Blog alla ricerca del ruolo pubblico

luglio 28, 2008


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Se oggi siete in giro per Milano, acchiappate una copia di DNews. A pagina 24-25 infatti è presente un bell’articolo firmato da Fede Mello sul ruolo dei blog nello spazio pubblico, sia esso più o meno mediato. Potete scaricare l’intero pdf del quotidiano gratuito milanese dal sito ufficiale.

Il dibattito è interessante ed ovviamente non era possibile pubblicare in due pagine tutto quello che ci siamo detti settimana scorsa al telefono io e Fede Mello, noto blogger che stimo e che leggo quotidianamente (anche se non commento spesso, ma questo è normale data la mia pigrizia). Se vi andrà potremo continuarlo nei commenti (qui o sul blog di Fede è uguale), ecco.


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In linea di massima ritengo che i politici e i giornalisti, che stanno vivendo una sorta di perdita dell’aura – aspetto subìto da pressoché tutti i mestieri in ogni Rivoluzione Industriale – non riescano ancora a comprendere le potenzialità del mezzo blog, specialmente in Italia, dove i grandi quotidiani fanno aprire un blog a qualche giornalista che poi però si guarda bene da dibattere o rispondere ai commenti. Una sorta di contentino, “toh guarda, ho un blog anche io come il NY Times, ho capito tutto del web 2.0”. Sì certo. Ma era così anche con i primi siti Internet, quindi aspettiamo…

Ovviamente, come da mia caratteristica indiscussa, non poteva mancare il particolare imbarazzante: nello screenshot di questo blog presente sul quotidiano infatti, campeggia la bella foto di un water, figlia di uno degli ultimi post.
Chissà i lettori milanesi di DNews che idea si saranno fatti del Blog a Progetto…per non dire dell’autore.


Guitarra che ti passa

luglio 23, 2008

Sonounprecario, Mirko e Napolux
Nella foto, gli irreversibili effetti causati da chitarre di plastica e rock a tutto volume…

Non ho mai nascosto la mia passione per videogiochi come Guitar Hero o Rock Band, purtroppo mai uscito ufficialmente in Italia. Perché quando ho l’occasione di vedere Mirko e le sue xbox, le sue tre chitarre, la sua batteria ed il suo microfono…mi trasformo. Divento Guitar SiroZ, famosissimo personaggio virtuale vestito in modo alquanto pacchiano ed egocentrico, chitarrista di “Pier & The Olograms”, nota band (conosciuta solo da me, Mirko – che suona la batteria – e Pier, il cantante).

Ma, come avrete notato dalla foto, sabato scorso c’è stata un’incredibile novità: Napolux ha sostituito l’assenteista Pier, suonando discretamente il basso in modalità mancino, giusto per fare “la preziosa”.
Come volevasi dimostrare, il nostro eroe si è calato egregiamente nella parte, indossando una tuba per l’occasione e spesso gli occhiali da sole; ha un talento nascosto come rocker, ma non lo ammetterà mai, nascondendosi dietro quell’etichetta da blogger perbene.

Questa volta però non ce l’ha fatta, l’abbiamo smascherato: con un buon televisore, l’audio collegato a 5 belle casse cattive e rock ’70-’80-’90-’00 a tutto volume, Napolux si è trasformato in un folle animale da concerto, tanto che i vicini di casa mia non sono venuti a lamentarsi per il caos, ma hanno chiesto se era possibile assistere dalla finestra alla nostra performance, magari con pop-corn e birre fresche.

Che dire poi? Dopo aver testato la triade di Guitar Hero nei mesi scorsi ed essermene innamorato follemente, non potevo che rimanere stregato da Rock Band, con i suoi magici strumenti psichedelici. Sono fantastici questi videogame, ti fanno vivere in prima persona, come un bambinone eterno, l’esperienza di gioco (non è facilissimo suonare, ma quando prenderete un po’ la mano…!): dalla creazione e personalizzazione del personaggio alla carriera, dalla musica agli effetti speciali di un concerto. Provate per credere, se solo siete in 2 o 3 vi divertirete come dei pazzi.

Non fatevi ingannare dalla bottiglia di coca sulla destra: no, non c’era un “message in a bottle”; in realtà era cuba libre e, stupendomi, Napolux dopo ogni canzone se ne scolava un bel po’ a canna. Ha anche provato a lanciarsi di testa pensando di essere sul palco, ma in realtà si è sfracellato contro il divano. Ecco, gli unici pericoli derivano dalla troppa voglia di protagonismo.

Infine non fate caso a me e Mirko: io ero in trance-agonistica, come si nota dall’improbabile cappello e dalla canottiera un po’ tamarra, mentre Mirko, ormai suonatore di batteria da quasi 5 stelline, si era rassegnato a tutte le mie mossine da cantante fallito a cui lui ha però aggiunto la rotazione delle bacchette.

A dirla tutta, esiste anche un video di una nostra performance, girato da Roberta, la ragazza di Napolux, ma credo che non lo pubblicheremo mai: google di colpo farebbe crollare il nostro page rank a -2, peraltro giustamente.

E sì, esistono anche altre foto, ma Napolux le ha rese private, privatissime. Che già così ci siamo sputtanati abbastanza.
Anche perché (è un segreto quasi da recensione) ho installato sul Macbook Guitar Hero III Legends of Rock, nonostante la scheda grafica Intel integrata non soddisfi i requisiti minimi. In realtà funziona e se settate bene il ritardo audio e video (lo fa il gioco in automatico) riuscirete a trovare un buon compromesso. Certo magari qualche GB in più di Ram non guasterebbe.

E ora scusatemi, vado a sguitarrare un po’, che la platea richiede un mio bis.


Tronista a Progetto

marzo 24, 2008

Claudiano, da Zelig

Settimana scorsa vi ho rotto le scatole su twitter ricordandovi che una giornalista di RAI 3 della trasmissione “Buongiorno Europa” mi avrebbe intervistato. Intendo dire che per stemperare la tensione causata dalla mia prima volta con una telecamera puntata in faccia, l’ho ripetuto svariate volte, contribuendo a riempire di twitspam la vostra preziosissima TimeLine.

Perché proprio io. Essere precari ha i suoi discreti vantaggi: ok, non ne ha. Però questa volta la gentile Silvia, la giornalista di RAI 3, navigando per la rete in cerca di disperati da raccontare, ha trovato proprio il mio blog, leggendo alcune simpaticissime vicissitudini che mi porto sul groppone. Quindi, cosa c’era di meglio da far vedere in tv se non la brutta faccia di un baldo giovane di 24 anni laureato nella tanta bistrattata scienze della comunicazione? Quale miglior aggravante se non quella di abitare ad Arcore? Ecco, quindi dopo avermi contattato via mail e via cel, che sono gggiovane, mi sono detto: perché no, alla fine non ho niente da perdere a parte la faccia, la reputazione, ecc… Ma quando c’è da far figure, sono sempre li in prima fila.

Sticazzi precà. Sicuramente tu che mi stai leggendo sarai gelosissimo del fatto che uno con meno di 100 abbonati ai Feed possa essere finito in tv. In realtà non è vero, anzi, non vedi l’ora di vedere la figura barbina che sicuramente avrò fatto nel media che tutti gli italiani amano. Ok, ma “di cosa avete parlato”, vorrai sapere: col cavolo che te lo dico, bello. Ti guarderai la puntata domenica 30 marzo alle 11 di mattina su Rai 3 (lo ammetto, al massimo on line le puntate le trovi sempre sul sito della trasmissione) e fa niente se hai fatto le 5 perché sei andato in discoteca hai passato la notte su pornotube a guardare tutti gli amatoriali da pagina 1 a pagina 34. Ennò mio caro, fai il piacere di svegliarti e farmi fare un po’ di share, che magari la prossima volta finisco da Fazio o a Ballarò di fianco a Bondi e in un modo o nell’altro vi linko tutti (ti piacerebbe eh?).

Indizi compromettenti. Vabbé dai, vi posso dire che il tema della puntata sarà “i giovani e il precariato” (wow che fantasia, direte) con dei bei confronti con giovani di altri paesi europei e no, non ho smarchettato a destra e a manca, perché alla fine a “quelli della tv” non frega un cacchio di niente di blog, blogosfera, contenuti e dinamiche varie, però davvero…per una volta fate lo sforzo di guardarmi in tv anche se non ho fatto linguacce o corna. Mi sono vestito da rockstar apposta per l’occasione dopotutto. Comunque sia prometto che, se mai ricapiterà di finire per sbaglio in tv per qualche strano motivo, vi linkerò in modo subliminale; per farvi qualche esempio, mi metterò la parrucca coi capelli di Catepol, indosserò una delle polo mono-colore di Suz, ecc… Così tutti i tele-spettatori sicuramente capiranno come risalire ai vostri blog.

Nego-centrismo. Dove ho fatto l’intervista? Ma ovvio, a Milano, davanti alla stazione di Cadorna, dove c’è quella bella fontana, un pomeriggio assolato con tanta bella gente. Avevo il mio microfonino nascosto nel maglione e nella tasca posteriore avevo le sue batterie, quella scatoletta da cui puoi regolare frequenze, volume, ecc… Roba da Grande Fratello. Devo ammettere che è divertente osservare come ti guardano le persone quando hai una telecamera puntata, chiedendosi chi diavolo sia questo beota coi capelli lunghi; ma no, “gli autografi non ve li faccio” ho sentenziato io con voce decisa mentre un taxi ed un pullman coprivano la mia voce con clacsonate e insulti da scaricatori di porto, con tutto rispetto per il porto.

Bravo, bravo Alessandriano.Ho parlato davanti alla telecamera, ho parlato camminando verso la telecamera…ma il massimo dell’imbarazzo e del trash l’ho raggiunto quando mi hanno ripreso mentre camminavo in mezzo alla strada tra la gente, inquadrato davanti e dietro. Perché? Ma è ovvio, è qui la chiave del titolo; giustamente c’erano molti ragazzi e molte ragazzine in giro che vedendo la telecamera mi osservavano curiosi, ridendo e interrogandosi sempre su chi cavolo potessi essere. “Nessuno, pappappero” dicevo io. Secondo me avranno pensato che io fossi il nuovo tronista della De Filippi; mancava la musichetta con stacchetto annesso ed ero a posto.

Salutame assorate. Ormai sono talmente digitale, così 2.0 che invece che dire “saluto tutti quelli che mi conoscono” o salutare direttamente facendo i nomi, ho detto “saluto it.blogbabel.com”, così in un colpo solo ho salutato tutti quanti.
Da buon vip quale ormai sono ovviamente diventato, montandomi anche la testa, non posso che darvi appuntamento al 30 marzo, giorno in cui sarà andato in onda. Giusto per discutere un po’ quello che ho detto, che non ho detto per motivi di tempo e che non mi hanno fatto dire perché nel montaggio han tagliato. Così potrò anche fare un post complottistico in cui parlo di censura, ecc…
Poi non stupitevi se un pomeriggio accendendo la tv su Canale 5 mi vedrete seduto su una sedia rossa con la camicia aperta fino all’ombelico: io vi avevo avvisato.


PRestigR

marzo 7, 2008

Tra i tantissimi social media che spuntano come funghi ne è nato uno rivoluzionario, senza precedenti. Sicuramente susciterà scalpore, perché cambierà radicalmente la vostra concezione di 2.0: il suo nome è PRestigR, è in fase Beta ed è stato concepito per una ristretta elite di blogger.

PRestigR by Sonounprecario

Come in una Loggia Massonica, PRestigR si diffonde tra i suoi confratelli blogger tramite scelte ben oculate e segretissime, roba da gente incappucciata. E’ personalizzabile a livelli inverosimili, tanto che permette di organizzare Barcamp soltanto cliccando negli appositi menù, aggiungere widgets innovativi, essere aggiornati sui nuovi film in uscita e tanto altro. Addio sbattimenti, per i pochi fortunati la Vita vera comincia adesso. Misura anche tu il tuo prestigio, dai prestigio, impara a vivere una vita prestigiosa e rinasci prestigioso con PRestigR.

E ricorda: non sei tu che trovi PRestigR, è PRestigR che trova te.


Come riconoscere un ritardatario cronico e come cavarsela se lo siete

gennaio 13, 2008

Come riconoscere un ritardatario cronico. È giunta l’ora di uscire allo scoperto, devo confessarlo a tutti. Sono uno schifoso ritardatario cronico e a quanto pare è addirittura una patologia. Scherzi a parte, ho notato che è una cosa molto comune oggi arrivare in ritardo; probabilmente è alquanto maleducato ma davvero, è più forte di me, la puntualità è una cosa sconosciuta.

Ho deciso quindi di insegnarvi a riconoscere un ritardatario cronico ad ogni costo, per poi raccontarvi come comportarvi (se anche voi lo siete) con determinate persone o in determinate situazioni. Insomma, sto cercando di salvare le chiappe a noi affetti da un problema di procrastinazione (se lo dice ilmiopsicologo.it non c’è da stare tranquilli).

.: I SINTOMI

Intro. “Mi raccomando Alessandro, il ritrovo per stasera è alle 21.30, non tardare”. “Ok, non c’è problema”. Chi parla sa benissimo che io arriverò non prima delle 22.15, quindi tiene conto del mio ritardo, perché io troverò sicuramente qualcosa da fare fino alle 22.12 circa, tipo twittare, leggere i feed, giocare ad hattrick o qualsiasi altra cosa inutile che fino a quel momento non mi era venuta in mente: sono patetico e vergognoso in certi casi, me ne rendo conto ed ogni volta che prendo la macchina al volo per andare ad qualsiasi appuntamento penso tra me e me “non è possibile andare avanti così, fai schifo per quanto ritardi”.

Le stringhe slacciate. Uno dei dettagli che vi portano a capire se una persona è ritardataria cronica sono le “stringhe slacciate e svolazzanti”. Nella stupida logica temporale del cervello di un ritardatario cronico, resosi conto dell’immane ritardo, ogni secondo diventa di colpo preziosissimo, quindi bisogna guadagnare tempo in ogni modo. Devo uscire di casa? Corro a prendere portafoglio, cellulare e quello che mi serve, mi infilo il giubbotto alla bell’e meglio e infine le scarpe senza allacciarle. Poi mentre sono in macchina fermo ad un semaforo o le allaccio, una scarpa per un semaforo alla volta o infilo le stringhe lateralmente, così non saltano fuori.

L’orologio avanti nel tempo. Se chiedete ad un vostro amico “che ore sono?” e lui vi risponde dicendovi l’ora con 10 o 15 minuti in più allora sì, è malato. Nell’ottica di un ritardatario, una soluzione al problema potrebbe essere quella di autoconvincersi che è già tardi guardando l’orologio e sapendo che in realtà è in anticipo dovrebbe farcela a non mancare l’obiettivo. Invece no, non sarà mai così. Perché se tu, stupido come me, sai di impostarti l’ora avanti nel tempo, ogni volta che la guarderai penserai “eh ma tanto è presto, c’è ancora tempo”, fino a quando sarà ancora una volta troppo tardi.

Il fiatone. Se qualche amico arriva ad un appuntamento col fiatone, un po’ sbrindellato o addirittura sudato…sapete perché. Certo, può capitare l’imprevisto, ma non ogni sera o se semplicemente deve attraversare la strada per venire da voi. Non avete idea di quanta velocità nella corsa possa sfoderare un ritardatario cronico sia per prendere un treno o un pullman. Per cavarsela meglio, la natura ci ha dotati di bionicità e quando la usiamo facciamo quel rumore noto e fastidioso che faceva il six million dollar man (c’è un episodio dei griffin in cui c’è un flashback geniale sull’uomo bionico).

I capelli bagnati. Se andate in palestra o fate sport lo saprete sicuramente: non avete tempo di asciugarvi quei dannati capelli o addirittura pettinarvi, come me? La soluzione sarebbe raparvi a zero, ma non a tutti piace. Io per esempio d’inverno indosso l’immancabile cappellino con pon pon. Occhio però quando lo levate, questo dipende dal tipo di capelli che vi ritrovate: potreste rischiare di trasformarvi in Disco Stu.

Porto da bere?. No, ditegli di non portare da bere se sapete che quella persona è un ritardatario. La cosa potrebbe ritorcervisi contro. Se invitate a cena uno famoso per la non puntualità questa sarà una scusa semplicissima da usare, cercate di non fornire alibi insomma. Piuttosto ditegli che offrirà lui se proprio proprio.

Le madonne che tira. Siete in attesa di una coppia di amici e non arriva? Quando arrivano lui “smadonna” letteralmente contro di lei che ci ha messo 1 ora per truccarsi il sopracciglio sinistro o, viceversa, lei lo insulta pesantemente perché ci ha messo 45 minuti per sistemarsi i capelli? Sì, sono dei canonici ritardatari e si vergognano tantissimo di esserlo, litigano ogni volta in macchina per questa cosa, spesso rovinandosi le serate ma…non c’è niente da fare, sarà sempre così. Anche se lei lo minaccerà di non dargliela fino a data da destinarsi o lui non le scalderà più i piedi ghiacciati a -40° tra i polpacci, sotto le coperte.

Le mani avanti. Prima di salutarvi il vostro amico/parente o quello che vi pare vi racconta di un episodio incredibile appena avvenuto? Tipo che non trovava il portafoglio o le chiavi di casa, tipo che il gatto gli aveva rubato le chiavi della macchina nascondendogliele nella sua lettiera? Non credetegli. Sono scuse. Credetegli invece se vi racconta che ci ha messo 15 minuti per infilarsi il giubbotto, mettersi le scarpe, il cappello e ricordarsi di prendere 10 cose tornando in casa 11 volte, perché ogni volta si dimentica qualcosa. È così, quando di colpo vi accorgete di essere in ritardo e dovete uscire, ci mettete il doppio del tempo per fare le cose più semplici: non dite che non vi è mai capitato di non riuscire ad infilarvi la manica del giubbotto o di capottarvi mentre scendevate in fretta le scale. Queste sì, sono scuse ma in un certo senso non lo sono. Questa parte però è un anticipo della prossima sezione.

.: USCIRNE CON STILE E SAVOIR-FAIRE

La fidanzata. Avete un appuntamento con lei, dovete andarla a prendere e siete in super ritardo? Non c’è problema cari i miei sbadatoni. C’è una frase apposta per ogni situazione, ma evitate le battute simpatiche tipo “ho il gomito che mi fa contatto col piede”, li capirà che siete sulla difensiva e vi farà un mazzo così. Quindi, senza remore, appena giunti sul posto, salutatela in modo deciso e fate quelli risentiti e un po’ scocciati, dicendo “cazzo, c’era traffico assurdo, poi avevo davanti dei deficienti che andavano a 50 all’ora, senza contare quei maledetti camion di emme…”. Lei vi capirà, soprattutto se le stamperete un bel bacio, accompagnato da un’ottima frase di circostanza (non buttatevi però in rischiosi “tesoro, come stai bene col nuovo taglio di capelli”, quando magari li ha tagliati 1 mese fa e voi ve ne accorgete solo ora). Ovviamente se abitate a 5 km di distanza, la cosa è poco credibile, quindi a quel punto dovete spostarvi su altri orizzonti: la chiamata imprevista dell’amico che aveva bisogno consulenza, la mamma che proprio all’ultimo momento vi manda a fare la commissione, ecc… Ricordatevi di contare il numero di semafori che intercorrono tra la vostra abitazione e la sua, così da poter citare quanti rossi vi siete beccati, proprio quando vi avvicinavate all’incrocio.

Appuntamento di lavoro. Cavolo è uno di quei casi in cui è meglio non ritardare, ma in genere le parole “tangenziale”, “tamponamento” e “coda” funzionano nel 99% dei casi. Se l’appuntamento non è così importante potreste giocarvi anche la carta dell’avevo capito che “era ad un’altra ora”. Se dovete andare ad un colloquio però, evitate assolutamente di ritardare, cavolo. Se è ancora una delle prime volte che andate in questa ditta, giocatevi anche che “non trovavate la strada”, avranno pietà di voi.

Esame universitario. Ah, qui è fin troppo facile per uno consumato come me; non avete trovato parcheggio, il treno in super-ritardo (cosa peraltro frequentissima e purtroppo vera), la metro che tarda ed è lentissima…qui il fiatone è d’obbligo, per far vedere che davvero avete fatto di tutto per arrivare (in ritardo?) in tempo… Spesso poi, se l’esame è scritto, avrete il privilegio di non sedervi in prima fila, ma dipende dal professore.

Con gli amici. Trasformate i vostri famosi ritardi in un aspetto simpatico del vostro carattere. Diventate un mito tra amici, amici di amici e tra l’altra gente del locale o del paese che frequentate abitualmente, di modo che quando la gente vi vedrà passare bisbiglierà cose leggendarie su di voi, come “Ehi, guarda! Ma quella è la famosa X, quella che una volta era talmente in ritardo che…ha partorito!” (battuta che si capisce, vero?). Insomma, fate sì che parlino dei vostri ritardi, così la cosa verrà facilmente accettata e diverrà argomento sì, per sfottervi un po’, ma anche per alleggerire le vostre colpe.

Ad un Barcamp. Ah, qui vi viene meglio se siete una blogstar. Come si dice, i più fighi si fanno attendere, immaginate la scena: l’inizio del Barcamp è fissato alle 9? Arrivate alle 9.30, 9.45 o al massimo alle 10, quando i dibattiti sono appena iniziati e l’attenzione è ancora viva; state sicuri al 100% che quando aprirete la porta tutti si distrarranno e si volteranno verso di voi, anche chi sta parlando in quel momento…perché voi sapevate dal programma chi interveniva per primo. Di conseguenza, subito vi riconosce e quindi vi cita simpaticamente, facendovi addirittura applaudire. Sì, in quel momento tutti non pensaranno al vostro ritardo in sé, ma piuttosto “cacchio, è una blogstar, avrà sicuramente una cifra di cose da fare, ecco perché è arrivato ora!”. Sorridete e salutate, sentitevi figosi: è così che si fa una vera entrata; sentitevi qundi in dovere di arrivare tardi. Se invece siete uno come me, evitate certe cose…come avevo già raccontato.

Alla festa delle medie. No, non è la festa delle birre medie; è la festa dei (super) gggggiovani. Anche qui vale la regola dell’arrivare tardi”programmato”, come spiegato alla voce barcamp. Parlerò dei maschietti: se avete avuto la fortuna di non essere un o.g.m. a metà tra un bambino ed un adolescente (il periodo delle medie credo sia quello dove si è più brutti che in tutta la vita, sia per i vestiti che per l’aspetto fisico appunto) la figurona la fate, come se tutti erano li ad attendervi. se invece siete quello sfigato, con le toppe sulle tute comprate dalla mammina, con gli occhialoni, l’apparecchio, il taglio di capelli in stile scodella del mulino bianco allora…arrivate il prima possibile; tanto lo so che è il vostro unico appuntamento mondano e lo sanno tutti. L’aspetto positivo è che arrivando prima trovate ancora da bere e mangiare e la stanza non puzzerà di quell’odore speciale di feticcio adolescenziale in crescita. Il bello di quest’età è che la colpa del ritardo può sempre essere scaricata sul genitore che deve portarvi o sul genitore del compagno che doveva portarvi.

Concludendo, se seguirete tutti questi consigli alla lettera, riuscirete facilmente a sopravvivere nonostante la vostra vergognosa abitudine ad arrivare tardissimo sempre e comunque. Perchè i ritardatari, essendo costretti a sviluppare sempre nuove scuse, a trovare nuove soluzioni ed a cavarsela in qualsiasi momento, alla lunga diventano più furbi e più svegli. Ora che lo sapete, bullatevi in giro di questo vostro enorme ma amabile difetto.

N.B.= al massimo c’è sempre ilmiopsicologo.it che vi offre consulenza via skype(“Sig. esperto, come faccio a non arrivare più in riardo?” Risposta: “svegliati prima, pirla!”)


Don’t you worry about a thing

dicembre 31, 2007

Ebbene sì, questo è il post di fine anno, è giunta l’ora anche per me di fare l’orrendo ed atteso passo. Provo ad immaginarmi ed a suggerirvi dei pensieri mentre state facendo il vostro personalissimo conto alla rovescia, il conto che vi permette di gettare via le cose brutte dell’anno che se ne va (davvero troppe per i miei gusti). Ancora una volta il mio regalo è riciclato, nel senso che il video qui sopra l’avevo postato anche l’anno scorso. Buon 2008 a tutti e vedete di fare all’Amore stanotte, possibilmente da ubriachi.

“DIECI…!” – Non vedo l’ora di mandare a quel paese questo brutto annaccio, reso un po’ più piacevole da poche cose (lo scudetto dell’Inter, la Laurea e altre cose private che non sto li a raccontarvi). Massì dai, dopotutto sono vivo.

“NOVE…!” – …Dai però è un altro anno che se ne va, si diventa vecchi. Certo non vecchi come Axell o Suzukimaruti che tra l’altro ormai su twitter digitano raramente e col bastone, ma i 20 anni sono ormai lontani…

“OTTO…!” – Cazzo, ma nel discorso alla nazione Napolitano poteva evitare di fare pause di 10 secondi tra una parola e l’altra….sembrava Prodi. E poi invece di raccontare le solite storiacce, di parlare di coesione e responsabilità…poteva sfanculare qualcuno, emettere un rutto, ballare la macarena, parlare dei precari, dei giovani o…semplicemente poteva augurare un buon cenone a tutti bevendo un bicchiere di Crystal, avrei apprezzato di più. Un anno in più anche per queste cariatidi della gerontocrazia, sono talmente rincoglioniti che per loro il tempo si è fermato.

“SETTE…!” – Mmmh…carine quelle mutandine, aspetta che faccio cadere un’altra forchetta così ti pieghi a raccoglierla ancora, piccola mia. Vedi come ti limono bene appena facciamo il brindisi. Quanto mi piaci, baby.

“SEI…!” – Ogni anno è la solita storia, c’è acceso canale 5 o rai 1 che in perenne ritardo col conto alla rovescia, con Costanzo o Conti a condurre fanno partire sta minchia di trenino “pe-pe-pe-pe-pe-pe” con i resti fossili della tv li a tentare di ballare senza fuoriuscire dai vestiti contenitivi che indossano…che tristezza, quasi quasi era meglio sentire Socci che cantava “perché perché perché…”

“CINQUE…!” – Ma com’è che quest’anno ancora non sono ubriaco fradicio steso per terra coi pantaloni abbassati e col cane del mio amico che mi lecca la faccia mentre gli dico che sono suo padre? Appena scatta lo zero ci do dentro di gusto.

“QUATTRO…!” – Ah, queste maledette mutande di lana che mi ha regalato Pietro Izzo e che mi ha costretto ad indossare stasera mi danno proprio fastidio. Mi prude tutto il sederino, aspetta che gli do una bella grattata.

“TRE…!” – Ma al papa ed ai suoi amici un colpettino…no eh? Ma dico non so, un mal di schiena a lui, un epidemia di febbre gialla a quelli della Cei, un festino sadomaso a sorpresa per la Binetti, cose simpatiche insomma. È proprio vero che le cose brutte non accadono mai ai più cattivi, ricchi e bastardi. Affanculo anche voi.

“DUE…!” – Che tristezza, sono proprio triste dibbrutto. Siamo nel 2008, sbaglierò a scrivere la data per i primi 4 mesi e poi è l’anno in cui arrivo al primo quarto di secolo. Però sono felice dai, magari ci saranno delle svolte quest’anno, metti che vinco al superenalotto (a cui non gioco mai) o arrivo nei primi 10 posti di blogbabel: guadagnerei una cifra di aperitivi e di reply su twitter.

“UNO…!” – Ma andatevene affanculo tutti quanti, io compreso, la vita è una sola e per molti è una vera merda. Beviamoci sopra e Auguri a tutti, con la speranza che il 2008 mi faccia diventare miliardario, così da schifarvi tutti quanti ignobilmente. Ma no, c’è altro nella vita di importante, dai. Tipo i cerchi in lega.

“ZERO…!” – Blogger abusivi, commenti abusivi, blogosfere abusive, abusi sessuali abusivi; tanta voglia di ricominciare abusiva. Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate; il visagista delle dive e’ truccatissimo. Papaveri e papi, la donna cannolo, una lacrima sul visto: Italia si Italia no Italia bum, la strage impunita.
Puoi dir di si puoi dir di no, ma questa e’ la vita. Prepariamoci un caffè, non rechiamoci al caffè: c’e’ un commando che ci aspetta per assassinarci un po’. Commando si commando no, commando omicida. Commando pam commando papapapapam, ma se c’e’ la partita il commando non ci sta e allo stadio se ne va, sventolando il bandierone non più il sangue scorrerà; infetto si? Infetto no? Quintali di plasma. Primario si primario dai, primario fantasma, io fantasma non sarò e al tuo plasma dico no. Se dimentichi le pinze fischiettando ti dirò “fi fi fi fi fi fi fi fi ti devo una pinza, fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l’ho nella panza”. Viva il crogiuolo di pinze. Viva il crogiuolo di panze. Quanti problemi irrisolti ma un cuore grande così. Italia sì Italia no Italia gnamme, se famo du spaghi. Italia sob Italia prot, la terra dei cachi. Una pizza in compagnia, una pizza da solo; un totale di due pizze e l’Italia e’ questa qua. Fufafifi fufafifi Italia evviva. Italia perfetta, perepepe’ nanananai. Una pizza in compagnia, una pizza da solo: in totale molto pizzo, ma l’Italia non ci sta. Italia sì Italia no, Italia si ue’ , Italia no ue’ ue’ ue’ ue’ ue’ . Perché la terra dei cachi e’ la terra dei cachi.

No.


Global Orgasm

dicembre 19, 2007

Sabato 22, nel giorno del solstizio d’Inverno avete tutti quanti un appuntamento imperdibile: il Global Orgasm. Fate all’Amore quindi, ma non in un’ora a caso; l’ora universale (gmt) fissata sono le 6.08, quindi le 7.08 italiane. Ma perché, perché proprio il sabato mattina quando posso dormire? Semplice, «to effect positive change in the energy field of the Earth through input of the largest possible instantaneous surge of human biological, mental and spiritual energy».
Insomma è un’altra boiata, chiamatela meme, chiamatela come vi pare ma non è la prima e non sarà l’ultima. Per dire, penso che prossimamente io, Sw4n e Pietro Izzo lanceremo lo “Sciacquone Day”, giorno in cui tutti tireranno la cordicina del water contemporaneamente o il “Peto Day” e il “Total Fart Day”, una giornata in cui in tutto il mondo tutti scoreggeranno felici ad un’ora prefissata, innalzando di un paio di gradi la temperatura terrestre e contribuendo quindi ad alimentare i gas nocivi presenti nell’atmosfera. E faremo tutto per un po’ di link e per un po’ di notorietà, sia chiaro.

Detto questo, per me il giorno dell’orgasmo dovrebbe un po’ essere festeggiato tutti i giorni e più volte nell’arco di una giornata. La vita è una sola e breve, la carne debole, non ci sono più le mezze stagioni e i luoghi comuni non sono più gli stessi di una volta.