Le uscite di sicurezza sono lì, lì e là

agosto 27, 2008

Prendere un aereo ricevendo qualche ora prima la notizia del disastro Spanair di Madrid non è così simpatico come sembra. A parte il ragionamento comune del “tanto è appena successo, mica può capitare un altro disastro in così poco tempo!”, si sta profilando un triste presente e un funesto futuro per chi sperava di viaggiare per il mondo con pochi euro in tasca.

Mettiamola così: il motivo ufficiale è quello dell’aumento esponenziale del costo dei carburanti, che in primis sta colpendo tutte le compagnie low-cost nate negli ultimi anni. In realtà poi bisognerebbe anche andare a vedere come sono state gestite molte compagnie, lo stato pietoso in cui versano innumerevoli velivoli (piuttosto che dissanguarsi in continue manutenzioni, forse è meglio cambiarli quei tupolev anni ’70… A meno che siete una di quelle persone che pensano che con un po’ di aspirina si cura tutto) e i giochini, gli accordi e chissà quante tangenti che vengono costantemente attuati in ogni aeroporto tra compagnie, operatori del settore, società gestori di questo o quel servizio e così via: Alitalia è solo il caso più eclatante e dissennato di questa tendenza.

Alitalia, non solo musica italiana
Per una volta, tralasciamo il monotono (!) caso italiano, inutile incavolarsi, tanto stiamo continuando a pagarla da decenni, anche se da almeno dieci anni è fallita. Prendiamo la tragedia Spanair di Madrid: un articolo su Repubblica spiega come la compagnia fosse in gravi difficoltà economiche già da qualche tempo; ritardi, imponenti tagli di personale, continui problemi tecnici sugli aerei sono solo alcune delle problematiche sorte. E quindi, se proprio dobbiamo fare dei tagli, che spese eliminiamo? Ma certo, quelle di manutenzione dei velivoli. Al massimo morirà qualche centinaio di persone.

It’s raining plane
Poi arrivano i giornalisti, che di colpo si accorgono che da decenni gli aerei in volo sono gli stessi, che i voli sono in costante ritardo cosmico causato da continue riparazioni, che spesso ci sono atterraggi di emergenza, come se improvvisamente, dal 20 agosto, tutte le compagnie facessero di colpo cagare. Volete una prova? In nemmeno 7 giorni abbiamo avuto questo, questo, questo, questo, questo e quest’altro caso di incidenti o disguidi a qualche aereo segnalati dai media.

Maledetto sia il prezzo al barile
Va bene, siamo in estate, ci sono più voli e più persone prendono un aereo, ma davvero credete che negli altri mesi dell’anno queste cose non capitino? Che non ci siano atterraggi d’emergenza?
Il classico esempio è quello dei pitbull: qualche estate fa sembrava che di colpo tutti i pitbull azzannassero chiunque indiscriminatamente… Ora, pensate seriamente che i cani (o i pitbull in questo caso) abbiano smesso di mordere? No, certo. Però non fa più notizia, come direbbe Fabrizio Ravanelli.

Hostess, c’è un finestrino aperto…
Sarebbe quindi più interessante se i giornalisti spiegassero e indagassero sul vero stato delle compagnie aeree e su come operano molte di esse. Perché la Spanair non è una compagnia low-cost, eppure… Dovrebbero raccontarci più spesso delle pressioni subite da piloti, hostess e steward per volare lo stesso con alcuni velivoli ai limiti della praticabilità e magari potrebbero fare pressione sui legislatori affinché creino nuovi obblighi sulla sicurezza: non sono un esperto del campo, per carità, ma per esempio si potrebbe dare un limite d’età a certi modelli di velivoli, o tranquillizzare i passeggeri a bordo con maggiori informazioni, magari più utili delle uscite di sicurezza.

L’aereo più pazzo del mondo
Perché tanto, se un aereo viene giù da 5 o 8 mila metri che siano, dell’uscita di sicurezza, della mascherina dell’ossigeno e del salvagente non ce ne facciamo un bel niente. E’ ora che qualcuno cominci a farlo presente. Così forse, dopo ogni atterraggio, tutti i tamarri di turno la smetteranno di applaudire, pratica fastidiosissima (e tutta italiana) che non concepisco; voi applaudite quando l’autista del pullman vi porta alla fermata? No di certo, porco cane. Ditelo che fate clap-clap perché avete strizza e vi liberate di un peso: vi ho scoperto.

Raddrizzare lo schienale, la chiave della salvezza.
Mi chiedo anche – da profano visto che non sono ingegnere – se sia possibile che nel 2008 non esista alcun tipo di ricerca per quanto riguarda la sicurezza degli aerei e dei passeggeri, e che le uniche misure in caso di emergenza siano una mascherina, un salvagente e delle belle hostess vestite bene. No, ovviamente ci saranno sì tanti tecnici che ricercano, ma se gli aerei che prendiamo sono di 10-15 anni fa (quando va bene), capiamo bene che è un cane che si morde la coda.

Le consiglio un buon Boeing 747 invecchiato 25 anni.
Ad esempio, io non sapevo che “gli aerei di linea causa la tecnologia applicata sono molto costosi e spesso vengono utilizzati in leasing con una scadenza nel lungo termine (dai 20 ai 40 anni): una volta scaduto il termine quasi nessuno torna in servizio perché nel frattempo, grazie al progresso tecnologico, i nuovi aerei prodotti sono più economici nelle ordinarie operazioni di manutenzione rispetto a quelli più vecchi. Molti degli aerei che non vengono più utilizzati sono depositati nel Deserto del Mojave, negli Stati Uniti d’America”. Una mega discarica di aerei presi in leasing dai 20 ai 40 anni. Se siete fortunati quindi l’aereo con cui siete andati in vacanza aveva 20 anni e i film che proiettavano a bordo erano Yuppies e Yuppies 2.

Take my breath away
Non lo so, età dell’aeroplano a parte, studiate una fusoliera che si sgancia e che espelle, ad una certa altezza, i passeggeri con file munite di paracadute. Uso la fantasia e sparo a caso, ispirandomi un po’ a Top Gun. Ma nel 2008 ci saranno altre strade da seguire, senza dubbio.
Senza contare che molto presto non ci sarà più carburante anche per gli aerei: è possibile farli ad energia solare visto che volano più vicini al Sole? Capite, sono solo supposizioni, domande o giù di li, ma qui si tratta di cambiare il mondo non solo per quanto riguarda l’energia che arriva nelle nostre case e via dicendo. Ci sono altre migliaia di applicazioni.

Certo, se prende fuoco l’aereo non c’è scampo. Ma preferisco giocarmela in altri modi un po’ più creativi piuttosto che aspettare la morte con la cintura di sicurezza allacciata e il sacchetto del vomito in mano.

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…Non ha visto la luce

agosto 25, 2008

Aveva ragione Enrico: ora toccherà riprenderci anche le città, civilmente, armati di fotocamere e videofonini, sperando che serva a qualcosa, un po’ come ogni tanto accade negli Usa.
Per farla breve, a Termoli, un giovane e pericolosissimo ambulante extracomunitario armato di un po’ di merce contraffata è stato aggredito, tenuto per il collo e trascinato sull’asfalto, lungo il corso della città da tre vigili urbani.

È però accaduto che diversi cittadini testimoni dell’accaduto non solo hanno fotografato la scena con i telefonini, ma sono intervenuti in soccorso del giovane straniero, affrontando le forze dell’ordine. Finalmente qualche giornalista si decide a dare risalto a qualche manifestazione di civiltà, caratteristica sconosciuta ai coraggiosissimi tutori dell’ordine, che in genere in 3, caricano e portano via vucumprà, manco fossero i peggiori criminali. Facile, vero? Voi sì che siete dei duri.

Il responsabile della polizia municipale Rocco Giacintucci, replica: “Non so nulla, ero in ferie. Sto apprendendo ora quanto è successo. Una cosa però è certa: se i vigili hanno agito in quel modo è perché evidentemente c’è stata una reazione spropositata del giovane. Le regole in qualche modo le dobbiamo fare rispettare. Capisco che certe scene possono apparire più o meno cruente, ma dipende dalla reazione del soggetto”.

Ecco appunto; il responsabile della polizia municipale era in ferie, non ne sa niente, però dà per scontato che la reazione del soggetto sia stata spropositata e violenta: strano che non fosse felice di farsi trascinare per il collo in un baule per poi farsi portare in commissariato.

Purtroppo dovremo abituarci a queste tristi scene: le forze dell’ordine si sentiranno sempre più in dovere di menare le mani o utilizzare le maniere forti.
Il pericolo più grave per l’ordine pubblico infatti sono i venditori di merce taroccata extracomunitari. Sia mai che a qualche cittadino che non si trovi in una zona illuminata venga rivolta la parola per fargli comprare un braccialetto di stoffa…
E luce fu.


Mezzi di confusione di massa in un paese costituito da una massa confusa da mezzi-termini

agosto 24, 2008

Encefalogramma piatto

E rieccomi, al ritorno in Padania, dopo due tranquille settimane di vacanza: purtroppo bisogna pur ricominciare prima o poi.
Sono solo tre giorni che respiro aria di casa, ma già mi sono sufficienti: ho ritrovato un paese strano, rendendomi conto una volta in più di quanto sia diverso da ogni altra nazione civile e moderna.

Non mi sono perso molto: sembra infatti che Berlusconi abbia definitivamente liberato Napoli da rifiuti, camorra e extracomunitari vari. Sorrido al pensiero che qualcuno possa crederci.
Poi scopro l’esistenza di un concorso per dementi, che chiede di inviare le migliori vignette anti-Brunetta: basterebbe semplicemente inviare una sua foto e pronunciare il nome del ministro per vincere a mani basse.

Per ora mi fermo qua, anche se ci sarebbero decine di altri eventi di cui parlare. Che i personaggi di questo governo fossero vendicativi, non molto furbi e megalomani lo sapevamo, che i loro elettori fossero più stolti di loro anche, quindi tutto normale.

Vorrei quindi commentare un post di Luca De Biase, sempre piacevolissimo da leggere:

Immigrazione, sicurezza, fannulloni, morti bianche, assassini, corruzione, morti per incidenti stradali. Le storie giornalistiche più chiare vengono messe in discussione da frasi di qualcuno che provoca artatamente confusione.
Ogni pregiudizio viene abbattuto dai dati. Ma ogni dato viene abbattuto da un pregiudizio.
Le notizie che abbiamo sui fatti che accadono sono frutto di una quantità di condizioni: le fonti e i documenti che li attestano, la capacità di trovarli, la comprensione dei documenti da parte di chi li trova, il modo di raccontarli, il contenitore nel quale vengono raccontati, il modo in cui sono interpretati e collegati ad altri fatti… E molto altro. Non è facile lavorare sui dati e sui fatti. Ci vuole pazienza e dedizione. Lavorare con i pregiudizi invece è facile, supposto che si abbia una disponibilità di mezzi di comunicazione di massa sufficienti a costruire quei pregiudizi e a convincerne la popolazione.

Che l’elettore destrorso fosse poco scolarizzato, poco interessato alla politica se non alle elezioni politiche, gran degustatore di televisione e via dicendo, lo sapevamo; da qui è facile dedurre quindi che cavalcare le paure più recondite ed elementari, come se si avesse a che fare con dei bambini, è un gioco che questo governo continuerà ad attuare fino a fine legislatura.

Una cosa che però non arrivavo ancora a concepire era la necessità di governare con l’esercito in strada, stile regime sudamericano. E invece…

I casi che mostrano questo genere di fenomeno si moltiplicano e la confusione aumenta. Si induce paura per la sicurezza collegandola all’immigrazione, ma si osserva che in realtà in Italia si muore di più sul lavoro che per assassinio: i dati vengono contestati (vedi Repubblica). Si mette paura agli statali fannulloni e i dati di assenteismo crollano, ma l’interpretazione dei dati viene contestata. Il Financial Times osserva che gli italiani si preoccupano di più della sicurezza (anche se il loro è un paese tra i più sicuri d’Europa), e non della corruzione (anche se sono il paese più corrotto d’Europa (dopo la Grecia): Paferro lo nota e nasce una discussione tra le migliori degli ultimi tempi. Del resto, non c’è sentenza, processo, fatto giuridico che non venga contestato come se fosse non un fatto ma un’opinione…

Capito? I confusionari leghisti, i non coerenti elettori del popolo delle libertà, dei non-moderati intolleranti di tutto che fanno tutto il contrario di tutto, la cosiddetta “maggioranza degli italiani” (che poi non è, basta un ragionamento logico) si incazza a sentir parlare di sicurezza, poi però non sa che vive in un paese sicuro, ma pericoloso perché la corruzione è dilagante.

Niente cause o conseguenze pensate, solo luoghi comuni a posteriori: negri, extracomunitari, zingari, rom, terroni, statali, mezze stagioni, comunisti e chi più ne ha, più ne metta. E gli italiani sono contenti che qualcuno gli trovi qualche capro espiatorio con cui prendersela più facilmente, magari al bar con gli amici, tra un cocktail da 7 euro e l’altro.

La strategia della confusione è la tattica da sempre attuata dal Presidente del Consiglio e da tutti i suoi tirapiedi nelle più svariate situazioni: processi, leggine ad personam, gaffes più o meno gravi e così via. Una bella polemica, un’affermazione forte, un polverone ad arte e il risultato ottenuto è quello voluto.

Mi duole però ammettere che tecniche simili possono solo funzionare in un paese dove l’opposizione non esiste, in un un biutiful cauntri con una popolazione formata da persone non molto intelligenti, o se volete poco informate, poco interessate, ma smaniose di farcela, in qualsiasi modo, possibilmente fregando il prossimo.
Dei parassiti, ecco in cosa ci stiamo trasformando.


Cosa stiamo diventando

maggio 28, 2008

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Ciò che mi spaventa non sono i disegni o i temini dei bambini, assolutamente.
Ciò che mi fa molta paura infatti sono i genitori di questi bambini, perché i bambini ripetono quello che sentono dire a casa, o al massimo in tv. Genitori che addirittura, in alcuni casi, hanno portato i bambini a partecipare a questi raid del fascismo post-moderno in salsa italiana.

Se poi ci aggiungiamo in molti casi l’incapacità di molti insegnanti impreparati a trattare certi argomenti o privi di sufficiente preparazione culturale per spiegare certe cose e condiamo il tutto con un po’ di luoghi comuni, la frittata è fatta.

Don Tonino Palmese, parroco della zona, i bambini che hanno scritto quelle frasi li conosce uno ad uno. Li ha incontrati più volte anche a scuola, parlandogli di vittime della mafia, di camorra e legalità.
Perché “è la criminalità ad aver pilotato la protesta contro i rom. A Ponticelli si sono scontrati due popoli: uno, quello dei rom, dove c’era qualche delinquente, un altro, quello degli abitanti della zona, dove c’erano molti delinquenti”.

Chiedo legittimamente solo una cosa a questo paese che si sta rapidamente trasformando nella peggior latrina pubblica che esista: lasciamo fuori i bambini dal teatrino di ogni giorno. Non usiamoli come strumenti di propaganda, almeno loro.

N.B.: mentre scrivo questo post vengo a sapere che ci sono stati altri incendi al campo nomadi di Ponticelli: avanti così.