Scoppia lo scandalo blogosfera: le intercettazioni incriminate

luglio 31, 2008

Dopo indagini durate mesi e indiscrezioni di ogni genere, ho avuto il permesso dalla questura di pubblicare le intercettazioni riguardanti la scalata a BlogBabel che hanno portato irrimediabilmente al colpo di mano e infine alla chiusura di BB.

Visto che tutto è tornato a posto e i toni sono tornati sul moderato, ho deciso, in occasione della riapertura di BB, di mostrarvi davvero com’erano andate le cose e perché tutto era stato chiuso così in fretta.

Premessa doverosa. Ovviamente è una vicenda grottesca, iperbolica, quasi paranormale. Spero che nessuno si offenda, se la prenda, ecc…ma che al massimo ci rida su. Questo post è in cantiere da qualche mese e spero che il risultato sia carino. Anche perché vorrei celebrare il secondo compleblog (termine inventato da Suzukimaruti) del Blog a Progetto, che cadeva il 19 luglio, quindi in ritardo sì, ma coinvolgendo un po’ tutti quanti: un po’ com’era accaduto l’anno scorso.

Lo so, ho anche messo i link ai vari personaggi, perché magari alcuni non conoscono i blogger di cui parlo. Evitate quindi polemiche su link, meme… E’ solo un post ironico, per fare caciara. Se vi ha fatto sorridere sono felice, se pensate al contrario che sia di cattivo gusto, chiudete il browser e andate a leggervi le fantastiche storie di tgcom.

Insomma, non c’è nulla di vero, mi sono inventato tutto…o forse no? ;D

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La mia prima volta (ad un Barcamp)

febbraio 27, 2008

Il primo Barcamp è un po’ come il primo bacio: non si scorda mai. Specialmente se il tuo primo Barcamp è a Torino e ti permette di conoscere alcune tra le persone più interessanti e stimolanti della blogosfera italiana.

Ma andiamo con ordine. A parte la fatica di alzarsi anche il sabato presto, costringendo la propria fidanzata a farlo, e il canonico ritardo all’appuntamento con Daniele Salamina per la partenza verso Torino, il viaggio è trascorso tranquillo…non come qualcuno ha fatto intendere al posto mio. Così tranquillo che arriviamo a Torino alle 11 e dopo 10 minuti troviamo parcheggio li vicino, per la modica cifra di 1 euro e 50 cents l’ora (siamo stati li fino alle 18, fate i conti). Entriamo al Barcamp camminando su un vero red carpet e subito incrociamo una schiera di gentaglia li a registrare la propria presenza (in realtà volevano solo la spilletta e la maglietta taglia unica XL!). Che si fa? Si entra e si comincia a salutare chi si conosce e a conoscere altri blogger che leggi o con cui parli quotidianamente ma che magari non hai mai visto in faccia ovviamente.

Dopo aver cercato posto invano, aver tentato di trasmettere via streaming la diretta in versione comica del Barcamp (non c’era sufficiente banda), arriva l’ora di pranzo; come dei bravi scolaretti, ci dividono in due tranche: i primi 80 e poi, dopo mezz’ora, via tutti gli altri come le cavallette, famelici nel depredare il tavolo con gli assaggini. Se posso fare un appunto – e non sono stato il solo a farlo presente – l’unica piccola nota dolente è stata il buffet; qualcuno aveva provato ad avvisarmi prima di entrare, che mi conveniva andar fuori a mangiare qualcosa, ma ormai era tardi: sul tavolo c’erano assaggini di salame, mortadella, pomodori, tonno, pane e varie salsine. Erano giusto degli spizzichini, che non hanno placato la fame di molta gente (certo, sfamare me è difficile, lo ammetto…!) e personalmente sono riuscito soltanto a mangiare numero 2 fette di salame, numero 2 pezzetti di bologna e numero 3 pezzetti di tonno, conditi da due panini, giusto per riempire un po’. D’altro canto però c’erano delle gran belle torte da assaggiare, dell’ottimo vino, delle gustose bibite e del buon succo. Ciò non toglie che stavo rischiando di svenire per la fame. Sarebbe bastato far trovare dei vassoi con un po’ di pasta condita o fredda, che so io, o qualche altro salume tipo prosciutto, o della mozzarella, giusto per sfamare un’orda di unni affamati.
Ovviamente è solo un appunto, non ce l’ho con nessuno, né con San Lorenzo, né tantomeno con gli organizzatori, che sono stati fantastici; dopotutto poi il buffet era gratis e di gentile concessione, quindi benvenga! La prossima volta però mi farò trovare preparato ad ogni attacco di fame.

Venne quindi il pomeriggio con i suoi mirabolanti interventi. Purtroppo non ho potuto seguire tutti i talk, in quanto gran parte di questi si sovrapponevano; ho però presenziato a quello interessante di Vittorio Bertola, a quello di Salvatore Aranzulla, a quello di Kurai, a quello di Lastknight, ecc…ed ho curiosato qua e la anche in altre sale, twittando allegramente.

Infine sono rimasto ad osservare Palmasco che fotografava professionalmente vari bloggers: mi son fatto rapire, tanto che ha scattato qualche foto anche a me e un po’ ho paura del risultato. Ed è li, nella sala delle “altalene” che ho scambiato 4 interessanti chiacchiere con Daniela (Democracy2_0) sul Barcamp in generale.
Dopo averla rassicurata sull’ottima impressione riguardo al mio primo Barcamp, mi ha spiegato che secondo lei ci stavamo un po’ troppo “televisionizzando” con la storia delle “blogstar”. Daniela intendeva dire che in Rete c’è molta più partecipazione alle discussioni, chiunque dice la sua anche ai personaggi considerati “più consociuti”; probabilmente siamo più facilitati dalla Rete come mezzo, piuttosto che discuterne faccia a faccia, ma io le ho spiegato che secondo me le blogstar non esistono. E’ un termine del cavolo inventato per mantenere certe gerarchie in un mondo orizzontale e per rapportarsi coi media tradizionali probabilmente; in realtà esistono solo dei blogger più conosciuti e con più influenza, per anzianità, per quello che dicono, per come lo dicono, per il lavoro che fanno, ecc… Dall’altro lato però non le ho dato torto: pensandoci è vero, durante i talk sarebbe più interessante e stimolante avere più confronti a tema libero sì, ma anche a libera partecipazione. A mio modo di vedere le cose, questo può essere dovuto anche al classico modo di parlare col microfono e avere davanti una platea silenziosa che ascolta e solo alla fine interviene, bene o male. E allora, perché non provare e non trovare un altro metodo da testare ai barcamp? Una trasposizione orizzontale della Rete, che permetta discussioni in cui chiunque partecipa senza vergogna. In piedi, seduti, mentre si mangia, non importa come. Ho infatti notato più partecipazione in quelle sale dove la gente era più raccolta, magari seduta per terra o di fianco a chi presentava. Forse è qui che interviene anche la sociologia. Tentar non nuoce, ma questo è un discorso serio da sviluppare con calma.

Ma veniamo al dunque, so perché siete arrivati fin qui a leggere: voi volete i pettegolezzi, i retroscena, le foto più scabrose… Ecco, va bene. Esaminerò – caso per caso – la mia esperienza con alcuni dei partecipanti con cui ho condiviso uno scambio di contenuti fisico. Che detto così sa di vari doppi sensi, ma fa scena.

SUZUKIMARUTI. Scomparso per buona parte della mattinata, ricompare, all’improvviso, in sala buffet, presentandosi con un “Ciao, come stai?”. Dopo essersi presentato anche alla mia ragazza dicendole “…è il tuo ragazzo? Mi dispiace, tradiscilo più volte e documenta il tutto con una polaroid”, mi esamina attentamente facendomi fare una giravolta. Superata la fase “vestiti”, erutta come un vulcano in piena (non sto parlando della sua digestione) fiumi di parole, per dirlo alla Jalisse, che io potrei star li ad ascoltare per ore, se non fosse che lui poi doveva andare a vedere il Toro. Enrico infatti è una di quelle poche persone che già scrivendo – figuriamoci parlando – riesce a calamitare la mia attenzione a livelli poco al di sotto di quelli di un film porno. Avrei voluto chiedergli perché, perché “Suzukimaruti” e non un altro nome, ma dopo un intervento con frecciatina al talk di Vittorio Bertola, scompare senza lasciar tracce.

AXELL. Riesco a fermarlo solo dopo una buona ora in quanto, come organizzatore maximo, era costretto a correre qua e la per accertarsi che tutto andasse bene: microfoni, annunci, fonere da regalare, sale pranzo da preparare, foto di rito, ecc… Decido quindi di richiamare la sua attenzione facendogli “pat pat” sulla spalla. Andrea si gira, mi guarda e fa una faccia da fratello maggiore pronto a farti una ramanzina coi fiocchi; io abbasso le orecchie, pronto ad imparare la lezione e ad incassare, invece…ci abbracciamo come due simpatici gaglioffi che non si vedevano da molto tempo. E’ ufficiale, Axell da quel momento è diventato il fratello maggiore che non ho mai avuto (oltre al professore che non potrò mai avere). Pietro Izzo, nel vedere la scena, storce un po’ il naso, geloso, ma saprò ripagarlo.

KURAI e REDPILL. Sì, li metto in coppia perché sono la coppia più bella del web. Li incontro e ci presentiamo mentre sono seduto a fianco di Pietro Izzo, appena dopo aver videochiamato Catepol, che non è roba da tutti i giorni. Subito noto che lo splendido sorriso di Redpill è contagioso, tanto che Pietro Izzo la paragona ad un manga. Kurai invece è diverso da come l’ho visto su Youtube; su youtube sembrava più alto, un po’ come Napolux. Il meglio però lo da quando fa la presentazione assieme a Bru, uno degli interventi più “partecipati” credo. Ma soprattutto c’è una cosa che lo differenzia da tutti gli altri blogger: Kurai non cammina ma salta come Super Mario per muoversi.

PIETRO IZZO. Ci conosciamo e da quel momento cambia la nostra vita. Pietro, cioé Derek Zoolander, è stranamente senza memory card, ma non importa: gli basta fare la magnum (o farmela fare) e tutto si risolve in pochi istanti. Dopo aver posato per la foto che rimarrà negli annali del trend che dovranno seguire i blogger, ci mettiamo a parlare, sparlare e cazzeggiare. Anche Pietro vaga in incognito per il barcamp, raccogliendo pettegolezzi ed osservando curioso. Insieme a me cerca un posto per appartarsi, ma non resiste a videochiamare Catepol, che arriva – con la sua voce squillante – ad infrangere il nostro sogno d’amore.

DANIELE SALAMINA. Il mitico compagno di viaggio con cui ho condiviso il primo barcamp; anche per lui è stata un’esperienza nuova, anche lui si è portato dietro la zavor… la fidanzata, come il sottoscritto, giusto per sguinzagliarle alla fiera del cioccolato. Daniele, supportato anche dal suo “eee”, ha seguito seriamente molti interventi, facendo domande durante e dopo le varie presentazioni; ha anche intrapreso varie discussioni con molti geeks presenti, curiosando allegramente a destra e a manca, un po’ come ho fatto io.

FUNKYPROFESSOR. Al mio arrivo mi sfotte, prestigiosamente, mostrandomi la figlia minore che usa impietosamente, alla faccia mia, il famoso iphone da me “leccato”, come se fosse la cosa più semplice sulla Terra. Dopo avermi rassicurato sul fatto che lui mi sponsorizza positivamente, si sbilancia, indicandomi come suo discepolo. Peccato però che dopo avermi infuso quel tot.di prestigio che mi serve per cominciare la carriera da provetto Funkyprecario, mi spiega come sua figlia maggiore, gli abbia spiegato che “sì, i blog sono belli, ma sono troppo lenti”. Ha ragione, noi siamo già vecchi per la sua generazione, quella che si caratterizzerà col 3.0 o il 4.0.

SALVATORE ARANZULLA. Lo riconosco prima dagli adesivi sul portatile, che sono davvero uguali a lui, poi ci presentiamo poco prima del suo intervento, che ho seguito curiosamente. Salvatore, grazie alla sua esperienza, dimostra più anni di quelli che ha ed ha svelato in segreto che Virgilio lo ha ingaggiato perché sarà lui un giorno ad acquistare “Virgilio” stessa e…un giorno tutte le password dei vostri account di posta passeranno da lui.

LASTKNIGHT. Tra una password rubata e l’altra, tra un talk e l’altro, Matteo trova anche il tempo per spiegare e risolvere problemi informatici ai blogger più disparati. La sua “erre” fa già scuola e tra i piani alti della blogosfera è diventata un nuovo metodo per dimostrare il proprio valore: la sola pronuncia veicola a chi ascolta la consapevolezza di avere davanti un grande blogger.

MAFE. E’ raro vedere e poter incontrare donne alte e raffinate come Mafe. Ed è unica l’occasione di ricevere in dono una sua Moo Card, con l’unica sfortuna di avere quella con lo sfondo identico al suo avatar su twitter. Nel senso che quella foto la vedo tutti i giorni, cavolo. Ma non importa, le ho stretto la mano, ho scambiato due parole con lei e sono soddisfatto così. Mafe è veloce e sfuggente, ma non è li per caso come accade nel suo blog.

FRENZ. Un altro lombardo presente, sopravvissuto al viaggio in macchina con Gaspar Torriero. Il saggio Frenz è il misterioso personaggio che mi aveva consigliato di andare a mangiare fuori qualcosa. Io, stolto, non l’ho ascoltato e così ho rischiato il deperimento istantaneo, me la sono cercata. Con lui ho commentato e chiacchierato del più e del meno, del barcamp, dei personaggi presenti e male di te che stai leggendo. Sì, sicuramente qualcosa di zizzanioso su di te l’abbiamo senza dubbio pronunciato.

JTHEO. “Barcamp” potrebbe essere il suo secondo nome. Veterano di questi eventi, si piazza in punti strategici da cui può osservare quello che accade in 3 sale contemporaneamente. Dopo avermi aiutato a tentare un abbozzo di streaming, mostrato il regalo che gli ha fatto colei che, maledetta, per pigrizia e veneranda età non si è presentata, getta la spugna svaccandosi a terra in zona di passaggio. Se Jtheo non va dal blogger, è il blogger che per forza di cose passa scavalcando Jtheo.

ESTRAGON. Quando i duri cominciano a giocare arriva Estragon, il James Dean della blogosfera. Un po’ stanco per il duro lavoro dovuto all’organizzazione del barcamp, difficilmente rimane fisso in un posto per più di 2 minuti. In realtà il lavoro che predilige e che porta via più tempo ad Estragon è un altro: tacchinare le ragazze presenti; per fare questo utilizza una frase infallibile: “Ciao, sono Giovanni….vuoi linkarti con me sul mio blogroll?”

DEMOCRACY2_0. La simpaticissima Daniela si mostra subito disponibile, insieme ad Invisigot, a intrattenere discorsi con tutti, accertandosi che tutto andasse per il verso giusto. Ovvio che sì, cara Daniela; siete stati superbi nel riuscire a riunire tutte queste persone. Sentirla parlare è un piacere, tanto che rimarrei li con lei nella sala altalene per ore, ma era giunto il mio turno per farmi catturare dall’obbiettivo della macchina fotografica di di Palmasco.

CATEPOL. Lo so, non c’era al Barcamp, ma la sua presenza era viva in tutti noi. Tanto che ho fatto finta di conoscerla e presentarmi a lei stringendo la mano ad una cameriera del posto, dicendole “Ciao Catepol, io sono un precario!”, ricevendo in cambio un “ma questo è pirla!”. Insomma, anche quando Catepol non c’è ci pensano gli altri a chiamarla (e video-chiamarla!), a coinvolgerla e a linkarla virtualmente al Barcamp. E’ lei la mascotte della blogosfera italiana. “Ma ‘ndo vai, se Catepol non ce l’hai?”


Tutto ciò è molto vero

febbraio 23, 2008

Ciao, sono Sonounprecario, cioè colui che molesta Suzukimaruti ai BarCamp.

Sono arrivato qui a Torino direttamente dalla bassa lombarda sgommando ai 180 sull’autostrada sulla mia Golf taroccata, che fa pendant con gli occhiali a lenti gigantesche che fanno molto Briatore. E ovviamente mi hanno multato.

Non è che l’inizio di una pessima giornata, conclusasi con il mio arresto per atti osceni in luogo pubblico con Pietro Izzo, l’uomo che – ora posso dirlo – io AMO con tutto il cuore (e non solo).

[by Suzukimaruti]


A Suzukimaruti

febbraio 8, 2008

 

Dal Flickr di Suzukimaruti

In principio la famosa poesia di Leopardi non fu intitolata “A Silvia”, ma “A Silvio”. Poi con l’intervento di Enrico (e un convincente post chilometrico in cui linkava Leopardi) tutto si sistemò per il meglio, titolo compreso:

Io i post corti e leggiadri
talor lasciando e le sudate dita sulla tastiera,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i Veltroni del paterno loft
porgea gli orecchi al suon della tua barra spaziatrice,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa periferica.

Dal Flickr di Stefano Epifani

Suzukimaruti è l’essenza dell’essere blogger. Suzukimaruti è il blogger che vorrei essere. Suzukimaruti è “il blogger”. Suzukimaruti non è un’auto. “Suz” (…che chiamarlo “Zuki”, “Mar” o “Ruti” non suonava bene), così come sono soliti chiamarlo i suoi estimatori, può permettersi di andare in vacanza quando cade il governo e non postare per giorni, ha il carisma per non scrivere quotidianamente, possiede una capacità d’analisi e visione delle cose fuori dal comune, condita da un’ironia ed un sarcasmo che ti fanno stare li attaccato allo schermo, anche se per leggere il suo post hai dovuto prendere un giorno di ferie e cambiare schermo un paio di volte, perché i pixel si consumano. Lui sa rendere semplice e lieve la lettura di un post impegnato e lungo un gazzilione di righe; non mi stanco mai di leggerlo (e in questo post sarò il suo Emilio Fede).

Dal Flickr di Tambu

E poi non è una blogstar comune. Lui risponde non solo ai tuoi commenti, ma anche alle tue mail nonostante tu gli stia chiedendo come fare la formazione del fantacalcio o come risolvere un problema di trigonometria; ha già le risposte, delle bozze salvate pronte per essere inviate. Perché quella Sola di Enrico aveva già pensato a che cosa potevi scrivergli. Ti ascolta, perché su twitter – tu non lo sai – ma lui legge i tuoi reply. E se non ti risponde è perché lo sta facendo nei commenti del suo blog. Perché dai suoi post escono sempre delle discussioni interessantissime, costruttive, che lasciano il segno. Anche se ogni tanto vola qualche insulto, ma fa parte del gioco. Oltre a quello che scrive, leggendo i commenti ai post impari sempre qualcosa che ti è sfuggito. È recente infatti la proposta di portare nelle scuole come materia di confronto il blog di Suzukimaruti.

Dal Flickr di Yoriah

E ancora, è di Torino ma non tifa Juve. Ed è influente nella blogosfera, più di un meme o di un litigio su BlogBabel. Secondo un attendibile sondaggio dell’importante rivista femminile “Cioé” da una ricerca di TgCom sembra sia il blogger italiano più desiderato dalle donne; in più da un test scientifico studiato appositamente da un’equipe di professionisti è emerso che il ritratto del lui ideale per le adolescenti ricalca il profilo di Enrico Sola. Come se non bastasse, alla domanda “cosa usa una donna per eccitarsi nel praticare del sano auto-erotismo” la risposta della maggioranza è stata penso all’header del suo blog, e successivamente all’autore – ovviamente”. Infine è da menzionare che la comunità gay della Rete lo colloca ai primi posti tra gli uomini più affascinanti del web 2.0. Come vedete nella foto qua sotto inoltre, Suz sa prendersi in giro, ma anche quando fa la “magnum” ha stile da vendere.

Dal Flickr di Pietro Izzo

Suzukimaruti o lo ami o lo odi. Come accade con Baggio, Savicevic, quei giocatori li non troppo costanti che però quando giocano ti fanno impazzire e ti fanno vincere tutto, anche le elezioni. E non da niente per scontato, è sempre pronto a interrogarsi sulle grandi questioni della vita. Perché ad esempio, insieme ad altri io gli avevo chiesto – prima che partisse per i Caraibi dei poveri – di scrivere un post sull’attuale situazione politica, su cosa potrebbe succedere, sull’Italia… E infine l’ha fatto, ha regalato una sorpresa a tutti. E io sono felicissimo quando leggo le opinioni, i pareri e le conversazioni politiche di Enrico. Perché lui sa tradurre con forza le parole giuste i sentimenti politici e patriottici di noi col cuore a sinistra. La semiotica ce l’ha nelle dita e si esprime sottoforma di un ticchettio sulle lettere della keyboard. E se quando scrivo un commento lungo metto dei puntini tra un paragrafetto e l’altro…lo devo a lui.

Dal Flickr di Stefano Epifani

Tutto questo è stato semplicemente scritto e pensato per dirvi di leggere il suo ultimo post. Mi riconosco nel 99% delle cose che dice Enrico, anche se ancora non riesco a sentire la fiducia e la speranza del cambiamento che intravede lui.
Credetemi, riflettereprima di decidere a priori – sulle varie prospettive che il Futuro prossimo potrebbe riservarci ne vale la pena, semplicemente perché ne va di tutti Noi. Anche se siete juventini, clerico-fascisti e siete iscritti alla P2.

PS: potrei inaugurare l’angolo dei ritratti di blogger, non lo escludo dopo questo excursus.
NB: non sono gay e con questo post non ho fatto outing: si scherza, ma meglio specificare… Vedrete quando farò anche il ritratto di Napolux o Dario Salvelli per esempio 😛


Papà mi ha fatto da solo

gennaio 21, 2008

Sul simpatico bisticcio tra Elio Mastella (figlio dell’omonimo più famoso) e Alessandro Sortino non ho molto da dire. Entrambi si comportano come se fossero iscritti a BlogBabel insomma.

Solo una cosa vorrei far notare: Elio Mastella assomiglia incredibilmente ad un’altra persona. Ma “chi”, direte? Pensateci bene. Sì, è proprio lui. Suzukimaruti, il figlio illegittimo e mai riconosciuto di Clemente Mastella.


Casa Malgioglio

ottobre 26, 2007

Come molti mercoledì sera, ho seguito via streaming “Casa Torino”, programma di Radio Centro 95 condotto da Suzukimaruti e Giorgio Valletta. Purtroppo, differentemente dal solito, c’erano problemi di streaming, nel senso che spesso l’immagine si interrompeva ed era molto scattosa, forse perché anche dalla cabina di regia Enrico non può fare a meno di tenere aperto eMule insieme a 15 tab di firefox che caricano i video di youporn. Ad un certo punto mi è venuta la sciagurata idea di premere il tasto “stamp” e il risultato è questo inquietante screenshot:

Ammirate lo sguardo, l’espressione. Secondo voi a chi assomiglia? Dove avete visto uno sguardo simile?
Come se non bastasse, parallelamente alla diretta, a fianco del video, c’è una chat in stile IRC in cui potete trovare gente che spazia da Feba e Kurai a Pietroizzo e Svaroschi. Ed è qui che il gioco si fa duro.

Immaginatevi il contesto: io li che ascolto i famosi fuori-onda con audio di Enrico e Giorgio che si rivolgono a quelli della chat, prendendoli un po’ (giustamente) in giro, mentre leggo discorsi strani e richiedo canzoni che mai saranno messe. Per farvi capire di cosa si parla durante la trasmissione ho un’altra prova inconfutabile da proporre, una di quelle compromettenti:

Questa non è Casa Torino ma…nemmeno una Casa Chiusa: è semplicemente Casa Malgioglio, il nuovo reality in cui ogni protagonista dice la sua senza dover rispettare alcun filo logico. Ah, se poi mercoledì prossimo decidete di guardarvi e ascoltarvi questo programma, allenate le dita e tenetele pronte sul tasto “stamp”.

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