Sinistra, game over

giugno 19, 2008

PD, porco diaz

Qualunque cosa sia, la sinistra italiana è finita.
Le prime grosse avvisaglie le abbiamo avute il 13-14 aprile, con la dura sconfitta delle sinistre più estreme; poteva essere un buon segnale per virare finalmente verso altri orizzonti di crescita progressista e democratica, ma così non è stato.

Siamo dunque arrivati ad un punto in cui le analisi da fare sono tante, forse troppe e sempre con lo stesso canonico e storico ritardo cosmico: i tempi sono cambiati, non ci sono più le nuove stagioni, e i grandi uomini di sinistra se ne stanno accorgendo soltanto ora, ma con calma. Tanto il paese è già finito nelle mani peggiori di sempre, quelle che stanno distruggendo ogni minimo brandello di Democrazia rimanente.

In tutto questo caos, dopo la sonora batosta elettorale subita ovunque, il PD avrebbe dovuto svolgere il ruolo del cane da guardia, fare davvero il Governo ombra, alzare la voce, attaccare, mettere in difficoltà, invece ci ritroviamo con il suo leader, Walter Veltroni, immerso in una crisi politica apparentemente senza uscita.

Parliamoci chiaro: se Veltroni fosse stato negli Usa, dopo la notevole serie di sconfitte subite, probabilmente si sarebbe ritirato per fare qualcosa d’altro. Prendete il nostro amicone Al Gore, per esempio. Insomma, con le dovute proporzioni tra Italia e Usa, tra PD e Democratici, forse sarebbe meglio perlomeno dire qualche cosa ogni tanto.
Mi rivolgo alle persone di sinistra che ancora hanno il coraggio di dirsi di sinistra (questa frase fa molto “sinistra”, perdonatemi); dopo una campagna totalmente sbagliata, condotta volutamente sottotono, dopo la sconfitta alle politiche, dopo aver perso Roma ed altre roccaforti italiane, cosa ancora dovranno subire, le nostre povere coronarie?

E magari ti attendi una presa di posizione decisa sull’andazzo xenofobo-fascista preso dal paese negli ultimi tempi. Invece niente. Quindi non aspettatevi nemmeno che qualcuno proferisca parola sulla sconfitta sonante subita ancora in Sicilia, dove il PD addirittura è al terzo posto, sceso al 20%. Non hanno il coraggio, fanno finta di niente. Sì, va bene, ci sarebbero altri discorsi da fare per la Sicilia. Poi però vai a leggere i nomi dei candidati e ti convinci che forse hanno già preso abbastanza voti.

La sconfitta, lo sfacelo e il disastro però dovevamo aspettarceli dopotutto. Su cosa infatti ha puntato Veltroni per porsi come valida alternativa o unico esponente in grado di fare la differenza? Sul dialogo. E qui – passatemelo – mi cadono le palle, perché sfoderare “il dialogo” con uno come Berlusconi significa due cose: o sei imbecille oppure ti vuoi suicidare con le tue stesse mani. A parte che già in passato questa strada era stata tentata, ma in Italia dialogare vuole sostanzialmente dire che ognuno si fa i fatti suoi. Così è stato e sarà, nel silenzio più totale.

Veltroni, sorpreso (!), ha solo saputo dire che la legge salva-premier non è una priorità per il paese. Troppo tardi, lo è diventata. Cioé non ha detto che è una cosa vergognosa, che sputa sulla Costituzione e che in ogni democrazia occidentale non potrebbe accadere, frasi che Berlusconi usa incredibilmente al contrario. Uno potrebbe pensare che sì, insomma, non è una priorità, ma comunque – prima o poi– andava fatta. Al diavolo le posizioni nette, noi siamo il PD, quelli del ma anche, sì e no, anzi forse. Si vedrà, qui, quo ma anche qua.

Immaginatevi la scena. Veltroni, superincazzato, si reca con passo deciso da Berlusconi, che intimorito indietreggia; giunto a pochi centimetri da lui, Veltroni prende fiato e, “dialogo!”, grida. Silenzio. Risata con spernacchiamento generale.

E in futuro che cosa accadrà? Checché ne diciate, comunistofobi a posteriori che non siete altro, non avere un briciolo di sinistra (vera) o di destra (vera) in Parlamento secondo me non è una gran conquista per un paese come l’Italia, dove se riusciamo a far finta metaforicamente che “gioca sempre la nazionale”, va tutto bene o quasi: tutti diventano amici, col dialogo. Dialogate anche voi e la vita vi sorriderà.

È stupido infatti parlare di dialogo, quando dovrebbe trattarsi di un concetto sottointeso. Così come è sciocca la visione della cosa pubblica (cittadini+politica+media) di questo PD; finirà che Di Pietro porterà via tanti altri voti al PD e vi dirò, la cosa non mi dispiace affatto, perché (sarò monotono) è l’unico che sta facendo opposizione.

La prova di questo PD del “nulla che avanza”, come spiega Fede Mello, è che sabato ci sarà l’assemblea costituente del PD e sul sito non c’è uno straccio di proposta, nemmeno uno stupido promemoria politico. “Tutto quello che c’è è questo. Un nulla che ora come ora bene riassume la proposta politica del Partito Democratico“.

Perché dai, è bello fare un po’ i fighi in Rete sull’onda dell’entusiasmo iniziale e creare o iscriversi a circoli on line del PD, ma poi a fatti come stiamo? Malissimo. E c’è qualcuno del PD, qualche iscritto che si è degnato o si sta degnando di fare auto-critica, di farsi un bell’esame di coscienza e ripartire da zero, che forse si è sbagliato tutto, ma proprio tutto?

Con il termine sinistra, utilizzato nel campo della politica, si indica la componente del Parlamento che si siede alla sinistra del Presidente dell’assemblea e, in generale, l’insieme delle posizioni politiche qualificate come progressiste.

Veltroni, ci dica lei dove diavolo vuole sedersi, ma ce lo dica adesso. Oppure, lasci davvero il posto a qualche faccia nuova, motivata, e cominci ad accettare che in questo momento…no, proprio “we can’t”.

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Praticamente siamo tutti li

marzo 31, 2008

In ritardo parlerò anche io del test sull’orientamento elettorale creato da OpenPolis, che è sì un buon test per aiutarvi a tradurre maggiormente il vostro pensiero, ma sicuramente non sarà infallibile. Più guardavo i risultati degli altri blogger, più mi rendevo conto di una cosa; la maggior parte di quelli che conosco infatti si è ritrovata più vicino ad un partito politico in particolare: l’Italia dei Valori (ovviamente non ho considerato molto le varie minoranze). Subito dopo vengono i socialisti di Boselli (!!!).
La cosa mi ha incuriosito ancora di più quando ho visto il risultato di una persona come Lastknight, che si è da sempre definita di destra. Per farvi un breve resoconto:

1. Axell
Axell è qui

2. Pietro Izzo
Pietro è qui

3. LastKnight
Lastknight è qui

4. Mantellini
Mante è qui

5. Occhi da Orientale
Occhi da Orientale è qui

6. Anonimo Italiano
Anonimo Italiano è qui

7. Fedmor
Fedmor è qui

8. E-Democracy
Daniela è qui

9. Sirdrake
Sirdrake è qui

10. Gigicogo
Gigicogo è qui

11. Baibe
Baibe è qui

Lo notate anche voi? Possibile che bene o male siam tutti li? Tutti i personaggi di sinistra che si credavano vicinissimi se non sopra il pallino del PD, si rivedono di colpo vicino all’Italia dei Valori, ma non solo loro. Questo cosa vuol dire? Ok, che ci sta sulle palle Berlusconi e che sognamo di vederlo prima o poi dentro un monolocale con le sbarre, ma quando vedo gente come Fedmor (che si professa tendenzialmente di estrema destra) vicino all’Italia dei Valori, penso che qualcosa di strano ci sia, o in noi o nel sondaggio.
Nel primo caso vorrebbe dire che ci affezioniamo tanto alle facce, ai personaggi, alle stronz cose che ci propinano, ecc…ma bene o male abbiamo tutti un forte concetto di democrazia, di libertà e di giustizia. In realtà non è soltanto così, perché alla fine non vi riconoscete nel risultato, giusto? Forse l’unico simpaticone è Frenz, che si piazza in cima alla piramide del potere: è lui che dominerà il mondo.

Insomma, tornando a noi, la domanda ve la fa uno che ama tanto le teorie sui complotti e sui vari ordini mondiali, anche se qui non c’entrano molto: vi siete chiesti se test simili a questo siano o meno fatti da persone di parte? Secondo voi sono neutrali? Non è che servono ad uniformare l’opinione pubblica comune come i cosiddetti sondaggi d’opinione? Quando cominceremo a parlare seriamente di etica nella comunicazione? Eccetera, eccetera.

Leggendo sul sito ufficiale, la descrizione appare alquanto generalizzata sul concetto di open-source, rete e trasparenza; ci sono anche i profili di chi lavora al progetto che fa a capo a “Democrazia Elettronica a partecipazione pubblica”, società senza fini di lucro. Quindi non metto in dubbio la correttezza di chi lavora dietro al progetto, anzi, è molto interessante e valido.

Googolando ho poi scoperto che prima delle elezioni del 2006, molti utenti si erano lamentati di questo test nell’apposito Wiki, poiché li aveva collocati in posizioni addirittura opposte ai loro pensieri. E già molti blogger avevano parlato di OpenPolis allora, forse dimenticandosene. Certo, probabilmente alcuni si credevano in una parte più per pecoronaggine che per idee personali e forse il test si è perfezionato col passare del tempo ma…io i dubbi sull’effettiva correttezza dei risultati me li faccio venire lo stesso anche se nessuno ne ha parlato (dovremmo star qui a parlare delle singole domande, delle risposte generali e dei possibili errori che ne derivano).

Vedendo la cosa in negativo, un questionario come questo può dimostrare tre concetti: primo, ci ha fregato perché in fondo in fondo giocare coi test ci piace tanto e ci facciamo facilmente suggestionare; secondo, i candidati puntano a raccattare voti dappertutto grazie alla politica del “ma anche”; terzo, se così tanti si credevano da una parte e finiscono da un’altra, allora vuol dire che siamo ancora troppo immaturi politicamente.
Se la terza delle ipotesi vi sembra più verosimile, che cavolo andiamo a votare se manco sappiamo capire i nostri pensieri politici?

Ah, volete sapere dove sono io? Ma è ovvio, io sono qui:
Fedmor è qui


Casini tra i leoni della libertà

febbraio 15, 2008

Berlusconi e Casini - Da La Stampa

Casini vuole correre “da solo”, oggi. Pierferdi però ci pensa, non si sa mai. Domani probabilmente, dopo aver chiamato Silvio suo, Pier tornerà all’ovile, abbracciando i cumpà di sempre. Oggi da solo, domani no, dopo domani chi lo sa. La comodità di scegliere secondo comodo, sempre, raggirando molti elettori del centro destra funziona. Perché a loro va bene tutto, va bene spostarsi ancora più a destra, va bene raccogliere i leghisti, i fascisti, una marea di ex-democristiani epurati; agli elettori del centro-berlusconismo (la destra è ben altra cosa, ahivoi) piace anche chiudere gli occhi di fronte al tradimento di uno dei loro tanto sbandierati ideali: la legalità. Nella coalizione in questione infatti, di legale e di discorsi sulla giustizia non c’è niente.

E poco importa se il pdl è semplicemente l’ennesima alleanza dettata dal marketing politico di una sera in piazza e non un partito nato dallo scioglimento di altri, da lunghe discussioni, confronti e consultazioni. Fa niente se ancora una volta il premier sarebbe quel Berlusconi che in 14 anni di “politica” si è già candidato 4 volte, è stato 7 anni al Governo, è uno dei più vecchi in assoluto sul panorama mondiale e non ha mai fatto nulla per cambiare questo paese, se non in peggio. Nessuno però lo schioderà di li, perché non ha ancora risolto tutte le sue questioni: finché morte non lo separi insomma.

Chissenefrega se dopo ogni legislatura è cambiato il governo, come ha giustamente fatto notare Veltroni, pratica figlia del caos introdotto ed esistente dal ’94 ad oggi. Silvio andrà avanti con la solita tiritera elettorale fatta di slogan e frasi vecchie, figlie di un sistema vecchio e stantio che Veltroni ha avuto l’accortezza di mettere alla berlina.
Ma non c’è problema, ai “moderati” interessano solo la patria e la famiglia: agli altri invece no; loro infatti pensano di difendere il concetto di famiglia nella società moderna dicendo no al riconoscimento civile di un’unione di fatto, non incentivando le coppie a far figli, a farli studiare e a far crescere il paese quindi (e ci metto un “lol” anche per le paghe minime di 1000euro, apriti cielo).

A differenza di Prodi, Veltroni sa comunicare in modo molto più semplice e diretto, ma anche nuovo. L’ha capito per primo, la gente è arci-stufa di una politica ormai nipote della prima repubblica; ha dato un taglio netto ai partitini e ai giochini rischiando molto, ma sicuro che è l’unica via per tentare di cambiarlo davvero questo paese. Poi sì, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, lo so anche io; non vorrei che qualcuno dicesse che ho abboccato dopo 5 minuti. Anche perché ancora non si conoscono i nomi dei candidati e quanto il PD si sposterà in mezzo, ma mentre a destra sappiamo già cosa potrà aspettarci, visto che il panorama è sempre lo stesso, con una forma e un nome diverso, per il PD sono curioso. Starò qui a vedere quindi, conscio che consegnare il paese ancora una volta nelle pericolose grinfie di Berlusconi sia un suicidio di massa.

Sì perché uno che riesce a farmi guardare “Porta a Porta” per più di 10 minuti, senza mandare a quel paese Mario Giordano per l’incredibile ed incresciosa faziosità e servilistica provocazione…qualcosa di speciale deve averla per forza.


The “brutta figura”

febbraio 4, 2008

//media.ft.com/

L’infelice titolo è ripreso sia dall’Herald Tribune che dal New York Times e si riferisce al probabile e triste ritorno di Berlusconi. Ebbene sì, da un articolo del Corriere decido di risalire a tutte le fonti citate nel pezzo per capire cosa effettivamente stiano scrivendo i maggiori quotidiani stranieri sulla vicenda Italia.

Vi do una rinfrescata se negli ultimi tempi siete stati in Tibet: la situazione generale italiana è davvero grave in questo momento; per esempio Fini, che a fine anno aveva rotto l’alleanza con Berlusconi presentandola come “un caso chiuso”, ora si è reinnamorato di Silvio, che aveva definito gli alleati degli “ectoplasmi” (forse ecto-plasmon è meglio); Casini uguale, tanto in Italia sono tutti stupidi e nessuno si ricorda cosa è accaduto il giorno prima; eccetera eccetera. Ecco quindi i consigli che ci danno e cosa ci prospettano gli amiconi al di fuori dei nostri confini sulle prossime elezioni politiche.

Il NY Times sembra prendere slancio nella sua analisi attingendo alle risposte di una fantomatica proprietaria di una boutique nell’antico centro di Roma, Silvia Tomassini, che definisce Berlusconi “arrogante” e troppo vecchio ma lei lo voterà perché “he cares for working people. Besides, she hates the other side.” E anche se “He’s not a person of class or culture, he’s better than the center-left”. Insomma, un’opinione come la sua ha molto senso (sono ironico) in Italia, ma non all’estero; risposte con controsensi del genere fanno soltanto sorridere i giornalisti.
Dopo la vittoria del 2001 “he promised something new: as an outsider and entrepreneur, he would bring action and hope to do-nothing politics” e dopo aver ricordato come al governo badi solo a risolvere le proprie questioni, come quella recente del falso in bilancio, si passa al probabile confronto con Veltroni alle prossime politiche.

Il Financial Times invece, dopo aver spiegato come “investire in Italia sia come guidare con il pedale del freno premuto”, non concepisce come a 71 anni, pur sembrando più giovane, uno degli uomini più ricchi del mondo, detentore dei maggiori media italiani, possa ancora ricevere così tanti consensi dopo 2 tentativi fallimentari e soprattutto dopo che «Much of parliament’s time was spent getting Mr Berlusconi and his cronies out of legal trouble. Only this week, a Milan court cleared him on charges related to the sale of a food conglomerate in the 1980s. The court said allegations of false accounting were no longer valid because a law passed by his government in 2002 redefined the offence. “If Berlusconi wins these elections, falsifying balance sheets will become a national sport”». Gli altri se lo chiedono, ce lo chiedono, noi invece ci passiamo sopra e amici come prima, non è successo niente. Ovviamente anche la sinistra ha le sue enormi colpe: un senior-official dell’ex-governo Prodi, «reflecting the anger of many on the left, he asked how it was possible that in the years when Mr Berlusconi was out of power, successive centre-left governments failed to defang him by passing laws to address conflicts of interest between holding public office and owning the media. “Berlusconi is a threat to democracy,” he fumed.» Insomma, dopo 2 anni la gente si è già dimenticata dei 5 passati e pensa che rivotandolo tutto si sistemi. Siamo un popolo patetico ed ignorante e non passa un giorno che ogni quotidiano straniero ce lo faccia presente.

Il noto Economist invece si chiede se l’Italia abbia ancora bisogno di Berlusconi, dopo aver avuto 16 primi ministri tra il 1981 ed il 2007, e ci ricorda come il nostro paese necessiti disperatamente “both stable government and painful economic reform. The question is how to get these things. In 2001 voters overwhelmingly backed Mr Berlusconi (rejecting this paper’s view that his chequered business history made him unfit to lead Italy). But he squandered his opportunity, using up political capital to protect his media interests and fend off judicial cases against him, and dithering over economic reform. After a disastrous term, he left behind his own “poison pill”: a law to change Italy’s electoral system back to one based largely on proportional representation”. Concludendo con un “POOR ITALY” (!!!) l’articolo dell’Economist spiega anche che “Mr Berlusconi has made clear that his first priority would again be to protect his own interests, by making it harder to use evidence from wiretapping in court cases. However successful he has been in business, he remains unfit for the job he covets. Poor Italy”. La barzelletta va avanti, qui non si bada né alla corruzione, né al pericolo che derivi da un personaggio simile al potere; basta vederlo sorridere, guardare su canale5 le soubrette con le tette fuori e sentirsi dire tutto il contrario di quello che si fa: l’italiano in questo modo è contento, felice di venire preso in giro alla luce del sole.

Non so se avete avuto la pazienza di leggervi l’articolo del Corriere e di confrontarlo con gli altri postati in inglese dei maggiori quotidiani mondiali; chiedetevi quindi se il titolo del corriere sia giusto ed azzeccato rispetto a cosa avete letto. Io credo di no, come al solito i giornalisti hanno tradotto secondo comodo.
L’economia va male, malissimo e c’è crisi. Da 50 anni sentiamo parlare ogni Governo che ci spiega come ci siano “riforme da fare”; regolarmente non vengono fatte. L’ennesimo ritorno di Berlusconi a cosa servirà? A distruggerci definitivamente: non solo la lotta all’evasione che ha portato nelle casse del fisco molti soldi verrà cancellata, restituendo ai lavoratori autonomi armi più affilate per evadere il fisco e pagare meno tasse possibili, per poter così dare colpa al governo precedente del fatto che i servizi pubblici, prosciugati di risorse, non funzionano. Ma non cambierà nulla, perché con questa legge elettorale i cittadini delegano il voto ai partiti, che scelgono per noi il candidato ideale. Non è democratico, non siamo democratici.

Tutto il resto, sono chiacchiere da Bar Italia o, se preferite, da Osteria Italia.


Sono Strano ma non sono Gay

gennaio 27, 2008

Questa intervista al senatore Strano di AN è una delle letture più incredibili dell’ultimo periodo, sintesi di questo paese pieno di contraddizioni e assurdità incredibili.

“Esteta fottuto, amico di travestiti, troie e gay
“Vorrei essere lieve e soave, vorrei vivere la politica come una passeggiata su una spiaggia della Normandia“.
Senatore: i suoi gusti sessuali sono liberi e anticonformisti. E’ credente ma ama i dannati dalla Chiesa. Anche il travestimento personale, le piume.
“Travestimento no” (le piume sì quindi, ndr).
I maschi.
“Mi squaglio davanti a una creatura di marmo. Ma non ho avuto mai un rapporto sessuale con una persona del mio stesso genere”.
Frequenta soltanto.
“Frequento con enorme piacere i locali dove ogni desiderio è possibile e praticabile. Le mie donne sono sempre con me”.
Frequenta ma non consuma.
“Mi fermo un attimo prima”.
Costringe ad approfondire.
“Stamane ho fatto all’amore. Terminato alle 12,15”.
Ah!
“Con una donna, la mia donna. Ho avuto un figlio da un’altra”.
S’è chiesto cosa ci faccia in Alleanza Nazionale?
“Bella domanda”.

Questa persona è in Senato ma non sa perché è in AN. È un personaggio particolare che oltre tutto ha avuto un figlio da un’altra ed ha una condotta di vita alquanto libertina, ma risiede dalla parte dei paladini della famiglia.
Personalmente, in generale, non mi fiderei mai di un omosessuale di destra. Gli alieni esistono e già ci governano.


Riapre “l’Osteria Italia”

gennaio 25, 2008

È finita, lo dico a tutti. Siamo tornati di nuovo in mano a coloro che non faranno sapere niente di quello che accadrà; siamo tornati in mano alla parte di italiani che pensano che votando dei pagliacci che sono stati in carica 5 anni con una maggioranza bulgara cambierà tutto, quando sono loro che ci hanno portato all’inizio della fine. Da ieri leggo su twitter e un po’ ovunque pareri e frasi incredibili dette dagli amici: hanno tutti perso le speranze, sono stufi e non ce la fanno più. La gente è sull’orlo di una crisi di nervi ed io sogno che il momento delle azioni forti sia arrivato. È davvero triste leggere negli occhi dei miei coetanei così tanta rassegnazione e voglia di scrollarsi di dosso questo paese. Credetemi, in questo momento, in cui potevano cominciare ad essere ridistribuiti i soldi delle tasse che ci hanno costretto ulteriormente a stringere la cinghia e in cui la gente è socialmente messa peggio, un governo di destra è la sfortuna più grande che potesse capitarci.

A destra festeggiano perché torneranno a magnare sulle nostre teste; nessuno sa cosa ci sia da festeggiare ora nel nostro paese, è incredibile il distacco tra noi e loro a cui siamo arrivati. E non mi stancherò mai di dirlo, non stiamo facendo niente. Alle prossime politiche cosa farò? Metterò una fetta di salame nella scheda e ci scriverò sopra “tié, magnateve anche questa”.

Con la frase di richiamo all’ordine di ieri di Marini (“Non stiamo mica all’osteria!”) si chiude un’epoca ma si da il via alla riapertura di una mostra che chissà quando e se chiuderà. In accordo con Sgarbi (ok, non è vero niente di quello che sto dicendo, lo specifico ora che tornerà Berlusconi…altrimenti rischio l’arresto), posso mostrarvi qualche foto in anteprima (le fonti sono riportate nel link al file stesso).

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