De rerum pompino

luglio 9, 2008

http://www.laprivatarepubblica.com/le-nostre-inquisizioni/italian-tabloid/une-pipe-au-casino-berlusconi2/

I benpensanti storceranno il naso dopo aver letto il titolo, ma gente, siamo nel 2008 e oltre a farveli fare di nascosto, dovete cominciare anche ad accettarli in pubblico. So che non vi fate problemi.
Perché l’Italia, e sotto sotto lo sapete tutti, è un paese che sta andando avanti a pompini, siano essi fatti con bocca o culo. Insomma, “il pompino” è stato ufficialmente sdoganato sia come termine che come lecita pratica: se lo fa il presidente del consiglio, se lo fanno le ministre, possiamo stare tranquilli. Ma il pompino è anche una metafora, il concetto che riassume perfettamente i giorni nostri, la società italiana, un paese cattolico solo politicamente.

E’ dell’altro ieri la notizia della scoperta di fantomatiche intercettazioni false che l’autore di La Privata Repubblica, blog che spesso leggo, aveva pubblicato (e che potete leggere qui). Subito si scatena il tam-tam mediatico on line, seguito da minacce di chiusura del sito, querele e varie demonizzazioni della Rete Internet, come si di colpo fosse diventato importante quello che scrive un blog.

No, non sono false. Dire che le intercettazioni sono false è sbagliato; sbagliato perché leggendole, solo un sottosviluppato mentale potrebbe ritenerle veritiere. Quella era satira pura, bella e buona; e se scrivi un post inventato, satirico, non è che devi scrivere che stai scrivendo una stronzata, altrimenti il gioco finisce subito. Ma, come spiega l’autore alla breve intervista rilasciata a Gilioli, in Italia la satira non esiste, quindi ecco spiegato il problema. Se io scrivo sul blog che gli asini volano e qualcuno lo riprende come scoop è colpa mia? Direi di no.

Big Bang blogosferico. Ma come ha fatto a scoppiare un simile caso? Insomma, quante volte noi blogger abbiamo scritto sciocchezze e non è mai successo niente? Io stesso ne scrivo tante ed abito ad Arcore, ma fino ad ora nessuno mi ha minacciato… Questa volta invece è successo che Dagospia, scoperte le intercettazioni ha segnalato la cosa sul proprio blog, che riceve quotidianamente migliaia di visite. E qui viene il bello, perché possiamo trarre alcune conseguenze, ulteriori prove della penosità totale del livello giornalistico italiano, un giornalismo fatto di copia incolla alla bell’e meglio, un copy and paste velocissimo dai toni esclusivamente sensazionalistici. Bisogna farlo prima di un’altro giornale per il primo principio di Emilio Fede.- “Se dai per primo una notizia sei un figo di dio”. Il secondo principio invece recita che “quando dai una notizia, fallo nel modo più gridato e scandalistico possibile, fregandotene delle conseguenze”.*

Constatazioni amichevoli. La prima deduzione che faccio è la seguente: invece che preoccuparsi di oscurare un presunto professionista che si precipita a riprendere un possibile scoop non verificando le fonti e non riconoscendo la firma di un quasi mio coetaneo dietro ad un’intercettazione alquanto triviale, ci si è impegnati a denigrare il Web, come al solito. In questo senso risulta fantastica la notizia dell’Adnkronos sul “sito registrato alle Antille”; chissà cosa penserà l’uomo comune. Roba da agenti segreti per non farsi scoprire nelle attività di informazione distorta fatte in Internet, luogo di pazzi. In realtà basta un semplice Whois per scoprire che il titolare del dominio non ha scelto di nascondere i suoi dati.

Deduzione due: anche i blogger nazionali più letti in assoluto probabilmente sono alquanto incompetenti. Dagospia riprende una baggianata facendo una figuraccia, senza saper distinguere il vero dal falso, monta il caso, viene sputtanato e ora fa la vittima, parlando di bufala e passaparola. Quando qui nessuno si era scandalizzato di niente, perché evidentemente ci aveva fatto su una risata. Se vuoi fare l’esiliato in Rete stai alle regole anche tu, bello. Non sputare nel piatto in cui mangi; fai più bella figura e non perdi reputazione se ammetti l’errore, ma questo è un meccanismo comune che scatta in molte persone del mondo professionale, che colpite nell’orgoglio reagiscono come chi tanto denigrano (di casi di blog oscurati o blogger minacciati per vari post ne abbiamo avuti tanti).

Deduzione tre: molti giornalisti della carta stampata leggono blog e li usano per crearsi le notizie ad hoc, anche se pochissimi lo ammetteranno. E spesso, siccome non conoscono le dinamiche, dicono che i blog sono cazzate, ma alla fine li usano – eccome – facendo la figura di quelli che venuti al dunque, quando in ginocchio davanti a te c’è una pronta a farti un benedetto pompino, non ce la fanno perché non gli si alza. Un po’ come nelle finte intercettazioni insomma.

Grazie a quelli come Te. Mi sento di ringraziare di cuore ragazzi come l’autore de LPR. Non solo perché sono dotati di un’intelligenza non comune, che ha del geniale, ma perché in questi casi mi permettono di capire tante cose. Un post cazzuto come questo (in tutti i sensi), scritto così bene e in modo così impeccabile non è da tutti. Credo che l’80% dei giornalisti italiani non sarebbe in grado di ricorrere a certi paragoni e/o a certe citazioni. E io ti ringrazio anche se non ti conosco e non so il tuo nome, perché persone come te fanno sì che tutti i pagliacci che governano il mondo dell’informazione e che controllano un paese pornografico, vengano facilmente smascherati, sputtanati, messi alla berlina. E mi fai capire che nonostante io non abbia un lavoro fisso, non giri in elicottero, non sia abbonato a mediaset premium, sia laureato in scienze della comunicazione, ecc…sono non so quante spanne al di sopra di loro. Sono talmente sciocchi che quando si parla di sesso non ci capiscono più niente: figuriamoci poi se ci mettiamo una bella ministra con cui qualsiasi italiano farebbe sesso in modo più o meno violento. E’ il parco gnocca quello che fa cadere i potenti, siamo sempre li. Il pelo di figa.

Spygame. La “merda nel ventilatore” di cui parla Dagospia è sì “la spia delle degenerazioni che stanno avvenendo nel mondo dell’informazione”. Ma quella spia non è chi ha pensato a quelle intercettazioni false. Perché un blogger ancora non il potere di fare informazione, dettando l’agenda politica quotidiana; al massimo tanti blogger insieme possono influenzare e con fatica arrivare ai piani alti. Sei tu che fai informazione verosimile e romanzata; e ora è inutile tacciare il testo come “postribolare”. Se faceva così schifo, perché è stato ripreso come scoop? Bisognava pensarci prima. Da che pulpito poi viene la predica? Basta osservare certi titoli o le immagini presenti sul blog dove è scoppiata la querelle per rendersi conto che di postribolare nella stampa e nei modi di fare informazione in Italia ci sia ben altro.

Una mattina mi son svegliato. Specchio, specchio delle mie brame, chi ha la faccia di palta più paraculo del reame? Loro continueranno a guardarsi fieri allo specchio, mentre qualcun altro riceverà minacce di chiusura blog, censure varie e chi più ne ha più ne metta. Perché, per esempio “Secondo l’adone meshato** Facci, comunque, la Carfagna sarebbe “il punto di non ritorno per un elettorato cui puoi propinare quasi tutto ma non tutto”. Oooh, certo: puoi propinare corruzione di giudici, corruzione alla Guardia di Finanza, legami con la mafia, Schifani, falsi in bilancio (chè tanto, ormai, è reato non farlo il falso in bilancio), società offshore, P2, Lucignolo, Cicchitto & Bonaiuti, l’eroe Mangano ma non un pompino della starlet-trasformata-ministro? Certo, e Bondi è Ministro della Cultura, allora.”

Pari opportunità. Il cavaliere da Tokio spiega che gli italiani non si scandalizzano per gli scandali. E ci vuole un giornale argentino per scoprire che ci sarebbe un intercettazione tra due esponenti politiche che discutono su come fare una buona fellatio al capo, risollevandogli il morale, ci vuole un quotidiano straniero per dire che la Ministra delle pari opportunità sarebbe li per meriti particolari.
Ma ora “basta con i veleni. Fermiamo questa strategia della tensione occulta, strisciante, questo complotto che attenta alla destabilizzazione del dialogo tra maggioranza e nonopposizione. Non chiediamoci cosa possiamo fare per la gnocca. Chiediamoci cosa può fare per noi la gnocca.”

* Per dovere di cronaca, onde evitare che qualcuno creda davvero che esistano i due principi giornalistici di Emilio Fede, vi dico che sono falsi, sono cazzate che mi sono invetato io.
** Come ha spiegato Facci in un commento, non è meshato.
*** Se per caso ti senti offesissimo o danneggiato da questo post, prima di farmi causa con la tua schiera di avvocati, avvisami via mail. Che io vorrei solo scrivere in libertà. Insomma, almeno rimuoverò le gravissime ingiurie che ti ho dedicato senza troppi patemi d’animo. Tanto di soldi non ne ho, sonounprecario: non faccio mica il presidente del consiglio.


Piduisti senza limiti, mafiosi senza vergogna: la P2 bis ri-scende in campo

aprile 8, 2008

Se leggete il famoso “Piano di Rinascita democratica” della Loggia Massonica P2 (click qui o qui per una lista degli iscritti, tra cui voisapetechi), potrete incredibilmente notare moltissime similitudini con le azioni di governo e le dichiarazioni di certi personaggi:

Il cosiddetto piano di rinascita democratica, parte essenziale del programma piduista, consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l’informazione.
I suoi obiettivi essenziali consistevano in una serie di riforme e modifiche costituzionali onde
« …rivitalizzare il sistema attraverso la sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina, dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai cittadini elettori »
. In particolare andavano programmate azioni di Governo, di comportamento politico ed economico, nonché di atti legislativi, per ottenere ad esempio nel settore scuola di
« …chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio – posto di lavoro…»

Prendiamo le dichiarazioni di oggi di due noti personaggi, di cui uno condannato a 9 anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa (Dell’Utri) e l’altro…vabbé, mi sono anche un po’ stancato di ricordare quanto sia pericoloso.

15:56 Berlusconi: “Esami di sanità mentale per i pubblici ministeri”.
“Il pubblico accusatore deve essere sottoposto periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale”. Lo ha detto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, nel corso di un comizio a Savona.

16:13 Dell’Utri: “Il mafioso Mangano? Un eroe”
“Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all’ergastolo, è morto per causa mia”, ha dichiarato il senatore Marcello Dell’Utri in un’intervista rilasciata a Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in onda su YouTube. Dell’Utri ha rivelato: “Mangano era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E’ un eroe, a modo suo”.

16:16 Dell’Utri: “Se vinciamo, via dai libri di storia retorica Resistenza”
“I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione”. Lo ha detto il senatore Marcello Dell’Utri in un’intervista rilasciata a Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in rete.

Ok, eviterò di commentare le affermazioni di oggi, ci sarebbero pagine da scrivere solo sulle stronzate dette. L’esame mentale lo farei so io a chi; poi perché non estenderlo ai politici, ai giornalisti, ecc…?
Comunque sia, colleghiamo le frasi alle decine di dichiarazioni in questi anni sulla separazione delle carriere dei magistrati, “al riordino dello stato in senso istituzionalistico, il ripristino di un’impostazione selettiva (forse classista) dei percorsi sociali, insomma – secondo molti – una svolta autoritaria”.

Come se non bastasse, il piano puntava all’abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una riforma della scuola – la Moratti?!?!?!), allo spostamento del Consiglio Superiore della Magistratura sotto il controllo dell’esecutivo (quindi i politici avrebbero in questo modo potere di controllo sui giudici, tirate una riga…!), a rompere l’unità sindacale, ad abolire il monopolio della Rai (troppo facile con 3 tv e 40 giornali e periodici), a mettere le mani sul controllo dei mass media (e quindi dell’opinione pubblica, della società e di conseguenza dei cittadini) acquisendo tv, quotidiani, gruppi editoriali, ecc…

Prendiamo anche la dichiarazione di oggi di Berlusconi sull’esame di sanità mentale dei pubblici ministeri e confrontiamolo con questo punto del piano di rinascita democratica. Incredibile vero? Per i piduisti quindi “la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati” e “la normativa per l’accesso in carriera (esami psico-attitudinali preliminari)” sono due punti fondamentali ed urgenti, insieme al silenzio-consenso.

Caro lettore, perdonami se ti ho annoiato a sufficienza e se non sono stato troppo sintetico, ma potrei andare avanti con molte altre agghiaccianti somiglianze. Quotando il virgolettato sull’ipotetico ruolo da affidare alla stampa ad esempio, si scopre che «va sollecitata al livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattutto: Corriere della Sera, Il Giorno, Il Giornale, La Stampa, Il Resto del Carlino, Il Messaggero, Il Tempo, Roma, Il Mattino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale di Sicilia per i quotidiani; e per i periodici: L’Europeo, L’Espresso, Panorama, Epoca, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV non va dimenticata.»

Insomma se avete voglia di andare avanti a farvi rodere il fegato e vi appassionate in un viaggio tra storia e politica, condito da un po’ di sane teorie di cospirazione, allore benvenuti, potete continuare a fare il gioco del “trova le differenze”.

Ecco perché io non voterò mai per dei mafiosi, per dei cospiratori, per dei piduisti, per dei corrotti, per dei bugiardi, per dei truffatori, per i cattivi
Forse è insito nella natura dell’italiano provare ammirazione per i banditi, per chi sta al di sopra della legge. Perché per ri-votare per la terza volta certa gente (per di più condannata!), i casi sono due: o si è ingenui (e di conseguenza stupidi, oserei dire, a questo punto) o si è disonesti. E io per natura non sono affatto disonesto. Sono solo un italiano…


Grassi che colano

dicembre 11, 2007

//blog.terrorpilot.com/

Quando leggo certi pezzi firmati da gente che solo quando fa comodo si ricorda di certe altre persone sorrido. Sorrido e mi incazzo. Sì, perché se ne stanno dicendo e sentendo di tutti i colori su Luttazzi e La7 e molti forse tralasciano vari aspetti che probabilmente andrebbero considerati. Ad esempio Grasso, «prima inizia facendo il deluso, comoda retorica per non sembrare cattivi. Poi fa una breve storia della carriera di Daniele, in cui dimostra di conoscerlo e prende la spinta per poter dire le scemenze finali. Addirittura arriva a dare ragione a Berlusconi e alla frase “uso criminoso” mediante la quale ha praticamente ammazzato la carriera di alcuni tra cui Enzo Biagi».

Gusti d’elite. In giro si sentono cose come “a me la battuta non ha fatto ridere”, “era una cosa di cattivo gusto, volgare”, ecc…magari da gente che fino a l’altro ieri Luttazzi non l’aveva mai guardato o forse non l’aveva mai seguito nei suoi spettacoli teatrali o ancora non conosce i suoi pensieri riguardo alla satira. I gusti di qualcuno non giustificano in nessun modo la chiusura di un programma che registrava il sabato sera, a mezzanotte, punte di 2 milioni e 700 mila spettatori. Probabilmente troppi anni di bagaglino, di Zelig (che spesso guardo e mi fa ridere, lo ammetto tranquillamente) e di Reality Show vari hanno distrutto le poche capacità intellettive rimaste nei cervelli della gens italica; tutto è lecito infatti se Vespa viene considerato un grande giornalista, se Mastella è alla giustizia e se Tremonti (uno che voleva vendere le spiagge!!!) è stato ministro dell’economia. Perché la satira vera è quella di Luttazzi, un purista, non quella di Striscia la Notizia, e se a me non piace la coprolalia delle sue battute cambio canale; se a Ferrara non è andata giu una battuta peraltro già fatta altre volte e riprodotta in replica lo dice pubblicamente o al massimo querela Luttazzi; se a Dall’Orto è venuto il quarto d’ora doveva pensarci prima di ingaggiare Luttazzi, prima di aver promesso libertà assoluta all’ora in cui i bambini fanno la nanna e nessuno rompe le scatole più di tanto. Cosa vuol dire dare carta bianca e promettere al pubblico per poi chiudere baracca e bottega in questo modo? La satira non deve chiedere ed esigere rispetto se è libera. E soprattutto un autore come Luttazzi non può risparmiare nessuno.

Cacca, puzza, pipì, popò, merda. Detto questo, la frase pronunciata da Luttazzi era composta da 2 parti: una vera, tragicamente vera, sulla guerra in Iraq e una seconda immaginaria ed alquanto fantasiosa, probabilmente di cattivo gusto che però secondo me è meno disgustosa rispetto alle bombe al fosforo. Immaginarmi circa 60 milioni di italiani scandalizzati per una battuta su pupù e pipì mi fa sorridere, pensando a quello cui sono soliti guardare sui canali RaiSet. Personalmente, per fare un esempio, ritengo più scandaloso e di cattivo gusto sentire il papa che dice di salvare i bambini dopo che proprio lui e la sua chiesa hanno protetto e lasciato liberi di fare i loro porci comodi chissà quanti preti pedofili, mandandoli nelle zone più povere del pianeta, salvo poi rimborsare i parenti delle vittime con un bel po’ di dollaroni. Non ne sono sicuro, ma forse per scandalizzarsi ed inibirsi bastava guardare altri programmi su La7; ad esempio nella trasmissione di Daria Bignardi (“Le invasioni barbariche”) in cui Fabio Volo era ospite si è parlato di merda per lunghi periodi, con piccole divagazioni in cui si parlava di vibratori “a uovo” telecomandati dal proprio uomo da inserire nella vagina.

Spe’..si salvi chi può. E ancora, siamo sicuri che la trasmissione sia stata chiusa per questa battuta? La puntata infatti è andata in onda per ben due volte senza che nessuno si accorgesse di nulla (ora invece tutti hanno ben in testa la fantastica scena nella vasca) ma soltanto sabato è stata interrotta durante la registrazione della puntata riguardante l’ultima enciclica del papa, la Spe’ Salvi. Ora, non vorrei insinuare niente, però il metodo dei funzionari in stile Fahrenheit 451 è alquanto strano e inconcepibile, perché la stragrande maggioranza delle censure è per me ingiustificabile. E nel frattempo Giuliano Ferrara scrive una lettera a Repubblica, ma prima di arrivare a lui aprirò una parentesi; in giro leggo di gente che si chiede perché nella blogosfera non si parli d’altro che di Luttazzi nel giorno degli operai morti. A parte che non è vero, ma la libertà d’espressione è un argomento che dovrebbe riguardare tutti quanti, specialmente noi blogger, sempre all’erta dopo aver assistito a particolari proposte di legge dell’ultimo minuto. Oggi Luttazzi, Biagi, Santoro, domani il tuo blog, dopodomani Internet.

No Luttazziani, no party. No, non sono d’accordo né con Sofri né con Suzukimaruti su molti aspetti: «Cioè se domani il tizio che legge le previsioni del tempo su La7 lo fa ruttando, la rete ha tutto il diritto di prenderlo da parte e dirgli due paroline». Ma infatti Daniele Luttazzi non ha fatto nulla di tutto questo ma anzi, a me ha fatto molto ridere perché apprezzo questo tipo di satira; ripeto, se non ti piace vai a letto, cambi canale o ti fai una scopata, per dirla alla Luttazzi. E poi si arriva a citare Pasolini, quel Pasolini che fece scandalo anche nel 1971 con il film Decameron, appunto; certo, lui si batteva per la non-omologazione della società ad un modello unico passato dai mass-media, lottava per la liberalizzazione dei costumi sessuali degli italiani; e che attori usava Pasolini? Gente comune, presa dalla strada, dai ceti più bassi, facce a cui la gente non era abituata, che suggerivano un’idea sporca, volgare e a volte ripugnante, come se a Pasolini piacesse mostrare il brutto e il repellente, proiettati – in questo caso – nel sesso. E Luttazzi per cosa si batte? Ha sempre parlato di verità e giustizia, non ha mai fatto populismo, ed anche lui lotta contro questa società italiana e così come Pasolini rivela un forte senso di colpa derivante dalla componente religiosa, da una rigida educazione cattolica ricevuta, che spesso non manca di ricordare. Ma Luttazzi non è Pasolini perché non c’è spazio per un Pasolini nella società (italiana) di oggi, non avrebbe molto senso; per questo forse, ai molti, le sue scene risultano soltanto di un livello demenziale o vengono esclusivamente ridotte ad un attacco alla destra che lo ha “epurato”. In realtà non è così ma il pensiero comune diffuso è questo, cioé “Luttazzi vs. Berlusconi” in ogni modo, anche se poi in pochi si accorgono degli attacchi a D’Alema, Fassino, Mastella, ecc…

Le religioni dei nostri tempi. Insomma, abbiamo scomodato quel Pasolini (per chiudere la parentesti ed arrivare al Giulianone) che nel 1992 Giuliano Ferrara andò a ripescare per la trasmissione “Lezioni D’Amore”, fatta insieme alla moglie, incentrata sul sesso ed ispirata, appunto, a “Comizi d’Amore” di Pasolini che altro non era che un documentario in cui, girando per l’Italia, faceva agli italiani domande sul sesso, delineando un ritratto a dir poco sconcertante ed arretrato riguardo all’idea che avevano gli italiani sulla sessualità. Per la cronaca, la trasmissione venne chiusa su pressione di alcuni deputati democristiani. Ma Ferrara nel tempo è stranamente cambiato: dal PCI al PSI di Craxi, da Forza Italia al Foglio e ora invece si diverte facendo crociate contro l’uso del preservativo per esempio, che secondo lui riduce la cosa più bella ad un “amore con l’air bag”, un “amore con la gomma”, ad un “sesso tecnico”, attribuendo al preservativo stupri, solitudine, violenza e indifferenza di “queste donne moderne sull’orlo di una crisi di coscienza” [che sia invidia? "Di certo, nel partito torinese la vita privata di Giuliano è fonte di qualche malizioso pettegolezzo, dovuto al fatto che non lo si vede mai in compagnia femminile" (Pino Nicotri "L'arcitaliano Ferrara Giuliano" - pag 49 a proposito del decennio torinese: 1973-83)].

Un po’ di qualunquismo. Un paese che ha paura di una battuta mal riuscita ma se ne fotte di un presidente della Repubblica che richiama contro intercettazioni pubblicate in maniera del tutto legale sulla casta e sta zitto nel giorno della strage degli operai, una nazione che permette ad una persona di controllare tutti i mezzi di comunicazione e in cui la gente è disposta a scendere in piazza perché la squadra viene retrocessa, ma quando si tratta di chiedere maggiori norme sulla sicurezza nel lavoro magari sta a casa perché su “Matrix” o a “Porta a Porta” fanno l’ennesimo speciale su Cogne beh, non è un paese credibile e quindi non ha la facoltà di pronunciarsi sulla libertà d’espressione e sulla satira che gli italiani, in primis, non hanno mai voluto difendere.
Il problema più grande è che in quella vasca non c’è Giuliano Ferrara, ma semplicemente questo paese di merda.

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Duri come una ROC

ottobre 23, 2007

Allarme rientrato? Forse, in attesa di strani casi con strane interpretazioni di strani testi di legge scritti stranamente male.
Sono stati i blogger a portare direttamente all’attenzione di alcuni politici la questione? Non so stabilirlo, perché l’unica volta che in tantissimi blogger si sono fatti valere, scrivendo riguardo la questione ROC, c’è stato un caos degno del Processo di Biscardi.

Su Macchianera.net si legge anche un pensiero controcorrente rispetto al marasma di cui parlavo ieri e sì, rispetto anche a quello che ho detto io, forse sbagliando, qualche giorno fa. Gabriella Bianchi non dice cose sbagliate, ci mancherebbe, ma secondo me è l’oggetto di cui parla che non è corretto.
Mi spiego: lei spiega come registrarsi al ROC, come se il vero problema fosse solo riconducibile ad un eventuale sbattimento burocratico; in realtà non è così, la questione non è un modello compilato: io piuttosto mi interrogherei a monte sul perché di una proposta simile ma soprattutto mi chiedo ogni giorno a cosa diavolo serva l’articolo 21 presente nella nostra Costituzione se non quando fa comodo essere citato dai soliti noti, che in Internet probabilmente non ci hanno mai messo piede. Che sono poi quelli che contribuiscono ogni giorno a spingerci sul fondo di ogni classifica di alfabetizzazione digitale e di penetrazione di Internet e delle tecnologie nella popolazione italiana.

Direi quindi che è perfettamente lecito dubitare e discutere un po’ quando certe decisioni sono in mano a certa gente.


L’impero del consumismo colpisce ancora

ottobre 22, 2007

Vedere certi video mi da allo stomaco, perché in questo caso tutto il mondo è paese. Se infatti guardate su youtube i video presenti nella barra laterale, vi renderete conto che non c’è geografia che tenga, giusto per prevenre commenti razzisti.
Una settimana a lavorare, poi il sabato e la domenica tutti di corsa al centro commerciale a spendere e a comprare: poi ci lamentiamo che non arriviamo a fine mese, che non abbiamo soldi. Certo, c’è gente che si venderebbe il c**o pur di avere una macchina che non potrebbe permettersi (se non con rate al limite dell’usura), pur di andare in vacanza e pur di avere un televisore con lo schermo piatto. Io però non voglio essere un italiano medio.

Odio andare al centro commerciale di sabato, figuriamoci la domenica; odio trovare coda nei weekend quando sto andando a fare un giro, perché nelle vicinanze c’è un centro commerciale aperto e…la gente sta li, con il motore acceso, in fila, in attesa di un parcheggio; odio vedere famiglie intere portare i bambini (magari lasciandoli “nell’area giochi”, per la serie “molla qua i bambini e vai a spendere un po’ di soldi”) al centro commerciale, la nuova piazza ad ogni costo, il nuovo ritrovo degli adolescenti, il posto dove i genitori sono tranquilli perché il figlio “è al centro commerciale”.

Una volta come eravamo? Cosa si faceva nei fine settimana? I centri commerciali non c’erano e manco i “compra ora e paghi tra x mesi”, che praticamente è l’offerta pronipote del 3×2. La gente viveva lo stesso, forse meglio: ora, se non spendi, non sei nemmeno considerato, se invece spendi…sei quello che vogliono loro, un fantoccio consumatore che si lamenta e fa “bla bla bla” ma che poi non vede l’ora di avere per primo l’oggetto materiale, per il piacere momentaneo e settimanale.
L’ottimismo è il profumo della vita.

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