Mastellagate

gennaio 16, 2008

//www.repubblica.it/2006/07/sezioni/cronaca/moglie-mastella/moglie-mastella/

In questo momento mi viene fin troppo facile sparare sulla croce rossa: è scoppiato il Mastellagate.

Noto con piacere come la fiducia nella magistratura sia misteriosamente scomparsa; ora al suo posto viene utilizzata la “caccia all’uomo”, variante della tattica “toghe rosse” istituita dal gran maestro Silvio. Nel frattempo, l’Udeur cade in pezzi con altri 23 arresti e insieme a lui altri cocci di questo paese che da anni sta offrendo al mondo uno spettacolo indecente, non più degno nemmeno di noi italiani.

Continuiamo ad incazzarci tra noi, ma alla fine rimaniamo dietro uno schermo, sia esso del pc, di un televisore o di una telecamera. Perché la casta si mostra forte in questi momenti, autoproteggendosi, uscendosene con “il coro unanime (per usare una frase che pronunceranno centinaia di volte in questi giorni i nostri giornalisti) della solidarietà a Mastella ma non con il supporto alla magistratura. Vergognose qui le frasi sputate dai vari esponenti; vedremo anche Veltroni quanti “ma anche” saprà offrirci (dall’alto dello schifo politico in cui si è trasformato). E poi ancora, Berlusconi, Cicchitto, Casini, tutti li a dare addosso a chi osa intromettersi nei loro loschi affari; per loro nessuno ha il diritto di sapere quello di cui realmente si occupano. Come nessuno spiegherà perché la moglie di Mastella ed altri sono stati arrestati, ma tutti grideranno allo scandalo, alla minaccia per la “democrazia”.

Quand’è che ci sveglieremo uniti, italiani? Abbiamo per forza bisogno di uno in piedi su un balcone? Comunque non preoccupiamoci più di tanto, ci penserà la fuffesca notizia del papa in visita alla Sapienza a farci superare anche questa, evento che (lo ricordo) non è stato ripreso da alcun quotidiano straniero per esempio.
Così è se vi pare, ma anche se non vi pare.


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