel racconto del giustiziere di quartiere.

Ieri invece persino Kledi, il noto ballerino, è stato vittima di un’aggressione razzista. E’ sintomatico che gran parte di questi episodi stiano accadendo a Roma e dintorni e fa specie la risposta default di Alemanno: «esprimo la più ferma condanna per questo nuovo grave episodio di intolleranza e la mia piena solidarietá a un artista che arricchisce e rende onore alla nostra città». Insomma una frase del genere detta da uno che porta al collo la croce celtica è particolarmente pittoresca.

Mi chiedevo quindi per quanto. Per quanto ancora dovremo andare avanti a sentire le stesse dichiarazioni ripetute in ogni occasione dal politico di turno, prima che qualcuno decida davvero di muovere un dito ed affrontare un problema che con questa destra è diventato qualcosa di cui dobbiamo vergognarci. Tutti.

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Il paese dello squadrismo e del manganello

maggio 25, 2008

Non so cosa stia accadendo in Italia da quando si è insediato il nuovo governo, ma la situazione è alquanto allarmante. Rimango infatti allibito dagli ultimi innumerevoli fatti di cronaca che non scompongono più di tanto né l’opinione pubblica né i vari giornalisti o cosiddetti opinion leader italioti, che raccontano questi episodi come se facessero parte di una normalità già di per sé alterata.

Nell’ordine: un immigrato è morto nel nuovo cpt di Torino, perché malato non ha ricevuto nessun tipo di cura, se non una superficiale visita; i compagni di cella si lamentano ora delle condizioni disumane di questi centri; i napoletani che hanno protestato sono stati semplicemente manganellati, così si risolvono i problemi, in stile G8 Genova (donne e anziani menati gratuitamente); nel quartiere di Pigneto a Roma un extracomunitario del Bangladesh invece, gestore di un bar, è stato pestato con delle assi di legno da gente a volto coperto, dopo che queste simpatiche persone hanno devastato altri 3 negozi; al giovane conduttore del portale DeeGay.it infine hanno sbattuto la testa contro il muro minacciandolo di non occuparsi più di diritti per gli omosessuali.

Senza dimenticare il disumano episodio di Verona in cui è morto un giovane: per il presidente della Camera, improvvisamente diventato ebreo, è più grave bruciare una bandiera infatti.
E’ triste constatare che certi personaggi o certi usi che speravo fossero spariti col Ventennio, siano invece ancora in voga e non suscitino nanche un minimo sdegno da parte dell’opinione pubblica.

Così parlava Indro Montanelli:

«Sì, gli italiani non sanno andare a destra senza manganello. Non amano la destra seria e non l’hanno mai amata, prima e dopo il fascismo. Pensa alla grande destra risorgimentale, ai Sella, agli Spaventa… E pensa alla parabola di De Gasperi. No, la destra liberale in Italia è stata sempre impopolare, una minoranza odiata e derisa. Gli andava bene Mussolini e gli va bene Berlusconi. Che cos’hanno Berlusconi e i suoi alleati in comune con la destra liberale, legalitaria? Nulla… La destra è incompatibile con il «parabolismo», la ciarlataneria e Berlusconi è un parabolano, un grande ciarlatano… La capacità di menzogna di Berlusconi è quasi commovente. Perché il primo a credere alle sue menzogne è lui…».


Non ci sono più le nuove stagioni

aprile 29, 2008

Da Repubblica.it

Il distacco non è mai stato così ampio. Percentuali e voti a parte, che pure hanno pesato, il distacco incredibile emerso tra i dirigenti e i candidati del pd e la gente, le persone e tutto il resto è a livelli d’emergenza.

Insomma, ieri si sono giocati anche Roma, complici anche il quasi 10% di elettori in meno che ha votato; e difficilmente a sinistra arriveranno a capire il motivo per cui, da un 5% in più di Rutelli, in poco più di due settimane si è passati a circa il 7% in più di Alemanno. Tradotto in numeri, vuol dire che da 83.776 voti in più di Rutelli, si è passati a circa 116.000 voti in più di Alemanno, mentre Rutelli ne ha persi quasi 85.000. Senza contare il fatto che circa 60.000 elettori hanno votato Zingaretti alla provincia ma Alemanno al comune.

Uno si chiede quindi come sia possibile che gente che due settimane prima ha votato una persona, possa cambiare idea così in fretta, ma a questo punto rifletterei anche sul senso di ricandidare uno come Rutelli, bollito, tranvato, fuori da tempo da ogni tipo di logica politica: l’idea era quella del contentino col ritorno all’incarico di un tempo, visto che ormai la strada in politica era chiusa da tempo. Che poi è lo stesso ragionamento che mi porta a definire come errori le candidature di personaggi come la Binetti (anche se il fatto che Rutelli non abbia intercettato i voti cattolici la indebolisce ulteriormente), Colaninno figlio, la Finocchiaro in Sicilia al posto della Borsellino, ecc…; una babele di errori tattici, prima che tecnici, che dimostrano in modo netto la scarsa capacità di analisi e lungimiranza di gran parte della classe dirigente del PD. Che tradotto in parole povere vuol dire: la nuova sinistra – che della sinistra storica ha ben poco – dista “una cinzia” dalla gggénnte, mentre la destra ne cavalca bellamente le paure, gli istinti, ecc… Che non vuol dire che la capisce, anzi.

Veltroni ora avrà il suo bel da fare, perché c’è da mettere in discussione tante di quelle cose nel partito da provocare un cataclisma. A mio modesto parere, molti esponenti del partito andrebbero cancellati, per non dire che in alcuni casi i vertici andrebbero azzerati. Vogliamo gente nuova? Vogliamo davvero costruire un partito moderno, laico e che dia un preciso segnale? Ecco, cominciamo a metterci le facce giuste allora, che ora ci aspetteranno 5 anni terribili.

Avrei voluto scriverlo prima in un post apposito, ma ho notato in queste settimane come i media, Mediaset in testa, abbiano dato uno spazio ampissimo ai crimini, alle violenze, ecc…commessi da persone straniere nel nostro paese. Come se di colpo, dall’oggi al domani, sia scattata una molla assassina nei non-italiani. Ho pensato quindi che volessero prepararci ai primi decreti leghisti-razzisti, ho pensato che dovevamo predisporci ad una nuova Bossi-Fini, ma poi ho capito che c’era ancora Roma in ballo; casualmente molti fatti di cronaca menzionati avvenivano proprio li e il risultato è stato questo: Alemanno vince con la croce celtica al collo.

Che se poi vai a vedere bene, purtroppo rapine, stupri e violenze varie accadono tutti i giorni e in linea coi dati degli ultimi anni. Ma la tattica si sa, funziona, eccome: se tutti ne parlano e se i media fanno passare una cosa come pura fobia, allora per forza il problema deve esistere e questi immigrati “di merda” devono tornarsene a casa a “calci in culo”. Quando avremo cacciato gli immigrati e tutti i piccoli imprenditori che vivono di nero e lavoratori stranieri sottopagati andranno in crisi perché non ci saranno più italiani disposti a fare certi lavori, con chi ce la prenderemo? I comunisti non ci sono più.

Nonostante il “protezionismo giornalistico” (o, se preferite, autarchia dei media, oggi sono in vena di inventare definizioni nuove) messo in atto già da qualche tempo, che impedisce alle tv di spiegare realmente le opinioni dei paesi esteri sul terremoto che sta scardinando l’Italia ad esempio, noi che siamo tecnologici e 2.0 ci accorgiamo di tante cose. E leggiamo il NY Times, l’Economist, guardiamo le prime pagine dei quotidiani stranieri…e cosa troviamo? Articoli che parlano di vittorie dei “neo-fascisti” per esempio (mi sto sforzando di non menzionare le valanghe di critiche che quotidianamente ci pervengono a causa di Berlusconi).

Va bene che Roma voleva provare il brivido del fascio, ma non diamo una bella immagine mostrando in tv bandiere con croci celtiche, gente che fa il saluto romano senza aver testato sulla pelle il ventennio, proprio nei giorni in cui si festeggia la liberazione per cui i nostri nonni hanno dato la vita. Ma che segnale diamo, che esempio diamo? Che paese siamo diventati? Incivili fino in fondo da qualche anno a questa parte, in qualsiasi parte d’Italia e in svariati comportamenti.

E ancora, qualcuno sa spiegarmi cosa diavolo vuol dire festeggiare in giro per strada, nelle piazze, manco avessimo rivinto i mondiali? Cioé cosa c’è da festeggiare?! Un bel niente ecco. Un altro elemento ereditato da questa popolazione diventata pubblico, nell’ennesima evoluzione: non più sudditi, ma pubblico pagante e spettatore di una realtà alterata dai media. Italiani che per una cavolo di ripresa televisiva fanno un saluto romano, che in gruppo ci si sente forti, italiani che per una foto da mettere come avatar da mostrare agli amici prendono la macchina e strombazzano il clacson con le bandiere, italiani fieri di essere italiani per non si sa quali motivi, che fino a ieri tragedia, stavano male, mentre oggi evviva, è cambiato il mondo.

Sarà che provavo fascino per personaggi come Kierkegaard (discorso sulla fede a parte), sarà che di base sono alquanto pessimista nella visione della realtà, sarà che quando ha vinto Berlusconi ha piovuto per giorni e da ieri che ha vinto Alemanno nella capitale, ha ricominciato a piovere.

Insomma non ho molta fiducia nel futuro. Anche se “non può piovere per sempre…”


I veri lupi siamo noi?

novembre 2, 2007

«Chi non rimane sconvolto, addolorato, sdegnato venendo a conoscere ciò che il giovane romeno ha fatto alla povera Giovanna Reggiani? Al di là dell’emozione bisogna però usare la ragione» aveva commentato il sacerdote. L’associazione Papa Giovanni XXIII opera in Romania da una decina d’anni. «I funzionari della polizia romena con i quali collaboriamo nel rimpatrio delle giovani romene da noi liberate (nel 2006 ne abbiamo riportate in patria 60) ci dicono: “i lupi feroci siete voi italiani. Voi oggi in Italia sbranate più di 30.000 ragazze romene, metà sono bambine. Siete voi che foraggiate, mantenete i criminali romeni che le sfruttano e le tengono schiave con almeno duecento milioni di euro all’anno di guadagno. Sono i vostri maschi italiani che pagano i delinquenti romeni. Noi dobbiamo chiedere perdono alla signora barbaramente massacrata. Ma voi dovreste stare in ginocchio tutto l’anno perché massacrate le nostre bambine. Siete voi italiani delinquenti che chiamate i nostri delinquenti romeni, e i vostri delinquenti sono molto, ma molto di più dei nostri“».

Hanno ragione, ma sinceramente, trovare le parole per un argomento così delicato è molto difficile. È comodo ora far votare un decreto elettoralissimo per espellere un bel po’ di persone; è comodo perché le cose vengono sempre fatte tardi, troppo tardi, costantemente dopo che accade qualche tragedia.

A cosa è servito portare in tv molte prostitute dell’est, anche giovanissime se non bambine, a raccontare gli orrori che erano costrette a subire?

Donne, siete voi che dovete ribellarvi: che cosa diavolo state aspettando? Che la società maschilista che criticate si muova per voi?

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