Il Valhalla de’ noantri

novembre 20, 2007

E mentre c’è chi lavora ad una possibile carta dei diritti del web, c’è chi si suicida a 13 anni per uno scherzo crudele e di cattivo gusto architettato da adulti.
Nel periodo in cui vanno di moda omicidi annunciati su youtube, pezzi di Bruno Vespa su Internet, blog e meccanismi della Rete viene sollevato il dibattito sulla regolamentazione di Internet, dei social media e parallelamente si parla dei pericoli derivanti dall’uso e dalle influenze del web o delle persone che si hanno la possibilità di incontrare e conoscere. A farne le spese ovviamente sino ad ora sono le persone più fragili.

Credo che, come nella realtà, per colpa di pochi pazzi squilibrati o mitomani possano andarci di mezzo tutti quanti, meccanismo figlio di un ragionamento facilissimo da traslare nella Rete, luogo virtuale dove sarebbe molto semplice punire o “chiudere i rubinetti”. Temo quindi per il futuro anche per le possibili limitazioni che potranno inserire nell’uso dei servizi 2.0: pensiamo soltanto alla registrazione ad un sito qualsiasi che ora richiede pochi minuti e domani invece chissà se servirà un’approvazione, un feedback da casa. E se anche uno come Vespa poi comincia ad occuparsi di blog e ne parla come se fosse uno che blogga e partecipa alle dinamiche della blogosfera da anni ho paura. Molta paura.

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Vittime del precariato

ottobre 23, 2007

Sempre più spesso mi chiedo, riflettendo tra me e me, fino a che punto arriveremo, fino a dove saremo disposti a sopportare e ad andare avanti in questo modo, in questo sistema.

La vita delle persone non è un gioco.

Bisogna quindi stabilire il punto in cui nessuno è più disposto a giocare o ad subire una vita che non solo non si è scelto di vivere, ma che per moltissimi risulta più che insostenibile, ai limiti della decenza etica, morale e fisica. C’è chi si suicida impiccandosi al lavoro, c’è chi tenta il suicidio perché non ha nemmeno i soldi per fare un regalo di compleanno alla figlia e c’è chi fa politica, pur non avendone facoltà, usando la scusa dei precari ma c’è anche Mastella.

Tutto questo in Italia, nel 2007. E speriamo che la vera fame non arrivi mai.

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